Sasi non paga i rimborsi di depurazione, Gessopalena attende ancora

Alessandro Biancardi

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GESSOPALENA. I consiglieri comunali di minoranza di Gessopalena, Bozzi, Caniglia, D'Orazio e Larcinese ce la faranno questa volta?

Il comitato promotore, da loro formato, è sorto nel 2009 a difesa dei Comuni della provincia di Chieti facenti parte della Ato 6, per il recupero della quota di depurazione che la Sasi S.p.a. (Società Abruzzese per il Servizio Idrico integrato) per anni ha riscosso, senza averne diritto, poiché in molti comuni, come Gessopalena, il depuratore non esiste.

L'annosa vicenda, per il rispetto della sentenza della Corte Costituzionale 335/2008, sembra non avere fine o quantomeno è ostacolato ancora da qualche problema già segnalato oltre tre mesi fa.

La nota 1238 del 25 novembre 2010 dell'ingegner Pierluigi Caputi, commissario unico straordinario delle Ato d'Abruzzo, per l'ennesima volta ha invitato la Sasi a comunicare -per l'avvio dei rimborsi- l'elenco degli utenti non serviti dal servizio di depurazione ed i relativi importi pagati da pubblicare sul sito Web, ma gli utenti interessati, dopo la pubblicazione, dovranno far pervenire apposita richiesta.

«A fronte di ciò», spiegano i consiglieri, «non si capisce per quale motivo l'utente debba fornire l'importo richiesto e gli originali delle fatture e dei bollettini postali. Non sono sufficienti i dati anagrafici, numero d'utente, ed l'indirizzo dell'utenza? La Sasi conosce bene gli importi e le quote indebitamente percepite».

Anche perchè l'analisi della fattura, per molti, potrebbe non essere una operazione semplice. Dall'importo pagato, non deve essere estrapolata solo la quota di depurazione, ma anche l'incidenza dell'I.V.A., la quota di aumenti negli anni della depurazione che è compresa nella voce unica “20% Fognatura/Depurazione ex art.141 L. 388/2000”.

Qualche impiegato dell'ente gestore del servizio idrico, raggiunto con una telefonata da Tullio Bozzi, ha asserito che i cittadini gessani che hanno inoltrato richiesta di rimborso circa due anni fa, non saranno soddisfatti, poiché le domande sono prive del bollo da 14,62 euro.

«Nulla di più falso», sostiene Bozzi, «la richiesta di rimborso rivolta ad una S.p.a. non prevede il bollo, invece necessario se la richiesta fosse rivolta ad un Comune gestore diretto del servizio, come recita la risoluzione dell'Ufficio delle Entrate del 7 aprile 2009 n°98/E».

Il difensore Civico, Giuliano Grossi, intanto, con l'ennesima comunicazione alla Sasi, datata 28 dicembre 2010 ha imposto il termine perentorio di venti giorni per conoscere come la Società intenda muoversi per i rimborsi, altrimenti si sarebbe rivolto alle competenti autorità giudiziarie in sede amministrativa, contabile e penale.

Il Consiglio Provinciale di Chieti nell'ultima assise del 2010 ha approvato all'unanimità un O.d.G. nel quale si impegnava il presidente ad appoggiare il rimborso dovuto ai circa 20.000 utenti.

La sentenza emessa il 10 dicembre 2010 dal Giudice di Pace di Vasto condanna il presidente della Sasi e il sindaco di un Comune del vastese al rimborso di tali somme ad un utente.

Ultima è la comunicazione fatta il 27 dicembre 2010 dal presidente della Sasi, Scutti, ai Comuni dell'Ato Chietino con la quale li invita a comunicare notizie in loro possesso per l'avvio dei rimborsi per gli utenti e di divulgare tramite affissione all'Albo Pretorio l'avviso agli utenti.

I sindaci lo faranno? «Antonio Mario Innaurato, sindaco di Gessopalena, almeno questo lo farà?», chiedono i consiglieri. «Per anni ha rappresentato Gessopalena nell'ambito della S.A.S.I.. Con il suo voto ha approvando bilanci discutibili, eletto il nuovo Presidente e C.d.A., ma mai ha perorato la causa dei suoi concittadini. In un pubblico discorso esortò i gessani a non fare richiesta di rimborso, paventando loro risvolti penali gravissimi».

14/01/2011 10.01