Università, il rettore Crescenti va in pensione e lo premia Teramo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2588

Università, il rettore Crescenti va in pensione e lo premia Teramo
CHIETI. Uberto Crescenti, il rettore della statizzazione dell’Università di Chieti, in occasione del suo pensionamento, è stato premiato a Teramo con il Quattrino d’oro.

La cerimonia si è svolta giovedì nella locale Facoltà di Scienze della comunicazione, il cui preside Luciano D’Amico ha ritenuto di organizzare la premiazione alla presenza dei massimi rappresentanti di quella università, dell’onorevole Antonio Tancredi (presidente della Bcc di Teramo il cui logo è proprio il Quattrino d’oro) e del ministro Remo Gaspari. Cioè quella mitica squadra che vinse la battaglia per il riconoscimento della d’Annunzio come università statale, a cui seguì il distacco di Teramo come ateneo autonomo. Lo ha ricordato in un affettuoso saluto Giovanni Schippa, già rettore all’Aquila, protagonista anche lui di quella stagione che ha consegnato all’Abruzzo un sistema universitario cresciuto nel tempo, ma che all’epoca nacque per la classe politica di allora, Remo Gaspari in primis: c’era ed era condivisa la consapevolezza che la cultura e la ricerca sarebbero state in Abruzzo il volàno dello sviluppo.

«Le moderne strutture didattico-scientifiche che caratterizzano oggi gli Atenei abruzzesi – ha sottolineato il rettore Schippa – sono il frutto di un intenso lavoro che partendo dai dibattiti della Conferenza dei Rettori, passava per il Consiglio universitario nazionale ed il Ministero della Pubblica istruzione e arrivava fino alle Aule parlamentari».

 Insomma una stagione d’oro, che produsse facoltà, ricerca, edifici, rettorati, attrezzature e che richiamò in Abruzzo docenti di chiara fama ed una popolazione studentesca, oggi diventata una classe diffusa di affermati professionisti. In effetti a quel periodo e al rettore Crescenti, eletto per 4 volte consecutive dal 1985 al 1997 (con il 95,5% dei consensi all’ultimo mandato), va attribuito il cambio di passo e di categoria dell’Abruzzo intero e di Chieti in particolare.

Dalla d’Annunzio spiccarono il volo docenti che si sono affermati in vari campi ed in altre università, di Chieti si è cominciato a parlare non più come sede della scuola allievi Carabinieri (si viaggiava in treno e si trovava sempre chi aveva fatto il soldato alla Caserma Rebeggiani), ma come sede universitaria: «mi sono laureato alla d’Annunzio».

 Senza dire – a Chieti - del progetto del Campus, abbellito dalle opere del maestro Pietro Cascella, della nascita del Cesi, il centro dell’invecchiamento, dell’Itab, per la ricerca biomedica, o – a Pescara - della sede di viale Pindaro, del progetto per acquisire la Caserma Di Cocco e del salvataggio delle Naiadi. Tutte attività che forse meritavano una maggiore attenzione e qualche riconoscimento anche alla d’Annunzio. La conferma che nessuno è profeta in patria? Forse. Per fortuna ci pensa la storia con i suoi strani giri. A premiare Crescenti nel momento in cui lascia l’insegnamento alla Facoltà di Geologia (un’altra delle sue “invenzioni”) è stato Antonio Tancredi, l’amico-nemico di tante battaglie al momento del distacco di Teramo.

Sebastiano Calella  15/01/2011 10.07