Villa Pini, parte bene la trattativa con Petruzzi

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3315

NICOLA PETRUZZI

NICOLA PETRUZZI

CHIETI. Il progetto (forse il sogno) di Nicola Petruzzi, dopo l’offerta di affitto di Villa Pini?

Creare una clinica d’avanguardia (utilizzando le professionalità esistenti e che erano un po’ disorganizzate), fornire un’assistenza sanitaria che sia lo specchio anche culturale dell’Abruzzo.«Perché la qualità dell’assistenza corrisponde al livello culturale dei cittadini che c’è, ma che non è stata rappresentata dalle vicende che tutti conoscono – ha detto Petruzzi a PrimaDaNoi.it a margine del primo incontro con i sindacati che si è tenuto nel primo pomeriggio a Villa Immacolata di San Silvestro – saremo un partner leale e affidabile della Regione».

Come mai soltanto un’offerta di affitto?

«Perché me lo potevo permettere meglio, dal punto di vista economico, e perché è un modo responsabile quello di affrontare gradualmente i problemi di Villa Pini – ha spiegato – non dimentichiamo però che abbiamo un diritto di prelazione per l’acquisto tra due anni e sono sicuro che, d’accordo con la curatela, non lesineremo risorse per rilanciare la clinica, ben al di la del nostro piano industriale che prevede lavori per circa 1,5 milioni. Chi acquista, speriamo noi, troverà una clinica cambiata».

Insomma Villa Pini come un giocatore in prestito con diritto di riscatto: un paio di campionati per rilanciarlo e poi ritrovarsi un campione?

«Il paragone calcistico è calzante – continua Petruzzi – ma c’è un altro aspetto che mi premeva sottolineare in questa operazione. Sì, potevano cancellare di colpo le centinaia di lavoratori per favorire qualcuno? Io ho sentito il dovere morale dell’imprenditore di non scaricare le tensioni del mercato sui più deboli».

Petruzzi fuori dal coro?

Certo una novità nella storia di Villa Pini dove i dipendenti al massimo erano le truppe cammellate da spostare sotto la Regione a Pescara o all’Aquila per trattare con gli assessori regionali alla sanità, o con i presidenti delle giunte, per ottenere sempre di più.

Musica comunque per le orecchie dei sindacalisti presenti all’incontro, dall’Ugl, alla Cisl, alla Cgil, alla Uil, alla Cimop, con alcuni dipendenti delle Rsa sia amministrative che mediche. Si è trattato di un primo incontro interlocutorio, quasi una presa di contatto per conoscersi e mettere le carte sul tavolo alla luce di quello che dichiarato lo stesso Petruzzi all’inizio della riunione: rilancio dell’azienda senza pensare all’asta che ci sarà tra due anni, riorganizzazione e rivalutazione del personale, un nuovo modo di organizzare il lavoro.

Ma recupererete tutto?

«Recuperiamo quello che emergerà dai fabbisogni della Asl e della Regione, secondo le linee del nostro piano industriale – ha spiegato cortese – non ho in mente un’azienda generalista. Il mio modus operandi è che il privato deve riempire i vuoti del pubblico e sfruttare le opportunità presenti in Abruzzo. Ci vorrà del tempo, perché purtroppo troviamo una clinica che era scaduta in termini tecnologici, ma intanto pensiamo a recuperare le professionalità e a migliorare servizi e prestazioni».

 Sono in vista sacrifici per il personale?

«E’ troppo presto per dirlo, perché siamo all’inizio della trattativa e questo lo decidiamo con i sindacati – ha concluso Petruzzi – il Piano per far ripartire Villa Pini è stato preparato dall’esterno, ma siamo pronti ad ascoltare, a modificare, a confrontarci. E sia chiaro che io finché non firmo il contratto spiego il mio progetto nella qualità di aggiudicatario. Nulla di più».

 Poi la parola è passata ai sindacati che hanno presentato le loro richieste, su cui torneremo domani. Il clima era sereno e collaborativo, il prossimo incontro è previsto per mercoledì.

Sebastiano Calella  06/09/2010 17.25