Villa Pini, il nodo da sciogliere è come riassumere i dipendenti

Alessandro Biancardi

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NICOLA PETRUZZI, PRIMO TAVOLO CON I SINDACATI

NICOLA PETRUZZI, PRIMO TAVOLO CON I SINDACATI

CHIETI. Prudenza. La parola d’ordine dei sindacati presenti all’incontro con Nicola Petruzzi.

Si spiega così, meglio di ogni altro commento, lo stato delle trattative per l’ok sindacale all’affitto di Villa Pini. Prudenza, ma non tensione per risolvere il nodo dei nodi: come assumere il personale in servizio oggi in clinica.

C’è consapevolezza che, come sempre capita, sarà difficile l’ultimo km di un  percorso accidentato come quello che ha portato al fallimento di Villa Pini. E questa volta i km sono sei, quelli che dividono la clinica da Villa Immacolata, l’albergo dove ieri poco dopo mezzogiorno si è svolto l’incontro convocato congiuntamente da Nicola Petruzzi e Giuseppina Ivone. La lettera di convocazione ai sindacati spiega con chiarezza non solo le tappe che hanno portato all’affitto, ma chiarisce, come da piano industriale letto nello studio del notaio Germano De Cinque, chi e quanti saranno i dipendenti destinati ad essere riassunti: «sono esclusi i dirigenti (quadri), saranno assunti tutti quelli che erano in servizio al 20 agosto 2010 e che risultano formalmente assunti prima dell’1 gennaio 2008».

«Si è trattato di un incontro positivo, se pur interlocutorio – scrivono unitariamente i sindacati -  si debbono però approfondire alcuni aspetti tecnici, in particolare quelli riferiti all’assunzione del personale. Se ne riparlerà mercoledì pomeriggio». L’ostacolo da superare sarà però non la riassunzione, che ormai è pacifica, ma le modalità con cui avverrà. L’incontro a Villa Immacolata si è svolto in un clima nuovo, non tanto per il buffet che a sorpresa ha preceduto i lavori, quanto per la serenità con cui i sindacati hanno affrontato questo primo impatto, senza le tensioni a cui ci avevano abituato le vecchie trattative sindacali dell’era Angelini.

Location indovinata, tra gli ulivi e le ville di San Silvestro, in una struttura alberghiera con tanto di centro benessere al quarto piano, con qualche turista che sciama verso il mare in tenuta da spiaggia, mentre al primo piano si decide il destino di centinaia di lavoratori.

 SUL TAPPETO DELLA TRATTATIVA LE MODALITÀ DELLE RIASSUNZIONI

 I sindacalisti arrivano alla spicciolata: prima Fabio Frullo, Uil, con scarpette fosforescenti, poi Carmine Ranieri, Cgil, in sella alla sua Yamaha, Edgardo Giangrande, Uil, arriva più sicuro sulla sua Opel, via via si presentano tutti gli altri, da Morabito, Ugl, a Rega, Uil, alla Cisl con Davide Farina e con Vincenzo Traniello, ai medici della Cimop, ad Andrea Gagliardi e Angela Scottu, Cgil. Dopo l’introduzione di Nicola Petruzzi, si arriva al nodo principale sul tappeto della trattativa: le modalità del passaggio dei dipendenti in servizio oggi con l’esercizio provvisorio. Debbono essere mesi in mobilità dal curatore per consentire a Petruzzi di ottenere le agevolazioni contributive nel caso di riassunzione? Debbono essere licenziati e poi riassunti? E con quale anzianità di servizio? Ripartiranno tutti da zero, cioè dal contratto iniziale?

Domande non di poco conto, che mettono in discussione diritti acquisiti, Tfr (che in questo caso sarebbe pagato dall’Inps e non andrebbe a carico dell’imprenditore), qualifiche e tutto quello che comporta un contratto di lavoro. Come non di poco conto però è stata l’assicurazione che circa 500 dipendenti saranno riassorbiti, la maggior parte (circa 400) subito, gli altri entro il 31 dicembre dell’anno prossimo.

 SALVARE I DIRITTI DEI LAVORATORI

 Saranno due giorni di discussioni accese all’interno dei sindacati e solo mercoledì sera si saprà se ci sarà una proposta unitaria (come sembra). Oppure se, una volta superata la paura di perdere il posto, farà capolino un pò di massimalismo vecchio stile, rafforzato comunque dalla tutela del posto di lavoro che i sindacati hanno ottenuto, scommettendo sul fallimento di Villa Pini.

Da quello che si capisce le ipotesi sono diverse: la curatela mette in mobilità tutti i lavoratori (ammesso che si possa fare) e l’azienda affittuaria li riassume ex novo, rinnovando il contratto (si spera senza obbligo di prova). Con la mobilità e con l’accordo sindacale si eludono anche i ricorsi ex art 700 riferiti alla curatela e non al nuovo soggetto imprenditoriale. E mentre gli impiegati da assumere saranno solo quelli necessari, i medici saranno assunti tutti con contratto di base, cioè come assistenti e solo successivamente diventeranno aiuti o primari, secondo il curriculum e la storia professionale.

Nota positiva è infine l’impegno a riportare all’interno della clinica tutti i servizi per consentire il massimo delle assunzioni. Alle 15 tutti a casa, con qualche capannello di sindacalisti a commentare l’incontro. Fuori non c’era nessun dipendente a presidiare l’albergo: ma forse non è un segno di stanchezza. Piuttosto è la fiducia in una soluzione positiva della trattativa. Tornando indietro verso Villa Pini,la strada è tappezzata di manifesti per la Festa della Chiesa De Laurentiis: mercoledì sera canti e balli. Qualcuno a mano ha aggiunto “anche gli arrosticini”. Nelle stesse ore in cui si compirà il destino di Villa Pini.

 Sebastiano Calella  07/09/2010 8.28