Casoni, Api chiede una commissione di indagine alla Regione

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Gli abitanti di contrada Casoni sono “nauseati” e soffrono una situazione che si protrae da decenni.*DECO QUERELA FRATTURA

La discarica, prima; l’impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti, poi; la concomitanza dei due impianti, oggi.

I problemi dei cattivi odori è dunque stata, nei decenni, una costante, conferma il coordinamento A.p.I. – Abruzzo per l’Ambiente e l’Ecologia, oltre a ciò c’è anche il problema della moltiplicazione degli impatti su un territorio poco adatto ad ospitarli per la morfologia, per l’andamento dei venti, per la posizione geografica e via dicendo.

Oggi si è raggiunto il limite della sopportazione e, secondo rappresentanti del comitato “Il Bivio”, tutto fa pensare che i cattivi odori dipendano, soprattutto, dall’ Impianto di trattamento: hanno torto?

«La risposta è no», replicano dall'Api. «E ci sono più ordini di motivi che danno ragione al comitato: il tipo di impianti e l’organizzazione del sistema di stabilizzazione dei rifiuti (che dovrebbe renderli inerti) oltre che i biofiltri».

L’impianto di Casoni, costruito dalla Deco, utilizza una tecnologia di processo ibrido: «è una copia», commentano da Abruzzo per l'Ambiente, «della tecnologia brevettata dalla società Ecodeco, che tratta i rifiuti per produrre esclusivamente combustibile da rifiuti (C.D.R.). Questi impianti dunque, proprio per la finalità che perseguono, non sono adatti per “stabilizzare” i rifiuti per poi depositarli in discarica; infatti, a Casoni, si produce C.D.R. che, se non trasportato in impianti lontani decine e decine di chilometri (e, secondo le normative attuali, non potrebbe essere altrimenti), deve essere depositato in discarica».

E qui sorgono i primi problemi: la Deco afferma che i rifiuti trattati rispettano i limiti imposti dalla legge; ma chi controlla questi limiti?, si domanda Api.

«Sarebbe interessante interpellare l’Arta per questo, per chiedere: quante volte siete entrati nell’impianto, senza preavviso, per prelevare i campioni dei rifiuti trattati da sottoporre ad analisi?»

Perciò questo tipo di impianto, che è già di per se tecnologicamente molto rigido, è di difficile gestione. Il risultato: possibili cattivi odori dei rifiuti in fase di smaltimento (se non utilizzati come C.D.R.).

Se permangono cattivi odori, come lamentano i residenti, vuol dire che qualcosa non funziona; e che questo sia vero lo dimostra il fatto che, mentre altri impianti T.M.B. (quello di Aielli dell’Aciam ad esempio) hanno completato l’esercizio provvisorio dopo un paio di mesi, quest’impianto dellla Deco ha cominciato l’esercizio provvisorio nel maggio 2010 e non riesce ancora a chiuderlo, così da cominciare l’attività ordinaria.

«È chiaro che qualcosa non va», insiste l'Api che chiede alla Regione di istituire una commissione terza ed indaghi sul perché «non si riesce ancora a chiudere questo esercizio provvisorio; ma poi le decisioni, qualsiasi decisione, dovrà essere presa».

 17/01/2011 12.47

*DECO QUERELA FRATTURA

La Deco informa che ha dato mandato al proprio legale di sporgere querela nei confronti dell'ingegner Frattura che avrebbe rilasciato dichiarazioni « strumentali e gravemente lesive dell’ immagine dell’ azienda»

L'ingegner Frattura, dice la società in una nota, «ex dipendente della società Ecologica Sangro, società controllata dal Gruppo Deco, è stato licenziato dalla predetta azienda nell’ anno 2008 per giusta causa, la cui legittimità è stata confermata con sentenza del 16.07.2010 emessa dal Tribunale di Lanciano. Ci preme sottolineare come il Frattura ignori totalmente non solo il processo di funzionamento dell’ impianto di trattamento meccanico biologico di Casoni, ma anche il complesso sistema di monitoraggi e controlli cui è soggetto lo stesso impianto da parte del gestore oltre che degli enti preposti. Emerge, dunque, che le dichiarazioni di Nicola Frattura sono volte ad alimentare inutili polemiche, generare disinformazione e creare infondati timori da parte dell’opinione pubblica».

La società informa, inoltre che la Deco S.p.A. è in procinto di organizzare un incontro tecnico con i rappresentanti dei cittadini costituiti in comitati locali e le autorità competenti, incontro durante il quale saranno resi pubblici ed illustrati tutti i dati rilevati nel corso del primo anno di esercizio dell’ impianto ed attestanti «non solo il corretto funzionamento dei sistemi di trattamento delle emissioni, ma anche la totale infondatezza dei dubbi relativi agli effetti che tali emissioni potrebbero avere sulla salute dei residenti».

18/01/11 18.15