Wwf e Villablocc:«Inquinamento atmosferico elevato a Chieti Scalo»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Concentrazioni molto elevate dei pericolosi Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e del pesticida esaclorocicloesano sono state accertate nell'aria di Chieti scalo.

CHIETI. Concentrazioni molto elevate dei pericolosi Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e del pesticida esaclorocicloesano sono state accertate nell'aria di Chieti scalo.

I dati sono emersi nel corso di un monitoraggio dell'università di Siena finanziato direttamente dal Wwf e dal Comitato di cittadini Villablocc.

La relazione dell'università di Siena presentata oggi in conferenza stampa dal Wwf e dal comitato  illustra i dati del primo trimestre di rilevamento (novembre 2009 – febbraio 2010) rispetto ai quattro previsti. Infatti, la ricerca si è protratta fino al 3 dicembre 2010 e i dati per gli altri trimestri sono in corso di elaborazione da parte dell'Università di Siena. Lo studio è stato svolto con una tecnica molto innovativa basata sul posizionamento in due punti dell'area industriale di Chieti scalo  di due campionatori passivi in cui è stato posizionato un filtro che per tre mesi è venuto in contatto con tutte le sostanze chimiche che sono state poi ricercate in laboratorio a Siena.

«L'Università di Siena», ha spiegato Augusto De Sanctis, della sezione regionale del Wwf, «ha assicurato la ricerca di un ampio spettro di composti, dagli Idrocarburi Policiclici Aromatici - IPA – ai Policloro Bifenili PCB fino ad arrivare ai pesticidi clorurati e ai pesticidi fosforici per un totale di 59 molecole. Di queste nell'aria di Chieti scalo sono state riscontrate alte quantità di Idrocarburi Policiclici Aromatici con 15 molecole trovate su 16 cercate».

 In particolare i livelli maggiori sono stati quelli relativi al fenantrene, che rappresenta il 50% degli Idrocarburi nell'area di studio, al fluorantene e al pirene.

 I valori di idrocarburi policlinici aromatici complessivi sono definiti come «molto elevati» nella relazione dell'Università di Siena rispetto ai valori noti in bibliografia.

Infatti a Chieti scalo si superano i 30 nanogrammi/metro cubo d'aria (33,4 e 34,4 nanogrammi/mc nelle due stazioni), quando nelle aree urbane già molto trafficate raramente si superano i 10-20 nanogrammi/mc.

Gli IPA sono sostanze assai pericolose per la salute e derivano da traffico veicolare e attività industriali.

Paola Olivo, del Comitato Villablocc, invece ha detto che «i cittadini di Chieti scalo sono esasperati e, visto il muro di gomma che abbiamo finora trovato nelle pubbliche amministrazioni, noi siamo arrivati ad autossarci assieme al Wwf per provvedere al monitoraggio dell'aria che respiriamo tutti i giorni. Tra poco forniremo i dati per gli altri trimestri in modo tale da avere un quadro chiaro della qualità dell'aria su base annuale».

«Le inadempienze degli enti pubblici sono gravissime in questo territorio», ha detto invece Nicoletta Di Francesco, responsabile del Wwf Chiet, «il monitoraggio della qualità dell'aria, obbligatorio da oltre un decennio grazie a norme comunitarie, è stato svolto in maniera del tutto estemporanea e per brevi periodi in questi anni. Queste modalità certamente non soddisfano gli standard europei. Vorremmo capire come si valutano i progetti industriali, produttivi e residenziali, sia i nuovi sia quelli che devono essere monitorati, quando gli enti competenti mancano dei dati di base necessari ad esprimere valutazioni congrue sull'effetto di queste attività sui cittadini, visto che l'area industriale è a circa un chilometro da scuole, ospedali e università».

21/12/2010 14.16