Inchiesta piscina di Francavilla, il Comune non ha mai chiesto il canone

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. E’ molto prudenziale la stima di 555 mila euro di danno erariale per le casse del Comune di Francavilla al mare.

FRANCAVILLA. E’ molto prudenziale la stima di 555 mila euro di danno erariale per le casse del Comune di Francavilla al mare.

Un danno che sarebbe derivato per la gestione della piscina comunale affidata ad un privato senza un canone di affitto e senza un contratto. La Guardia di Finanza di Chieti, dopo un’inchiesta dettagliata, ha chiuso il caso con un conto semplicissimo: ipotizzando che l’affitto mensile per una struttura di questo tipo va dai 5 ai 10 mila euro, si è deciso di fermarsi all’affitto più basso. In un anno sono 60 mila euro, in dieci anni sono 600 mila euro. E siccome siamo a quasi 10 anni dall’affidamento dell’appalto, ecco spiegati i 555 euro di danno, cioè di mancato introito, che la Corte dei Conti potrebbe richiedere al funzionario comunale del settore ed al responsabile del procedimento, gli unici due personaggi sui quali pende un’ipotesi di reato.

Sbaglierebbe però chi pensasse che il livello politico sia stato tenuto fuori dall’inchiesta seguìta dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca. Nel mirino degli investigatori c’è, infatti, un altro gruppo di nomi che al momento non risulterebbe indagato, ma solo attenzionato, secondo un modo di dire burocratico che spiega molto bene lo stupore di chi ha eseguito i controlli della documentazione sequestrata al Comune di Francavilla.

Le ipotesi di reato spiegano meglio di ogni altra ricostruzione cosa è successo, cioè un fatto che raramente viene osservato: il capitolato di appalto per la gestione dell’impianto non prevedeva un canone di affitto, ma solo punteggi per un’eventuale graduatoria tra vari concorrenti.

Cioè chi si aggiudicava la gestione della piscina si appropriava delle vasche e della struttura senza dover pagare nulla. Non solo: una volta effettuata la consegna, il Comune non ha fatto sottoscrivere nessun contratto. Possibile? Si sono chiesti gli investigatori della GdF.

Secondo la procura era possibile a Francavilla dieci, undici anni fa, quando il 21 marzo del 2000 la srl Progetto sport Gestione impianti si aggiudicò l’appalto, battendo due concorrenti: Teate splashing e Nubiana srl che all’epoca presentarono anche un ricorso al Consiglio di Stato per presunte irregolarità.

L’esito di questo ricorso non interessa l’inchiesta che invece ha puntato l’attenzione sulla delibera di ratifica del risultato della gara di appalto.

A quella decisione della Giunta parteciparono lo stesso sindaco Roberto Angelucci e gli assessori Anna Maria Chiementa, Daniele Damario, Alfredo De Felice e Franco Di Muzio. Nessun provvedimento è stato preso e nessun addebito è stato ipotizzato a loro carico ma probabilmente il pm vorrà sapere come e perché ratificarono l’assegnazione di un bene pubblico senza richiedere un canone, come previsto dalla legge.

Sebastiano Calella 12/01/2011 9.02