IL FATTO

Chieti, un vigile urbano fa tremare la Giunta Di Primio

Alessandro Biancardi

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   Chieti, un vigile urbano fa tremare la Giunta Di Primio
CHIETI. Una determina di spesa per un Vigile urbano in affiancamento alla Polizia urbana teatina e assunto attraverso una triangolazione Chieti - Roio del Sangro – Rosello.

CHIETI. Una determina di spesa per un Vigile urbano in affiancamento alla Polizia urbana teatina e assunto attraverso una triangolazione Chieti - Roio del Sangro – Rosello.

Un documento che ha portato sull’orlo di una crisi di nervi la maggioranza che sostiene il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio. La persona assunta è la figlia del consigliere comunale Domenico Di Fabrizio, il più votato del Pdl, dipendente della Carichieti con mansioni di autista del direttore generale Francesco Di Tizio.

Lo stesso Di Fabrizio, a richiesta, nega l’aspetto clientelare e chiarisce:«perché, mia figlia non ha il diritto di fare i concorsi? Ha vinto a Roio del Sangro ed ora è solo in affiancamento a Chieti. Sono polemiche strumentali per colpire me ed il mio partito».

Il problema in effetti non sembra questo ma il timore dei consiglieri Pdl e di alcuni assessori – del tutto ignari, come verificato che ad agosto approvarono la delibera che ha dato il via al concorso- è di essere caduti in una trappola approvando un progetto preordinato ma conosciuto da pochi.

La storia inizia ad agosto, quando il Consiglio comunale di Chieti, su richiesta di Rosello e Roio del Sangro, approvò un accordo per la gestione associata di alcuni servizi di Polizia locale. Poi i tre sindaci (rispettivamente: Alessio Monaco, che è anche assessore Pdl alla Provincia, Giuseppe Cavorso e Umberto Di Primio) firmarono la convenzione che disciplina i termini della collaborazione.

Ad ottobre l’amministrazione di Chieti modificò la pianta organica e dei 5 vigili mancanti, ne lasciò 4 da assumere con concorso più uno da attingere dall’accordo appena approvato. Intanto venne bandito un concorso e dalla selezione (in commissione due funzionari di Chieti su tre membri) uscì vincitrice Claudia Di Fabrizio, il vigile che ora è in affiancamento. Tuttavia la Convenzione non parla di concorsi ma di tutela integrata del territorio (i Vigili di Chieti in servizio sull’Alto Sangro e quelli di Rosello a Chieti?) di rassicurazione dei cittadini, di un uso condiviso del sistema informatico per uniformare le procedure (le multe chietine e sangrine debbono essere scritte allo stesso modo), di educazione stradale e di formazione professionale, le sole due funzioni da gestire in forma associata. E nemmeno la delibera aveva fatto cenno al concorso ed alla possibile assunzione, soprattutto se in forma onerosa, tant’è che si parlava chiaramente di un provvedimento costo zero: quasi un favore ai due fratelli minori da parte del comune capoluogo. Al contrario, ora la determina 110 del 19 gennaio scorso prevede di pagare «come da convenzione con il Comune di Rosello e di Roio» lo stipendio per il servizio di Polizia urbana al Vigile Claudia Di Fabrizio (50% a carico di Chieti, 25% e 25% per Rosello e Roio). Ma come? Si sono chiesti i consiglieri dell’opposizione, Alleanza per l’Italia e Pd in particolare e poi gli altri: la delibera dice chiaramente (parole dell’assessore Antonio Viola) che non «ci saranno esborsi economici per il nostro Comune». Ora si cambiano le carte in tavola? Ed il sospetto del trabocchetto comincia a serpeggiare anche nel Pdl, in questi tempi di responsabilità contabili e di danno erariale da Corte dei Conti: «Io me lo ero chiesto: che c’entra Chieti con quei due comuni ad oltre 100 km di distanza? Se si deve collaborare per la polizia urbana, ci si mette d’accordo con Ripa, con Bucchianico, con i comuni del circondario. Ma Rosello….»

«E poi perché tanta fretta ad agosto? E poi proprio ad agosto? Non è la solita delibera che si fa durante le vacanze estive o a fine anno, così tutti sono distratti e non se ne parla?»

«Gatta ci cova… sentiamo come ce lo spiegano».

Spezzoni di dialogo di due consiglieri che votarono sì e che ora rileggono quella delibera 63 del 23 agosto scorso. A sorpresa si scopre che già allora, prima in Commissione, poi in Consiglio c’erano state alcune perplessità sulla necessità di una Convenzione con quei Comuni lontani. Poi i chiarimenti e le rassicurazioni dell’assessore Antonio Viola, conditi con due interventi «strani» della maggioranza: quelli di Enrico Bucci e di Palmerino Di Renzo. Disse il primo: «è ignobile se qualcuno pensa che dietro questo atto c’è qualcosa… noi siamo a completa disposizione di questi due Comuni ….. anche se dovesse servire a dare un posto di lavoro ad un giovane che non sia mio zio, mio padre, mio figlio, mio nonno o mio conoscente, ben venga».

 Aggiunse Di Renzo: «io voto sì per la delibera di oggi, non per quello che potrà succedere tra 1 mese o tra un anno, però non voglio far vedere che ho i prosciutti agli occhi o alle orecchie…».

 Il Pd, che aveva deciso di astenersi, replicò subito con Gabriele Salvatore e annunciò il voto contrario:«Bucci e Di Renzo ci fanno dubitare su chissà cosa c’è dietro a questa delibera. Allora ne avete parlato nelle stanze del potere. Se non bisogna avere il prosciutto di fronte agli occhi, che sta succedendo? A cosa serve questa delibera? Quale consigliere se l’è inventata?»

 La vicenda ha contribuito ad alzare la tensione all’interno della maggioranza. Che il nervosismo sia palpabile lo dimostra anche il contrasto animato che ieri c’è stato ieri mattina tra il consigliere Enrico Bucci ed il capogruppo Pdl Vincenzo Ginefra. Il che ha prodotto ieri sera una riunione immediata della maggioranza per serrare i ranghi in vista del Consiglio comunale. E in questa riunione, impantanatasi su un provvedimento preparatorio per una delibera sul personale (preparata dal vice sindaco Bruno Di Paolo), qualcuno ha ricordato a tutti che «la maggioranza ha ben altri problemi che discutere di questi provvedimenti». Sarà riuscito Vincenzo Ginefra a compattare la sua squadra? Si saprà solo oggi in Comune, anche se sarà molto difficile per lui difendere questa delibera come ad agosto («l’avrei voluta presentare io», disse allora) e spiegare che nemmeno lui sapeva che il “soccorso” ai due piccoli comuni avrebbe scatenato un putiferio.

Sebastiano Calella  21/01/2011 11.11