Casalbordino, sequestrata area per lottizzazione abusiva. Indagato l’ex sindaco

Alessandro Biancardi

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CASALBORDINO. Un progetto per una lottizzazione non in linea con il piano regolatore approvato costerà all’ex sindaco qualche problema giudiziario.

Con l’accusa di abuso d’ufficio l’ex primo cittadino Maria Celano è stata iscritta nel registro degli indagati dalla procura di vasto nell’ambito di una lottizzazione edilizia a Casalbordino poiché il progetto seppure difforme dalle linee del Prg era comunque passato in sede comunale. Inoltre secondo la procura ci sarebbero stati interessi privati dell’ex sindaco connessi al progetto.

Così nei giorni scorsi su disposizione della procura della Repubblica di Vasto, il Gip del Tribunale di Vasto ha fatto sequestrare un'area di 15 mila metri quadri a Casalbordino dov'era stato progettato l'insediamento di un complesso residenziale di ampie dimensioni. Il sequestro e' avvenuto lo scorso 31 dicembre ma solo oggi la procura ne ha dato notizia il procuratore Francesco Prete. Il provvedimento e' stato notificato al legale reappresentante della Anfa Invest srl con sede a Napoli, proprietaria dell'area.

 Il reato ipotizzato e' quello di lottizzazione abusiva poiche', nonostante il progetto prevedesse una struttura alberghiera a scopo turistico, in realta', secondo l'accusa, s'intendevano realizzare abitazioni ad uso residenziale.  Il progetto, pur essendo stato approvato dal comune di Casalbordino, e' stato poi dichiarato illegittimo dal Tar con sentenza dell'ottobre scorso. L'approvazione del progetto da parte degli organi comunali ha determinato il coinvolgimento nelle indagini dell'ex sindaco, Maria Celano, per abuso d'ufficio, «attesa la convergenza - sostiene la procura - di intereressi privati in capo alla stessa, essendo i terreni limitrofi di proprieta' del suocero, ora deceduto».

 Nel decreto di sequestro viene poi contestato il concorso nella lottizzazione abusiva a due dirigenti del settore urbanistica del comune, che tra il 2007 e il 2009 si espressero favorevolmente, pur essendo il progetto non in linea con lo strumento urbanistico.  Le indagini furono avviate in seguito alla deuncia della Societa' Sabino Esplodenti, che gestisce un deposito di materiale esplodente sito a poche centinaia di metri dal luogo in cui avrebbe dovuto sorgere il complesso residenziale.

03/01/2011 15.46