Campeggio Pretoro. L’Aptr nega l’accesso ai documenti, trasparenza k.o.

Alessandro Biancardi

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PRETORO. Gli atti dell’Aptr sono top secret. E non è possibile accedervi.

Chi ne fa richiesta, viene prima fatto stancare nell’attesa, poi gli si risponde in maniera sibillina, poi quando si insiste, l’accesso agli atti viene negato, nonostante l’intervento della Polizia.

Succede all’Azienda per la promozione turistica (sede regionale di Pescara):il no è stato detto al perito di parte che assiste un gruppo di campeggiatori incappati -loro malgrado - in vicende giudiziarie per il Camping La Maielletta di Pretoro: in giudizio si vuole dimostrare che questo campeggio, su cui ha competenza l’Aptr, opera ormai da anni senza autorizzazioni. Di fronte al no dell’Aptr, la Polizia chiamata dal tecnico non ha potuto fare altro che verbalizzare lo scontro tra il funzionario “negazionista” ed il cittadino che, in linea di principio sembra possa avere titoli, insisteva per avere gli atti necessari alla causa in corso o un diniego scritto, dopo mille contatti a vuoto.

Lo scontro si è acceso proprio sul fatto che davanti al no il perito ha chiesto: «mettetemelo per iscritto». Infatti, una lettera di un mese fa, a firma del direttore Aptr Antonio Di Fabrizio, sembrava dare il via libera all’operazione che ieri si è inceppata: secondo l’Aptr il tecnico doveva dimostrare di avere titolo per la richiesta. Cosa che lo stesso Di Fabrizio non si accorgeva di aver certificato, quando nella lettera di risposta alle richieste faceva riferimento ad una sentenza del Tar sulla vicenda “campeggio” che indicava il tecnico come “incaricato” dai campeggiatori.

Insomma sono mesi e mesi che i campeggiatori, tramite il loro perito, chiedono di conoscere lo stato della pratica e l’Aptr nega i documenti. In realtà la strana resistenza dell’Aptr copre una situazione paradossale: la struttura ricettiva in questione sembra non avere le autorizzazioni necessarie, tanto che una pratica di classificazione è stata già archiviata ed una successiva non si sblocca perché i documenti richiesti non arrivano. E non arrivano perché non ci sono o perché non si trovano? Non entriamo nel merito della vicenda campeggio, di cui si è parlato a lungo. Resta però il fatto che la norma della trasparenza sia bypassata in questo modo da un ufficio pubblico.

La situazione del campeggio è di per sé già poco chiara con questo diniego la controparte non si rasserena di certo.

Di fatto l’Aptr così agevola il campeggio e ostacola chi cerca di arrivare alla verità.

Sono le due facce del potere: alle 12 il commissario Gian Luca Caruso (che è anche avvocato) difende la trasparenza dell’Aptr (così come fa l’assessore regionale al turismo Mauro Di Dalmazio, altro legale), alle 13 gli impiegati dicono no. Si può lasciare ad un perito da solo (anche se combattivo) la difesa del diritto alla trasparenza?

s. c.  22/12/2010 14.22