Garza nell'addome, indagati medici e infermieri di Lanciano

Alessandro Biancardi

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CATANZARO. Nell'inchiesta di Catanzaro sono coinvolti medici e infermieri di Lanciano

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha chiuso le indagini nei confronti di sette persone, tra medici ed infermieri dell'ospedale di Lanciano, accusate del reato di omicidio colposo per la morte di un uomo di 50 anni, della provincia di Catanzaro.

Nell'addome dell'uomo fu lasciata una garza al termine di un intervento chirurgico. Nel luglio del 2008 il cinquantenne fu sottoposto ad un intervento chirurgico nell'ospedale di Lanciano. A distanza di due anni dall'intervento le condizioni dell'uomo si aggravarono e nell'aprile dello scorso anno morì nel policlinico di Catanzaro.

I medici del capoluogo calabrese, per accertare le cause della morte, decisero di fare effettuare accertamenti dal medico legale il quale riscontrò un'infezione e, nel corso dell'autopsia, trovò una garza nell'addome. L'ospedale frentano non era però l'unico in cui l'uomo venne stato sottoposto ad un intervento chirurgico negli ultimi anni: altre cartelle erano state acquisite in ospedali delle Marche e della Lombardia. 
Dai riscontri i periti hanno stabilito la compatibilità della posizione della garza con l'intervento eseguito ed accertato le responsabilità dei medici. 

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica Gerardo Dominijanni, hanno portato ad individuare i medici e gli infermieri dell'ospedale di Lanciano che parteciparono all'intervento chirurgico durante il quale fu dimenticata la garza. I sette indagati hanno a disposizione adesso venti giorni per presentare memorie difensive o per chiedere di essere sentiti.

Nei mesi scorsi anche la Commissione errori sanitari, presieduta da Leoluca Orlando, aveva deciso di aprire un'indagine sulla vicenda, parallelamente a quella intrapresa dalla procura calabra.
«La Commissione – aveva annunciato Orlando - procederà a tutti gli accertamenti ed adempimenti di competenza su questo incredibile caso di malasanità ed inserire eventualmente questo caso tra quelli già oggetto di analisi».

24/01/2011 16.32