Chieti: sotto accusa la gestione del teatro ma paga solo un dirigente

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3907

Chieti: sotto accusa la gestione del teatro ma paga solo un dirigente
CHIETI. C’è il panico negli uffici del Comune di Chieti, dopo la disavventura capitata al dirigente Giuseppe La Rovere, professionista passato indenne attraverso bufere ben più grandi che si sono abbattute negli anni sul Comune.*DI STEFANO(PDL):«AFFIDAMENTI DIRETTI REGOLARI COME QUELLI DEL CENTROSINISTRA»

Come già scritto, risulta infatti indagato per aver pagato i 160 mila euro della stagione lirica (tre spettacoli) di dicembre al Marrucino a due compagnie senza aver fatto una gara d’appalto. Una disavventura che potrebbe capitare a tutti i dirigenti, nel momento in cui mettono in pratica le direttive degli assessori e dei consiglieri delegati (in questo caso la delega al Teatro è del senatore Fabrizio Di Stefano) o della Giunta stessa.

«E che c’entra Pino?»: questo è il commento più diffuso, che ricalca tra l’altro lo sconcerto registrato ieri dall’ex sindaco Francesco Ricci secondo il quale il vero colpevole di tutta la vicenda è il modo sprovveduto con cui l’amministrazione in carica sta faticosamente portando avanti la gestione del Teatro. Insomma una specie di vendetta della storia: sotto il centrosinistra, il Marrucino fu il cavallo di battaglia di An in particolare, ma anche Forza Italia fece la sua parte e ci furono infatti molti esposti contro i progetti di gestione e di risanamento della Giunta Ricci, poi annullati con un colpo di spugna. Ora gli esposti per irregolarità colpiscono proprio la Giunta in carica, anche se attraverso un dirigente.

La vicenda però non nasce all’improvviso. Un’anteprima o meglio un’anticipazione di quello che poteva succedere si era avuta subito dopo la Settimana Mozartiana, quando un esposto della minoranza in Comune per presunte irregolarità nella gestione “casereccia” dell’evento, aveva fatto scattare l’indagine della Digos. Tra l’altro era stato ascoltato anche Alfredo Angelucci, il dirigente di allora, che poi aveva lasciato il posto, lo stesso occupato ad interim da Giuseppe La Rovere, dirigente plurimpiegato in vari settori, che si è trovato a collaborare con la stessa squadra di quel settore e con il funzionario Michele Marino che aveva seguito la Settimana mozartiana. Quando a dicembre si era ripresentato il problema di allestire in tutta fretta il cartellone lirico, la Giunta comunale, nella seduta del 12 dicembre, «dato atto che è intenzione di questa Amministrazione realizzare tre diverse opere liriche (“Nabuccodonosor” di Giuseppe Verdi, “Rita ou le mari battu” ed “il Campanello” di Gaetano Donizetti)» che c’è «un’urgente necessità di realizzare tali opere al fine di non perdere il titolo di Teatro di tradizione», aveva trasmesso il cartellone al dirigente «affinché provvedesse ad individuare le risorse e predisponesse gli atti tecnico-contabili». E qui scattò l’errore. Il dirigente individuò i 160 mila euro necessari e allestì i contratti seguendo il contenuto della delibera del consiglio comunale 4479 del 7 dicembre. In questo documento erano già stati identificati il regista Giovanni Anfuso (che dichiarò di lavorare gratis), l’orchestra “L. Bernstein” di Atri ed il Coro dell’Associazione Musicarte di Chieti che fa capo a Fabio D’Orazio. Il tutto per un costo di: 77 mila euro per l’orchestra, 55 mila per il coro e 22 mila euro per l’allestimento (pubblicità compresa per 5 mila euro). La domanda che si pongono i dirigenti ed i funzionari terrorizzati (anche a gennaio ci sono altre delibere ed altre determine di spesa  dello stesso tipo) è questa: le colpe delle irregolarità vere o presunte, come al solito, saranno scaricate su di noi? O è la gestione del Teatro che fa acqua da tutte le parti, come insegna anche lo smembramento dell’Orchestra del Marrucino?

Rimangono le domande sul perché non si è tenuta una gara come contesta la procura di Chieti.

E quando un Comune spende, non può decidere di chiamare direttamente chi sarà pagato. Altrimenti più che un Comune sarebbe una Società di mutuo soccorso (per gli amici…).

Sebastiano Calella  21/01/2011 9.10

* LA NOTIZIA DELL'INDAGINE SU "DICEMBRE AL MARRUCINO"

[pagebreak]

 DI STEFANO(PDL):«AFFIDAMENTI DIRETTI REGOLARI COME QUELLI DEL CENTROSINISTRA»

«Siamo sereni e fiduciosi che la vicenda si risolverà nel migliore dei modi perchè la Procura di Chieti è attenta e capace ed inoltre perchè abbiamo la consapevolezza della corretta attività svolta, della integrità morale e delle capacità professionali del nostro Dirigente».

Così il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio ed il Senatore Fabrizio Di Stefano, inuna nota replicano tranquillizzanti.

«L’Amministrazione Comunale in merito a questa vicenda», hanno poi spiegato l’amministratrore ed ilsenatore, «ha seguito le procedure previste dal “Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi comunali” nella parte relativa alla disciplina per il conferimento di incarichi a soggetti estranei all’Amministrazione”, approvato, guarda caso, con Delibera di Giunta nº 2118 del 16 ottobre 2008, proprio dalla precedente Amministrazione di Centro Sinistra».

L’Articolo 8 del suddetto Regolamento recita testualmente che “in deroga, il Dirigente competente può conferire gli incarichi in via diretta, senza l’esperimento di procedure di selezione, per attività comportanti prestazioni di natura artistica o culturale non comparabili in quanto strettamente connesse alle abilità del prestatore d’opera o a sue particolari caratteristiche, interpretazioni o elabotazioni”.

«Quindi», argomentano i due, «le procedure seguite dall’Amministrazione Comunale sono perfettamente legittime come lo furono quelle seguite dal centro sinistra quando affidò alla Società S. Ferdinando oltre un milione e 200.000 Euro all’anno per la gestione del Teatro Marrucino. Si deve, però, sottolineare il fatto che non vi è traccia di alcun clamore mediatico allorquando la Giunta di Centro Sinistra, senza alcuna gara d’appalto, decise, ad esempio, a chi affidare il Festival Bar. Non ci fù gara ne polverone mediatico neppure quando il 15 dicembre 2009, l’allora Dirigente dell’8° Settore, scelto sempre dalla precedente amministrazione, adottò una determina, la nº 4273, con la quale veniva nominato il Direttore Artistico del Teatro Marrucino».

Notazioni interessanti che evidentemente o sono tutte regolari perchè prescritte dalle norme vigenti oppure sono tutte irregolari. Sarà comunque la procura «attenta e capace» a sbrogliare la matassa.

«Basterebbe, poi, fare un giro nei Teatri italiani», concludono Di Primio e Di Stefano, «per sapere se ve ne siano uno nel quale si proceda all’esperimento di una gara d’appalto per decidere, ad esempio, chi debba rappresentare il Nabucco. Ad ogni buon conto, una volta concluse le indagini e accertata la verità, se emergerà che le stesse sono state stimolate da esposti, l’Amministrazione Comunale si riserverà di intraprendere le opportune vie legali per tutelare l’immagine dell’Ente e del suo personale».

21/01/2011 15.42