Francavilla, chiusa l’inchiesta sulla piscina: «550 mila euro di danno erariale»

Alessandro Biancardi

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Francavilla, chiusa l’inchiesta sulla piscina: «550 mila euro di danno erariale»
FRANCAVILLA AL MARE. La piscina comunale di Francavilla al mare? Un esempio di cattiva amministrazione e di spreco di soldi pubblici.

A dirlo questa volta è un’inchiesta della Guardia di Finanza di Chieti, nucleo di Polizia Tributaria, giunta sul tavolo del sostituto procuratore Giuseppe Falasca. Dunque, anche se con un pò di ritardo sulle denunce in Consiglio comunale e sulle proteste del gestore contro PrimaDaNoi.it che aveva raccontato il caso, arriva al capolinea un’altra inchiesta sull’amministrazione Angelucci.

In pratica per circa 10 anni la piscina comunale, costruita con i soldi pubblici, è stata affidata ad un privato che l’ha gestita come un suo bene personale, senza pagare nessun canone al Comune.

Colpa del gestore? No, dice l’inchiesta. E’ colpa di due funzionari comunali che non hanno mai fatto sottoscrivere il contratto di affitto dell’impianto e che devono rispondere di abuso d'ufficio. Il che ha provocato un danno per le casse comunali che la Finanza ha quantificato in 550 mila euro, trasmettendo le carte anche alla Corte dei Conti. Si tratta di 10 anni di mancato affitto, quindi ad essere ritenuti responsabili sono stati due funzionari che però si sarebbero difesi rilanciando sul potere politico e amministrativo la responsabilità di aver tollerato per anni un tale stato di fatto. Da parte sua il gestore si è difeso sostenendo di aver effettuato a sue spese lavori all’interno dell’impianto, il che ricoprirebbe abbondantemente i canoni non richiesti e quindi non pagati. Il che non ha convinto la Guardia di Finanza in quanto di questi lavori non si trovano autorizzazioni o comunicazioni o collaudi. Insomma un modo di amministrare “fai da te” ignoto ai cittadini, che è venuto allo scoperto con l’amministrazione Di Quinzio.

Tutti ricorderanno che al suo insediamento il nuovo sindaco si era impegnato a fare luce sulle zone d’ombra del bilancio comunale e della precedente Giunta. Una soddisfazione tardiva per lui, visti i tempi troppo lenti della giustizia rispetto alle prime segnalazioni, ma che si aggiunge alle altre inchieste già concluse o in via di completamento: dal porto turistico, ai finanziamenti della Banca Ifis, alle licenze di noleggio passando per la Mostra del fiore. Ad uscire bocciato ancora una volta, da quanto emerge dalle carte degli inquirenti, sarebbe proprio il metodo di amministrare i soldi pubblici senza rispetto per i conti del Comune, che non a caso sono in sofferenza.

s. c. 11/01/11 10.48

* IL NOSTRO ARTICOLO DEL 2009: PISCINA PUBBLICA, GUADAGNO PRIVATO