Cedimento del soffitto in scuola di Ari. Braccio di ferro sindaco e minoranza

Alessandro Biancardi

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ARI. A meno di un anno dalla ristrutturazione della Scuola elementare di Ari un cedimento nel soffitto riapre le polemiche.

Il cedimento si è verificato in una delle aule del piano superiore. «Se fossero state in corso le attività scolastiche diversi bambini sarebbero morti sotto le macerie», denuncia preoccupato Marcello Salerno, capogruppo di minoranza. Ma la cosa più grave, secondo il consigliere d'opposizione, è che i fatti sono avvenuti circa venti giorni fa «ma ad oggi, nessuno dell’amministrazione ha ritenuto di dover divulgare la notizia, salvo un cartello dove si avvisa che la scuola è chiusa per “verifiche tecniche”». Nei giorni scorsi Salerno e altri due consiglieri comunali hanno parlato con il sindaco Elena Di Biase per avere notizie e per poter controllare di persona l'interno della scuola: «ci è stata negata ogni informazione e non ci è stato consentito di entrare nell’edificio scolastico», contesta ancora Salerno.

«Il sindaco ha minimizzato parlando solo di caduta di intonaco dal soffitto. L’assessore Romeo Iannotti, presente in quel momento, ha dapprima affermato di non saperne nulla, per poi ammettere qualche “caduta di intonaco”. Persino il tecnico comunale, l'ingegnere Riccardo La Morgia, ha affermato che non era accaduto nulla, che stavano procedendo a "normali verifiche" prima dell'inizio delle attività scolastiche, salvo poi ammettere, messo alle strette dalle mie domande, qualche "debolezza" della contro soffittatura, qualche "infiltrazione" di acqua e qualche caduta di intonaco».

Ma secondo Salerno, che ha avuto modo di parlare con persone che sono entrate nell’aula ci sarebbero stati «cedimenti strutturali, mattoni, calcinacci, pezzi di soffitto e materiale pesante caduto sui banchi che avrebbero certamente causato morti se vi fossero stati bambini in aula. Alla nostra insistenza per poter verificare personalmente l’accaduto la sindachessa Elena Di Biase è letteralmente fuggita dal suo ufficio, nel quale ci aveva ricevuto, e si è chiusa in un'altra stanza negandoci ogni possibilità di confronto». Così i consiglieri hanno chiamato i Carabinieri che hanno fatto un sopralluogo e fatto partire le indagini. «Ma noi», protesta ancora Salerno, «continuiamo a non avere accesso nella scuola. Una scuola inaugurata meno di un anno fa, presentata come un edificio sicuro e in perfetta regola, ha rischiato di provocare una tragedia».

Mesi fa Salerno aveva denunciato alla Procura della Repubblica di Chieti le presunte irregolarità dei lavori di ristrutturazione di quella scuola, come l’assenza di bandi di gara, di contratti, di provvedimenti di affidamento dei lavori.

 

06/09/2010 14.00