Torrebruna, lavori in ritardo di due anni e mezzo ma per il Comune va bene così

Alessandro Biancardi

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TORREBRUNA. Se vi sembrano pochi 1000 giorni (più di tre anni) per un lavoro che doveva durare 8-9 mesi e che ancora non si è concluso, il posto ideale è Torrebruna.

Si sa, per campare bene bisogna prendersela con calma, molta calma. Un esempio è  questo comune dell’Alto Vastese, guidato da Nicola Petta, un sindaco molto slow, così slow che più slow non si può. Per lui 1000 giorni non sono un problema, si può arrivare anche oltre senza battere ciglio. E così la sua maggioranza in consiglio comunale boccia con 9 voti la richiesta dei 4 consiglieri di minoranza di intervenire sulla vicenda e di veder chiaro su quello che sta succedendo.

Sembra una storia inventata, ma non lo è. E’ invece la dimostrazione che non è vero che ci si lamenta della lentezza della pubblica amministrazione. In realtà a molti va bene così. Eppure siamo di fronte ai lavori di consolidamento del centro abitato di Torrebruna, un intervento da fare in fretta, tanto che il lavoro appaltato è stato consegnato il 2 agosto del 2007.

Termine dei lavori: 28 maggio 2008. Non ci sono problemi di nessun tipo, come dice il verbale di consegna: «lo stato attuale dei luoghi è tale da non impedire l’avvio e la prosecuzione dei lavori» e il titolare della ditta appaltatrice dichiara a verbale «di non avere difficoltà e dubbiezze e di accettare di riconsegnare l’opera entro 300 giorni».

Ne passano molti di più di giorni, e a fine novembre (quando c’è stato l’ultimo consiglio comunale su questo argomento) ne sono stati contati 1215, tanto che la minoranza ha chiesto chiarezza. In realtà lo aveva fatto anche prima con lettere e sollecitazioni ed un altro Consiglio comunale a maggio scorso aveva bocciato la proposta di istituire una commissione consiliare per approfondire il perché di questo ritardo.

Anche stavolta (la delibera è stata pubblicata il 9 dicembre scorso e sarà valida da domani) viene bocciata la proposta del consigliere di minoranza Placido Pelliccia di inviare i documenti alla Corte dei Conti e all’Autorità di sorveglianza dei lavori pubblici. Una normale disputa di paese? Non proprio leggendo il verbale della riunione. Sembra invece la solita storia di mancata trasparenza. Intanto perché a settembre, dopo le prime proteste, c’era stato un verbale di ultimazione dei lavori, mentre i lavori non sono affatto terminati, come afferma a verbale la minoranza che esibisce anche foto scattate ad ottobre. E poi perché il sindaco, adducendo la scarsità di personale, non ha consegnato tutta la documentazione richiesta. Insomma la trasparenza come optional e come strumento di governo che non vuole controlli.

Questo sindaco Nicola Petta sembra il gemello di quell’omonimo assessore Verde della Provincia (gestione Coletti) che rifiutò a suo tempo l’accesso ai documenti ad un giornalista, perché secondo lui non aveva titolo per richiederli. Caso non isolato.

Sebastiano Calella  18/12/2010 10.06