Chieti, cena galeotta rompe la maggioranza al Comune

Alessandro Biancardi

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Chieti, cena galeotta rompe la maggioranza al Comune
CHIETI. Non sarà l’ultima cena, nel senso che ce ne saranno sicuramente altre.

Ma l’incontro conviviale che c’è stato ieri sera alla pizzeria Partenope di Chieti e organizzata dal Pdl del Comune può essere sicuramente l’ultima per la maggioranza, così come era uscita dalle elezioni.

E questo un pò per i mancati inviti (non c’erano né il consiglieri di Fli né quelli dell’Udc), un pò per le assenze: mancava Liberato Aceto, non c’erano altri eletti, come Palmerino Di Renzo, chissà per quale motivo. Ma soprattutto perché, imprevista, è scoppiata la contestazione politica al senatore Fabrizio Di Stefano, ritenuto l’ispiratore della cena e che senza giri di parole ha chiarito che si trattava di una cena degli amici del Pdl, senza gli altri cespugli della maggioranza. A porre il problema è stato l’intervento del vicesindaco Bruno Di Paolo, leader di Giustizia sociale, la lista civica che con il suo exploit ha dato un contributo notevolissimo all’affermazione del centrodestra.

Da politico di lungo corso ha fiutato l’errore di un incontro che di fatto sancisce la rottura della maggioranza.

«Se è solo Pdl, io che ci sto a fare? – ha detto – Se è cena politica, Udc e Fli non ci stavano male, se è accordo elettorale anche qui mancano persone che ci hanno aiutato a vincere».

 In realtà il suo intervento pacato non avrebbe creato tanto sconquasso, se i seguaci di Di Stefano non fossero intervenuti a rimarcare che il senatore aveva fatto bene ad organizzare così l’incontro. Lo hanno spiegato Di Labio (senza nessun imbarazzo per le dichiarazioni di Borghezio sull’Abruzzo, visto che fa riferimento alla Lega), Ginefra, capogruppo, e Marino. Tanto che alla fine è servito un intervento applaudito di Enrico Bucci, che ha cercato di stemperare il clima che si era fatto pesante, ricucendo lo strappo:«dobbiamo essere uniti e tenere basso il tono delle nostre dispute – ha detto Bucci nelle insolite vesti del pompiere – è un momento difficile, serve responsabilità. Di Paolo non voleva contestare il senatore, voleva porre un problema solo per raggiungere un esito positivo. Buona cena a tutti, visto che è squisita e degna dell’invito».

 Udc e Fli non hanno commentato; il senatore Di Stefano ha una richiesta di notizie sulla sua segreteria telefonica; Di Paolo minimizza: «dico solo che tra un po’ ci sarà il primo congresso di Giustiza sociale: siamo ad oltre 5 mila tesserati. Mi piace fare politica, non le cenette».

Sebastiano Calella  11/01/2011 14.59

«SONO DI STEFANO, LA CENA NON E’ UN ARGOMENTO IMPORTANTE»

Non inviterà i suoi alleati, ma il senatore Fabrizio Di Stefano risponde subito ai giornalisti.

«Non mi sembra che la cena sia un argomento così importante, comunque eccomi». Senatore, come mai non ha invitato Udc e Fli? «Io sono il coordinatore regionale del Pdl ed ho invitato chi si riconosce sotto il simbolo del partito – spiega – sarebbe stato strano il contrario. D’altra parte era solo una cena per gli auguri, un fatto interno». Ma qualcuno, come il vice sindaco Di Paolo, si è sorpreso…. «Altri hanno gradito. Troppo rumore per nulla. La prossima volta invito anche i giornalisti così la cronaca la fanno in diretta, senza fantasie».

11/01/2011 15.46