Angelini:«C’era un piano per cancellarmi e continua ancora…»

Alessandro Biancardi

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VINCENZO ANGELINI

VINCENZO ANGELINI

CHIETI. «Che ci fosse un piano per cancellare Angelini e Villa Pini io l’ho sempre saputo. Mi fa piacere che qualcuno lo abbia scoperto e ne scriva finalmente».*MASCITELLI(IDV):«ANGELINI POTRA’ ESSERE RIASCOLTATO

«Comunque avevo scelto da tempo di non parlare perché sui pazienti psichiatrici si fanno facilissime speculazioni di ogni genere. Però dopo aver letto le dichiarazioni del senatore Ignazio Marino, voglio esprimere con estrema semplicità il mio pensiero».

La telefonata di Enzo Angelini, l’ex patron di Villa Pini, arriva imprevista a metà mattinata: «Ma sei proprio sicuro che l’audizione al Senato è andata come la racconti?»

 Il riferimento è all’articolo sulle dichiarazioni rilasciate mercoledì dal presidente della Commissione senatoriale, Ignazio Marino,  da parte di Francesco Zavattaro, manager Asl Chieti, di Nicola Petruzzi, il nuovo gestore di Villa Pini, e di Giuseppina Ivone, curatore fallimentare della clinica.

 Come sempre PrimaDaNoi.it ha verificato…

«Lo so: apprezzo il vostro lavoro sempre documentato, ma sono stufo di fare il mostro sbattuto in prima pagina. Io voglio rivolgere una considerazione ai politici di destra e di sinistra, ai sindacati: volevate ammazzare Villa Pini per svenderla al miglior offerente e siete a metà del progetto. Volevate “uccidermi”, fare di me un esempio (perché in Italia non bisogna mai parlare), e l'avete fatto. Avete ucciso una delle realtà sanitarie più eccelse d'Italia togliendo agli abruzzesi un punto di riferimento. Siete davvero certi che, per uccidere Villa Pini, valesse la pena arrivare alla morte dei pazienti? Caro Senatore Marino e caro mondo politico tutto, quanto è disposta la politica a spingersi oltre per una vendetta? Siete sicuri, come uomini, di non aver passato il limite? Ero certo che avreste cercato di insabbiare questi morti, inventando nuove accuse a cui ci vorranno anni a rispondere. Ma non mi importa: so come ho lavorato per trent’anni e la notte dormo tranquillo, voi sulla coscienza avrete quelle povere vittime di una delle più squallide faide politiche mai viste in Italia».

 Il senatore Marino ha sollevato il problema dei morti per chiarirlo. Ma si parla anche di altro: il degrado in cui vivevano i malati e altre irregolarità gravi. Il quadro dell’assistenza a Villa Pini esce molto compromesso…

«La curatela fallimentare di Villa Pini conserva negli uffici della clinica migliaia di documenti che testimoniano più di 20 anni di attività riabilitative perfettamente svolte e sempre puntualmente controllate dai competenti dipartimenti di salute mentale. Ci sono gli smaltimenti di rifiuti speciali eseguiti secondo la legge, le terapie concepite dai migliori esponenti della psichiatria abruzzese, le somme di proprietà dei pazienti rigorosamente gestite attraverso una contabilità scritta e controllata da primari, operatori psichiatrici e assistenti sociali. Spero che non accada nessun “incidente” a tutta questa documentazione, dato che io non posso più accedervi».

 Non si può negare però che negli ultimi due anni circa il livello generale della clinica e delle sue dipendenze era molto scaduto…

«A breve fornirò alla stampa centinaia di foto che tenevo per ricordo, scattate negli anni dagli operatori di Villa Pini per testimoniare la qualità di vita e le attività che svolgevano quei poveri martiri della psichiatria. Mi sono astenuto fino ad oggi dal renderle pubbliche, perché la malattia mentale è una cosa grave e seria, e le persone che ne sono affette non vanno trattate come esemplari di uno zoo morboso. Oggi non mi si lascia altra scelta. Domani chiariremo in ogni dettaglio, ma nelle sedi opportune, il cumulo di bugie che viene oggi riferito alla stampa. Quanto ai problemi dell’ultimo periodo, sono proprio una dimostrazione del Piano contro di me».

 I particolari di questo Piano contro Villa Pini?

«Cancellare la clinica ed  appropriarsi del suo budget e dei suoi posti letto: metà sarebbero andati ai privati delle altre cliniche, metà agli ospedali pubblici. Erano 50 milioni che facevano gola ai miei concorrenti. C’era tanta fretta che la Regione, alla firma dei contratti sul nuovo budget, ha accettato il fatturato 2009 senza nemmeno verificarlo e su quello ha operato come riferimento. Non mi sembra un metodo corretto. Lo strumento era quello di asfissiare Villa Pini per portarla al fallimento».

Asfissiare come? Tagliando i posti letto o il budget o tutti e due insieme? Quanto al fallimento risulta agli atti che il suo passivo era molto più grave del suo attivo…

«Villa Pini è fallita perché non veniva pagata e basta. Hanno deciso a freddo, o per vendetta, di non pagarmi e senza questo ossigeno io non potevo pagare fornitori e dipendenti che mi hanno odiato. Insomma ero diventato il bersaglio preferito della politica che prima mi corteggiava. Ricordo quando un grosso esponente di centrodestra mi portò a visitare la Casa di riposo di Rosello per vedere se ero interessato ad acquistarla. L’operazione non andò in porto perché addirittura mancavano i mq per le autorizzazioni. Insomma non era a norma, anche se adesso ci hanno portato i pazienti di Villa Pini sotto la spinta dell’urgenza di spostarli».

 Il Piano “distruggete Villa Pini” è concluso?

«Certo l’arrivo imprevisto di Nicola Petruzzi, con la sua offerta di affitto, ha sparigliato le carte. Non si chiede come mai non c’era nessuna altra offerta di acquisto? Si erano passati la voce? Vedo però che Petruzzi sta pagando questa sua intromissione nel Piano con una serie di ostacoli che gli stanno creando. Vedo anche che si sta difendendo bene. Insomma ai miei nemici dico che non tutte le ciambelle escono con il buco. O se vuole: il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi….»

 Sebastiano Calella 17/12/2010 9.56

MASCITELLI(IDV):«ANGELINI POTRA’ ESSERE RIASCOLTATO

«Se Angelini vuol dare finalmente un contributo pieno di verità su come sia stata gestita la psicoriabilitazione in tutte le strutture, su come siano state stipulate nel corso degli anni le convenzioni e le tariffe con la Regione, sulle modalità di controllo poco e male effettuate e sulla rete diffusa di omissioni che hanno portato a far scoprire ed esplodere una realtà, nascosta per troppo tempo, allora proporrò alla Commissione di riascoltarlo. Questa volta, però, non in una libera audizione, ma come testimone informato dei fatti».

Lo ha detto il senatore Idv, Alfonso Mascitelli che aggiunge: «il lavoro della Commissione ora è ad un bivio e vedremo questa volta chi vuole conoscere tutta la verità o chi vuole sollevare solo cortine mediatiche. Non mi ritrovo, infatti, né nelle dichiarazioni di Zavattaro e quelle precedenti di Chiodi, secondo i quali si è fatto tutto quello che si poteva fare, né in quelle del Presidente Marino, perché non è sufficiente inviare gli atti alla Procura, spostando l'attenzione o sullo smaltimento dei rifiuti o su qualche libretto della pensione sottratto ai pazienti, fatti gravi, ma non esaustivi di un sistema di assistenza, le cui regole, a sentire il Dott. Petruzzi, hanno tuttora due pesi e due misure».

«La nostra Commissione – ha concluso il senatore dell'IdV - che ha anche poteri di autorità giudiziaria conferitegli dalla Costituzione, non può limitarsi soltanto alla denuncia di quei casi in cui vi sono evidenze di malasanità, ma deve andare sino in fondo per capirne le cause, rimuoverle definitivamente e proporre sistemi efficaci di tutela del diritto alla salute».

17/12/2010 17.04