Nuova discarica di amianto ad Ortona e interrogazione consiliare a Chiodi. Febbo:«Manteniamo impegni»

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Una nuova discarica ad Ortona ma l’Idv si scaglia contro Chiodi e la sua «memoria corta».*…E LUCREZIO PAOLINI “AFFONDA” SUL DEPOSITO DI PET-COKE AD ORTONA

La ditta S.M.I. srl di Vasto è stata autorizzata dalla Giunta regionale a realizzare nei pressi di Ortona, in località Ranchini o Taverna Nuova, una discarica di 270mila metri cubi di rifiuti contenenti amianto (Bollettino regionale n. 56 del 3 settembre 2010). Cosa fatta e decisa ormai, pare rimanga solo il tempo di iniziare i lavori.

«A pagare lo scotto della cattiva memoria di Chiodi», dichiara il Consigliere Cesare D’Alessandro (Idv),«saranno purtroppo gli Ortonesi, gabbati dalle chiacchiere di questa maggioranza che governa la Regione».  Infatti, nei mesi scorsi c’era stata una rivolta delle popolazioni interessate ed una delibera votata all’unanimità, nel mese di gennaio scorso, dall’intero Consiglio regionale sull’argomento. Ma pare che ora le cose siano differenti.

«Questa volta, però, Chiodi non può neppure nascondersi dietro la solita ‘trappola’ dell’opposizione, considerato che l’impegno solenne a non realizzare la discarica lo aveva assunto su proposta dei suoi stessi Consiglieri: Nasuti, De Fanis, Febbo, Chiavaroli Riccardo, tutti del PDL, e del Consigliere Menna dell’Udc», accusa D’Alessandro. «Chiodi si era impegnato formalmente non solo ad impedire la costruzione della discarica, ma anche a presentare un progetto di legge per disciplinare lo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto. Naturalmente si è guardato bene dal fare sia l’una che l’altra cosa! Il Consiglio regionale, per Chiodi, è poco più di uno scendiletto da poter calpestare a piedi nudi, a proprio piacimento».

Da quello che si è detto nei mesi scorsi a questo punto i rifiuti verranno depositati a poca distanza da fosso Perillo, a 600 metri dai centri abitati di Villa Carbone, Villa Sarchese, Villa Pincione, Villa Jurisci, tutte frazioni del comune di Ortona.  A pochissima distanza ricade anche l’acquedotto del Verde, con il fiume Arielli e le coltivazioni agricole, soprattutto vigneti. «Con tutte queste buone ragioni, il Consigliere Nasuti», continua Cesare D’Alessandro,«aveva convinto non solo l’intero Consiglio regionale, ma anche lo stesso Presidente della Giunta regionale, portandoli a votare, con l’opposizione, la proposta contro la discarica di amianto».

Trascorsi nove mesi è arrivato l’atto ufficiale sulla Bura.

07/09/2010 15.59

ASSESSORE FEBBO:«MANTENIAMO GLI IMPEGNI»

«L'impegno assunto con la Città di Ortona lo stiamo onorando». L'assessore all'Agricoltura, Mauro Febbo, replica alle polemiche che montano.

Febbo precisa inoltre che quella che è stata pubblicata sul Bura, (elenco ordinario Bollettino n.56 del 03.09.2010), è una determina direttoriale e non una delibera di giunta. Al contrario, sul BURA straordinario n.13 del 13 agosto 2010 è stata pubblicata la L.R. 02 agosto 2010 n.36. La normativa in oggetto impegna la Giunta regionale a redigere un Piano di settore che stabilisce i criteri per individuare i luoghi e gli impianti idonei per la realizzazione e l'esercizio di detti impianti.

L'assessore Febbo ha già sollecitato gli organi competenti a provvedere in tal senso, considerando che l'Esecutivo regionale ha 120 giorni a disposizione dall'entrata in vigore della legge per approntare il Piano di Settore. In questo lasso di tempo, nelle more dell'approvazione del Piano in questione, sono sospesi tutti i procedimenti di rilascio delle autorizzazioni e gli effetti di quelle già rilasciate per la realizzazione e l'esercizio di impianti di smaltimento di rifiuti contenenti amianto non ancora in funzione.

08/09/2010 14.30

* TUTTA LA VICENDA E LE RASSICURAZIONI

 


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…E LUCREZIO PAOLINI “AFFONDA” SUL DEPOSITO DI PET-COKE AD ORTONA

 

Il progetto per la realizzazione di un deposito di circa 18.000 metri cubi di pet-coke ad Ortona, in contrada Tamarete  giace presso gli Uffici della Giunta regionale che dovrà valutarne la assoggettabilità ambientale.

La pet-coke  - altrimenti nota come “feccia” del petrolio- è un prodotto che si ottiene dal processo di condensazione di residui petroliferi pesanti e oleosi; contiene sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici, sostanze ritenute cancerogene come il benzopirene, metalli pesanti come nichel e vanadio, ad alto contenuto di zolfo e cloro.

«Proprio per l’alto grado di pericolosità», spiega Lucrezio Paolini (Idv), «la pet-coke deve essere movimentata con cura soprattutto nelle fasi di carico, scarico e deposito – prosegue il Consigliere dell’Idv – poiché l’eventuale dispersione e inalazione di polveri comporterebbe gravi rischi per la salute. Nel progetto si prevede, invece, la realizzazione di un deposito a cielo aperto, quindi soggetto agli eventi meteorici, alla dispersione nell’aria, nell’acqua e sul terreno. di qui i rischi per la salute, ma anche la possibilità del verificarsi di piogge acide».

Un altro rischio, nel medio e lungo periodo, sarebbe, secondo il consigliere, che l’insediamento di un simile deposito possa rivelarsi propedeutico e addirittura funzionale all’utilizzo della pet-coke nell’ambito di processi industriali che si avvalgono sistematicamente dell’incenerimento di materiali combustibili, come già sperimentato in termini negativi presso altre realtà nazionali e regionali (vedi il caso del cementificio di Pescara, in pieno centro abitato).

«Per questi serissimi motivi – conclude Lucrezio Paolini – con la nostra interpellanza chiediamo a Chiodi di voler sottoporre il progetto alla procedura completa di V.I.A., esaminandone tutte le evidenti criticità; gli chiediamo, inoltre, di svolgere un’attenta e preventiva analisi dei possibili effetti a breve, medio e lungo termine, sullo stato di salute delle popolazioni che vivono nella zona interessata dall’intervento, nonché sui danni alle economie agricola e turistica che forniscono lavoro e sostentamento a un grandissimo numero di lavoratori e loro famiglie. Tutto ciò per poter scongiurare la realizzazione di un intervento pregiudizievole a tutti gli effetti per le prospettive di sviluppo di una vasta area abruzzese già penalizzata da interventi che ne aggrediscono il territorio».

07/09/2010 16.26