Quarta auto incendiata a Vasto: piromane o "giustiziere" della notte?

Alessandro Biancardi

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VASTO. Quarta auto incendiata a Vasto nel giro di due settimane. Gli indizi a questo punto fanno pensare alla mano di un piromane, nonostante alcune delle ‘vittime’ prese di mira siano persone che forse possono aver dato fastidio a qualcuno.

Ma l’(apparente) assenza di ogni possibile collegamento tra i quattro episodi, insieme alla frequenza con cui gli stessi accadono stanno indirizzando le ipotesi investigative dei carabinieri verso la ‘casualità’, verso qualcuno, cioè, che la notte non ha meglio da fare che andare in giro a incendiare auto.

L’ennesimo episodio si è verificato questa notte, poco dopo le quattro, in via Zara. Presa di mira una vecchia auto, un’Audi A4 che è risultata poi appartenere a un 40enne di Vasto, A.I. le sue iniziali con precedenti penali di droga. Ma secondo i carabinieri agli ordini del capitano Giuseppe Loschiavo la droga non c’entra. All’origine dell’incendio potrebbe invece esserci una ripicca perché l’auto del 40enne, vecchia e praticamente abbandonata, tanto che non aveva più neanche l’assicurazione, era parcheggiata nello stesso posto da tanto tempo e potrebbe aver dunque infastidito qualcuno che si è voluto poi vendicare.

Sembra quasi che a Vasto, a questo punto, giri un giustiziere (si fa per dire) della notte, qualcuno che pensa di risolvere conflitti, diatribe o guerre personali a colpi di… fuoco.

I carabinieri continuano comunque ad indagare su tutti e quattro gli episodi (un quinto si è verificato all’inizio dell’anno anche a San Salvo). Prima di quella di stanotte sono state prese di mira le automobili del presidente del Consiglio comunale di Vasto, Giuseppe Forte, della moglie di un carabiniere e di un giovane operaio di nazionalità rumena.

Si tratta di capire se siano mani diverse che vogliono vendicarsi ciascuno per un (presunto) torto subito o se, nonostante gli episodi siano slegati l’uno dall’altro, si tratta di uno stesso piromane che ha deciso così di passare le notti vastesi.

Resta, dall’altro lato, la preoccupazione di cittadini e comitati cittadini. Stefano Moretti, presidente dell’associazione “Azzurro per la libertà” punta i riflettori sul clima di insicurezza che regna a Vasto negli ultimi anni: «Quello che manca alla nostra città – sottolinea – è un costante e continuo controllo del territorio. Se ci fossero posti di blocco di carabinieri e polizia nei vari angoli della città non ci sarebbero così tanti episodi di criminalità come quelli che registriamo ultimamente».

 ddc 17/01/2011 13.10