Casa di riposo di Chieti, Confsal all’attacco: «stipendi a rischio, la Asl non paga»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Emergenza stipendi alla Casa di riposo di Chieti, la struttura pubblica che assiste soprattutto anziani, ma anche malati provenienti da altri istituti privati di assistenza.

La denuncia è della Confsal, con i due segretari Smeraldo Ricciuti e Giuseppe Palmerini che sollecitano la Asl di Chieti a versare le rette su cui si regge l’Istituto. Si tratta di un debito di circa 4 milioni che non viene onorato con il pretesto che non sono stati completati tutti i lavori di messa a norma richiesti dalla Asl stessa.

«Intanto – spiega la Confsal – l’80% dei lavori è stato già eseguito e la maggiore criticità, quella dei cameroni che ospitavano 12 persone, è stata risolta. Oggi al massimo lì sono ospitati 5 o sei pazienti. Ma il problema è un altro: se non arrivano i soldi, con che si fanno i lavori?».

In realtà qui ci troviamo di fronte ad un copione già scritto in altre situazioni analoghe: le rette non vengono pagate, la Casa di Riposo va in crisi, diminuisce il personale, si allentano le pulizie, subentra una specie di degrado quasi irreversibile, con i malati o gli anziani trascurati, arrivano le lamentele dei familiari, scatta l’ispezione. Risultato: la struttura è inadatta, magari la chiudiamo.

La tecnica ha funzionato con alcuni privati, è più difficile metterla in pratica con una struttura pubblica dove dovrebbero essere incolpati di incuria Comune e Regione (cioè la Asl stessa), in pratica proprio quelli che hanno stretto i cordoni della borsa. Perché se è facile sostenere che quel privato affama i dipendenti e trascura i malati, diventa più difficile far vedere che il pubblico non è da meno. Altro che ispezioni, Nas e denunce: qui siamo all’auto-denuncia, perché è di tutta evidenza che nonostante gli sforzi del personale, tutti risentono della pesante situazione creditoria ne. Con una strana conseguenza in un momento di crisi conclamata dei conti Asl: se l’imperativo è il risparmio, non si capisce chi pagherà gli interessi alla Cassa di Risparmio che ha concesso un’apertura di credito di tre milioni per consentire il funzionamento dell’Istituto. Così i 4 milioni che la Asl deve ancora versare saranno usati in buona parte per coprire gli interessi: proprio un bel risparmio….

«Questo sindacato – sostiene la Confsal - è fortemente preoccupato della gravissima situazione finanziaria che stanno vivendo gli Istituti Riuniti di Assistenza San Giovanni Battista di Chieti. Tale preoccupazione non deriva da una cattiva gestione economica da parte dell’Ente, ma dai mancati pagamenti delle rette da parte dell’Asl di Chieti per tutto il 2010. Ovviamente, il personale dipendente sanitario, socio sanitario e tecnico, che quotidianamente accudisce con professionalità e dedizione in tutte le loro esigenze gli ospiti presenti nelle case di Riposo di Chieti, è fortemente preoccupato dalle notizie che circolano circa la possibilità che dal prossimo mese non saranno pagate le loro spettanze».

 Per questo la Confsal chiede se gli amministratori pubblici non «provino qualche imbarazzo nel permettere che una struttura “pubblica” che opera nel sociale e nella sofferenza umana non ha la dovuta disponibilità economica per l’insensibilità di qualcuno. Eppure anche voi diventerete vecchi e potreste avere bisogno di essere accuditi….».

29/12/2010 9.58