Incendio auto Forte, questore e prefetto: «nessuna emergenza sicurezza a Vasto»

Alessandro Biancardi

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VASTO. Dopo l'incendio nella notte tra domenica e lunedì dell'auto del presidente del Consiglio comunale Giuseppe Forte, questa mattina si è riunito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza.

Una riunione che è stata organizzata in tutta fretta ieri, proprio alla notizie dell'episodio che ha coinvolto il segretario cittadino del Pd al quale tutti gli esponenti della politica locale hanno immediatamente manifestato la propria solidarietà. Questa mattina il prefetto di Chieti, Vincenzo Greco, ha parlato di «atto odioso, ancora di più perché a danno di un rappresentante delle pubbliche istituzioni».

Per Greco, comunque, in città non ci sarebbe alcuna situazione di emergenza «a livello di malavita e sicurezza». «Vanno messe in atto - ha aggiunto - misure per preservare la serenità del territorio e sviluppare una coscienza dei cittadini di partecipazione alla cosa pubblica. Questa riunione rappresenta una risposta forte alla comunità e conferma la comune volontà di fermare determinati fenomeni degenerativi».

Anche il questore Alfonso Terribile ha sposato la stessa linea: «è un episodio indubbiamente allarmante quello di cui vittima il presidente del Consiglio comunale, ma questo non deve significare che il Vastese è diventato il Bronx della nostra provincia».

Terribile ha poi fatto riferimento ad una serie di dati per spiegare che la situazione è ancora sotto controllo e non c'è motivo di drammatizzare: l'ultimo omicidio in zona risale al 2007, verificatosi a seguito di una rissa (delitto Cava a San Salvo), l'ultimo a Vasto è registrato nel 1988 (omicidio Tomeo). I reati in aumento sono legati soprattutto ai furti e non sussistono fenomeni di criminalità organizzata.

«Lo sforzo delle forze dell'ordine è il massimo ed è questo un territorio che chiaramente va tenuto ancora di più in osservazione per la vicinanza ad alcuni territori particolari (Puglia e Campania)».

Hanno partecipato all'incontro anche il comandante provinciale dei Carabinieri Giuseppe Cavallari, il comandante provinciale della Guardia di finanza Paolo D'Amata, il procuratore della Repubblica Francesco Prete, i vertici locali delle forze dell'ordine, i sindaci di Chieti e Vasto, Umberto Di Primio e Luciano Lapenna, il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, lo stesso Forte e diversi consiglieri comunali, di maggioranza e minoranza.

Tra gli interventi in aula quello di Riccardo Alinovi (Udeur), vicepresidente dell'assise civica che ha stigmatizzato quanti imputano ai rappresentanti degli organi di informazione la responsabilità di «ingigantire ed enfatizzare» episodi che comunque sono reali sul territorio.

«Vasto non è più un'isola felice - ha rimarcato ancora una volta il consigliere che già nelle scorse settimane aveva denunciato di sentirsi isolato nel portare avanti certe battaglie sulla sicurezza cittadina - e non si può dire che una città è sicura solo perché non si verificano omicidi».

Intanto sul fronte delle indagini gli inquirenti vanno avanti. La pista più accreditata resta quella dell'incendio doloso e lo stesso Forte ieri aveva rivolto un appello ai responsabili: «vigliacchi, fatevi avanti»

11/01/2011 16.48