Progetto in piazza ad Atessa, il Pd chiede la mobilitazione dei cittadini

Alessandro Biancardi

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Progetto in piazza ad Atessa, il Pd chiede la mobilitazione dei cittadini
ATESSA. Non si spengono i riflettori sui lavori in piazza Garibaldi ad Atessa, che già in passato hanno sollevato sdegno e disapprovazione da parte di cittadini, esponenti politici e associazioni ambientaliste.

Sulla questione si è molto dibattuto e gli animi sono infuocati. Un esposto è anche stato inviato alla procura della Repubblica nel mese di settembre 2010.

L’ultimo intervento è del giovane Michael Lusi, esponente del Pd e vice segretario dei Giovani Democratici, che torna a chiedere la mobilitazione dei cittadini contro quello che da più parti viene definito uno «scempio ambientale». «Il sindaco di Atessa Nicola Cicchitti», sottolinea Lusi in una nota,«dichiara che il progetto di Piazza Garibaldi è un tentativo di rilancio della città. Uno slogan triste nel quale vi è un precipitato di insignificanza e, forse, anche di ignoranza propria di chi non sa che nel mondo globalizzato è pressoché impossibile fomentare lo sviluppo di un territorio sventrando la sua piazza principale».

I lavori riguardano proprio la piazza principale del paese, e prevedono la realizzazione di un parcheggio interrato disposto su due piani, la ristrutturazione dell’ex cinema Italia, con la costruzione di una sala polifunzionale, locali commerciali, direzionali e residenziali, e un restyling del Colle San Cristoforo, dove è ubicata la villa comunale.

«I lavori stanno danneggiando notevolmente il valore storico e culturale della città – puntualizza l’esponente democratico - per non parlare del deterioramento paesaggistico e del guasto economico di proporzioni inaudite».

Lusi chiede per questo una mobilitazione generale della popolazione, «a dispetto di queste speculazioni edilizie, a dispetto dello scempio in nome degli affari, a dispetto di chi ha violato irresponsabilmente la sacralità culturale di una città ricca di storia come Atessa e, soprattutto, a dispetto di questa amministrazione comunale, alla quale sono bastati pochi anni di mandato per reprimere le energie positive di sviluppo del territorio».

UN PROGETTO ‘CONTESO’ TRA CENTROSINISTRA E CENTRODESTRA

Il progetto di riqualificazione – o presunta tale – che riguarda il centro cittadino di Atessa era stato approvato dalla precedente amministrazione, guidata dal sindaco di centrosinistra Giuseppe Cellucci. L'idea nasce infatti nel 2004 con il progetto di recupero urbano "Contratti di quartiere II". Si trattava di un investimento di 11 milioni di euro che non interessava propriamente piazza Garibaldi, ma un’area vicina, denominata Discesa Casette. L’intervento comprendeva il recupero e la ristrutturazione del cinema Italia e la realizzazione di strutture e fabbricati in Discesa Casette. Il progetto però si arena perché, secondo quanto sottolineano gli esponenti democratici, la Regione mette un vincolo di inedificabilità a Discesa Casette, frutto di un errore materiale che il Comune subito fa notare. Nel frattempo ad Atessa si vota e il Comune cambia amministrazione: dal centrosinistra si passa a una giunta di centrodestra guidata dal sindaco Udc Nicola Cicchitti.

A questo punto, secondo la denuncia di Lusi e del Pd, la nuova Giunta avrebbe approfittato di questo errore rimodulando il Contratto di quartiere per spostare i lavori da Discesa Casette a piazza Garibaldi, che rappresenta il cuore di Atessa.

«La rimodulazione», denunciano gli esponenti democratici, che sulla questione hanno realizzato un Libro Bianco,«è stata giustificata dalla presenza di un vincolo che la Regione Abruzzo, dopo aver approvato e finanziato il progetto del CQII, aveva imposto in modo erroneo sull’area di Discesa Casette. Una motivazione, questa, strumentale – precisano però i democratici -poiché il vincolo, in seguito a ricorso presentato alla Regione dalla precedente amministrazione, era stato rimosso nella primavera del 2008, prima cioè che l’attuale amministrazione procedesse alla rimodulazione del Contratto di quartiere».

UN ACCORDO POCO TRASPARENTE CON LA DITTA PRIVATA?

La rimodulazione del progetto, secondo i cittadini che stanno osteggiando il progetto avrebbe avuto conseguenze devastanti: la piazza ‘sventrata’ con una voragine aperta che ha di fatto modificato per sempre il suo volto; la villa comunale tagliata a metà, per dare spazio a una sorta di centro commerciale che andrà ad occupare gran parte del verde pubblico finora esistente. Ma non è tutto. «Un’operazione - denuncia ancora Lusi – messa in atto con un poco trasparente accordo tra l’impresa che realizzerà i lavori e il Comune che ha prima ceduto al privato tutti i beni e poi sarà costretto, una volta finito il progetto, a riacquistarli al doppio del prezzo».

 Questo perché l'offerta dell’azienda vincitrice dell’appalto – la De Francesco Costruzioni di Castelpetroso, in provincia di Isernia - prevede che il Comune versi alla ditta 2 milioni e mezzo quale differenza di valore tra le opere cedute dal Comune e quelle cedute dal privato.

Dunque tutta l’operazione, sempre secondo la denuncia del Pd, dovrebbe sarebbe compiuta con tre step: l’amministrazione di Atessa cede gratuitamente beni del Comune ad una impresa privata; l’impresa realizza su questi beni parcheggi e locali che vende al libero mercato; il Comune acquista dall’impresa ad un prezzo maggiore del loro valore, come qualsiasi altro acquirente, una sala polivalente e dei parcheggi.

 


LA POSIZIONE DI “ITALIA NOSTRA”

 

Sui lavori di piazza Garibaldi è più volte intervenuta anche l’associazione ambientalista “Italia Nostra”, che ha pesantemente definito l’intervento come «un caso di edificazione privata su suolo pubblico, con l'aggravante della bruttezza, e della sconvenienza finanziaria». L’associazione ha raccontato la storia dell’ecomostro in un dettagliato e documentato esposto inviato il 1 dicembre scorso alla procura di Lanciano e alla procura presso la Corte d'appello dell'Aquila (un precedente esposto era stato inviato alla procura di Lanciano dal capogruppo di Rifondazione comunista in Consiglio regionale Maurizio Acerbo).

 LA DIFESA DEL SINDACO CICCHITTI

Ma a chiarire il suo punto di vista è intervenuto anche il sindaco di Atessa, Nicola Cicchitti, che ha risposto a tutte le critiche: «Montare una polemica per alcuni alberi inutili tagliati alla Villa comunale, e che comunque verranno ripiantati, dimostra che l’opposizione di centrosinistra non ha altre idee. Spiace – ha aggiunto Cicchitti - che Italia N­­ostra per criticare i lavori nel nostro centro storico si sia mossa sulla base di valutazioni politiche di parte e non della verità dei fatti. Io posso tranquillizzare questa associazione: ci sono tutte le autorizzazioni previste. Il resto è chiacchiericcio».

Daniela di Cecco  21/01/2011 10.51