Al Senato in scena il degrado di Villa Pini: morti confermate, altra segnalazione alla procura

Alessandro Biancardi

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Al Senato in scena il degrado di Villa Pini: morti confermate, altra segnalazione alla procura
CHIETI. Checché se ne dica o si cerchi di nascondere, i morti per il trasferimento dei malati da Villa Pini ci sono stati.

Questo non eviterà altri trasferimenti (anche se non si sa dove) che ieri sono stati annunciati e forse sarà il pretesto dietro cui nascondere la richiesta di pagamento di un ticket ai malati mentali che saranno spostati dopo essere stati declassificati. In pratica pur di non averli a carico del Servizio sanitario nazionale, diventeranno tutti anziani autosufficienti da Casa di riposo. Per loro inoltre, oltre il danno, anche la beffa: è previsto un contributo giornaliero di circa 40 euro, cioè quasi come una pensione completa in alta stagione a Rimini o di quanto costa il soggiorno di un terremotato sulla costa teramana. Sconfortante il panorama che è emerso ieri nell’audizione alla Commissione senatoriale presieduta da Ignazio Marino, dove sono stati ascoltati Francesco Zavattaro, il manager della Asl di Chieti, accompagnato dal direttore sanitario Amedeo Budassi, Nicola Petruzzi, il nuovo gestore di Villa Pini, e Giuseppina Ivone, il curatore fallimentare.

 Infatti, accanto al problema dei morti si è parlato di maltrattamenti dei malati, della loro mancata riabilitazione, finanche della scomparsa dei libretti di pensione sociale dei malati (riscossa da altri), di rifiuti tossici smaltiti non si sa come e dove (chissà se sono andati a finire nel fiume Alento a Francavilla…). Tutte notizie di presunti reati  che il senatore Marino invierà alla Procura della Repubblica, riservandosi di ascoltare anche il presidente Gianni Chiodi ed il sub commissario Giovanna Baraldi. «Abbiamo avuto la sensazione di una Regione che per 20 anni si è dimenticata di un’area importante della sanità come quella psichiatrica – ha dichiarato il senatore Marino - e che ora sta pensando solo al rientro economico nella sanità».

 Insomma la Psicoriabilitazione come grande assente nel Piano operativo sanitario.

ARRIVA IL TICKET PER I MALATI DELLA PSICORIABILITAZIONE: BASTA DECLASSIFICARLI

Durante la sua audizione, il manager Asl Zavattaro ha sostenuto che non ci sono responsabilità dirette dell’azienda sanitaria per i morti registrati dopo il trasferimento, come dimostrerebbero le cartelle cliniche e le relazioni sui casi che saranno inviate a breve. Dubbi e perplessità sulla vicenda hanno invece espresso sia Petruzzi che il curatore. L’impressione, come già ampiamente scritto, è che questi morti siano considerati di serie B, quindi la vicenda rischia di chiudersi senza che siano accertate le vere cause dei decessi.

Ma difendersi, come fa la Asl, sostenendo che quei malati trasferiti dal degrado di Villa Pini a situazioni “alberghiere” decisamente migliori dovrebbero quasi “ringraziare”, dimostra ancora una volta che la malattia mentale viene affrontata in modo superficiale.

Come detto, l’audizione è stata anche l’occasione per parlare della latitanza della Regione sul problema della Psicoriabilitazione: manca una programmazione, non ci sono regole chiare, insomma un quadro ben diverso da quello che Gianni Chiodi l’incantatore aveva confezionato per i senatori durante la sua prima audizione. E come ciliegina sulla torta ora, a sorpresa, spunta il ticket a carico di persone sole e abbandonate. Per anni questi malati sono stati chiusi in gabbia e sono stati privati del loro ruolo sociale e personale. Oggi la Regione, che non ha effettuato mai molti controlli e quindi è una causa dell’aggravarsi delle loro patologie, ha il coraggio di chiedere soldi invece di preoccuparsi di farli guarire.

Sebastiano Calella  16/12/2010 9.45