A-14, Di Giuseppantonio vuole la terza corsia

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il presidente della Provincia di Chieti torna a fare la richiesta già avanzata nei mesi scorsi.*ANCHE GLI AUTOTRASPORTATORI INFURIATI CON L’ANAS

«Se c'è neve, anche se eccezionale come in questi giorni, l'autostrada adriatica in provincia di Chieti si blocca e la mancanza di corsie di emergenza su più tratti non permette neppure il passaggio dei mezzi di soccorso e degli spazzaneve». E' questa la realtà dei fatti, che ieri mattina Di Giuseppantonio ha sperimentato, rimanendo bloccato per ore tra i caselli di Val di Sangro e Lanciano, con tanta gente arrabbiata per i disagi.

«Questa è la sicurezza del tratto abruzzese dell'A-14 di cui parlava non più tardi di due mesi fa Autostrade per l'Italia?», domanda il presidente.

«Le condizioni del tratto abruzzese e, ancor di più, del tratto ricadente nella provincia di Chieti, dell'autostrada adriatica – ha proseguito – in questi giorni di eccezionali eventi meteorologici smentiscono clamorosamente le rassicurazioni che a fine settembre l'ing. Mario Bergamo, responsabile del settore Controlli tecnico-progettuali di Autostrade per l'Italia, mi aveva scritto per giustificare l'assenza di interventi della società sull'arteria, ancora priva di terza corsia e, per alcuni tratti, anche della corsia di emergenza».

La sede stradale, sottolinea Di Giuseppantonio, ha tratti impervi e viadotti pericolosissimi, che spesso non hanno neppure la corsia di emergenza. «È questa la sicurezza di cui parlava l'ing. Bergamo nella sua lettera?»

«La realtà è sotto gli occhi di tutti», insiste il presidente, «oggi il tratto abruzzese dell'autostrada adriatica è diventato un budello non transitabile, che ha spaccato in due il nord e il sud del Paese, come accade regolarmente nei giorni di grande esodo, sia per le vacanze estive, sia per quelle di Pasqua e Natale. Torno a ribadire che non è possibile liquidare un problema di sicurezza, che più volte è emerso lungo il tratto abruzzese dell'A-14, con la presentazione di statistiche che dimostrano solo che ci sono meno incidenti, ma che non tengono in dovuto conto le difficoltà e le caratteristiche del piano autostradale che decine di migliaia di automobilisti percorrono ogni settimana».

La realizzazione della terza corsia dell'autostrada adriatica è una delle priorità assolute per la viabilità regionale, non solo in termini di sviluppo e di miglioramento delle infrastrutture, ma soprattutto per garantire una maggiore sicurezza a quanti percorrono un'arteria ormai divenuta fondamentale per il traffico turistico e commerciale nord-sud.

17/12/2010 9.45

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ANCHE GLI AUTOTRASPORTATORI INFURIATI CON L’ANAS

 ABRUZZO. I disagi per il ghiaccio e la neve sulle autostrade ed in particolare sulla A14 fanno infuriare anche la Federazione Autotrasportatori italiani.

«Siamo alle solite», dicono i rappresentanti locali, «qualche centimetro di neve e le Autostrade S.p.A. gettano la spugna, l’A14 come in altri casi insegna, lasciando in mezzo alla strada uomini mezzi e merci per ore ed ore sotto la neve ed al freddo, ogni volta una Caporetto.  La solita farsa all’italiana per una perturbazione annunciata da giorni, ci si affida più alla speranza che alla prevenzione, meglio il blocco dei veicoli che sforzarsi di tenere efficienti le strade, possiamo capire che il sale (o altri prodotti) e l’utilizzo dei mezzi antineve possa avere dei costi non irrisori ma, diamine, non capita mica tutti i giorni».

 Il sindacato chiede all’Anas  quanti mezzi sono stati impiegati per la pulizia dei tratti interessati, quando sono stati attivati i controlli per i dispositivi antineve sui mezzi e dove ed in cosa consiste il piano neve del tronco.

«Ogni anno la stessa storia», propsegue la federazione degli autotrasportatori, «un po’ di articoli sui giornali, qualche passaggio in TV, qualche guru del maltempo ci spiega che a bordo dei mezzi bisogna portare catene, montare gomme antineve, dotarsi di provviste coperte, guanti sciarpe, termos con bevande calde, magari sci, racchette e motoslitta, si carta igienica e pannolini ma, dove siamo al Polo Nord?

Per fortuna i conducenti dei mezzi pesanti sono attrezzati conoscendo a fondo le inefficienze italiane. Poi, fortuna per noi, riappare il benedetto sole e tutto torna come prima, nessuno paga tranne l’autotrasporto e gli utenti della strada.

Come si fa ad accusare sempre e comunque il traffico pesante dei blocchi autostradali, dovuti a fasi di intenso maltempo, perché i mezzi non sono stati fermati e controllati per tempo, magari incolonnati e fatti procedere dietro a mezzi spargisale e lame?  Ed i mezzi leggeri erano tutti attrezzati ed in ordine per affrontare le strade in quelle condizioni?»  

Insomma molti sono i quesiti senza risposta.

 17/12/2010 13.25