Chiusura ospedale Guardiagrele, il Consiglio di Stato accoglie la sospensiva

Alessandro Biancardi

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GUARDIAGRELE. L’ospedale di Guardiagrele non chiude più, almeno per il momento.* IL PROVVEDIMENTO INTEGRALE

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso del Gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” ed ha sospeso la delibera 45 del Commissario Chiodi che attuava le disposizioni sulla chiusura previste dal Piano operativo.

Se ne riparlerà il 14 gennaio. Ma intanto viene ribadito nel provvedimento che c’è un diritto costituzionale alla salute. La decisione della quinta sezione del Consiglio di Sato, depositata ieri, blocca la disattivazione del SS. Immacolata che doveva iniziare proprio oggi in vista della chiusura definitiva del 31 dicembre. Il decreto è di fatto un successo esclusivo del Gruppo consiliare che (questa volta con l’appoggio del Tribunale del malato) si era opposto al rifiuto di sospensiva del Piano operativo da parte del Tar L’Aquila. Quel Tribunale aveva sentenziato sul presupposto che per i cittadini guardiesi non c’erano danni imminenti tali da giustificare la sospensiva, in quanto era stato detto che c’era un Pronto soccorso h24 e quindi l’assistenza era garantita.

Il che non è: essendo l’apertura solo di 12 ore, come ha dimostrato il ricorso al Consiglio di Stato, questo fatto è in contrasto con «il diritto costituzionale alla salute». Questo decreto piomba inaspettata sui provvedimenti che la Asl aveva già deliberato e cioè la sospensione dei ricoveri e l’azzeramento dei servizi annessi all’ospedale, contro cui era stato presentato un altro ricorso al Tar.

«Con un verbale del 3 dicembre scorso – chiarisce la Lista civica “Guardiagrele il bene in Comune” -  la Asl aveva deciso la riduzione dell’orario di servizio di Radiologia e Laboratorio analisi che sarebbero stati operativi, rispettivamente, solo per 12 e 6 ore al giorno. Il Pronto soccorso, poi, era trasformato in un Punto di primo intervento che non avrebbe potuto garantire il suo normale servizio anche a causa della disattivazione del servizio di navetta verso Chieti. Ma al di là di questi aspetti tecnici, sorprende negativamente che il Comune non ha difeso come noi il diritto alla salute dei suoi cittadini».

 E’ dunque guerra aperta al Piano operativo sanitario, il cui impianto rischia di essere travolto nel momento in cui per scelte economiche vanifica il “diritto costituzionale alla salute” dei cittadini di Guardiagrele, ma anche di altri comuni. Il risvolto politico della sentenza è che vengono smentiti apertamente tutti quelli che dopo il rifiuto della sospensiva da parte del Tar si erano affettati a dire con comunicati ed interviste tv: «avevamo ragione, con la chiusura dell’ospedale non cambia nulla».

 E invece cambia tutto, perché il Piano operativo Chiodi-Baraldi è stato bocciato dal Consiglio di Stato nel punto in cui non rispetterebbe il dettato costituzionale sulla salute. Il che potrebbe aprire la strada a ripensamenti e modifiche.

«Dovrebbe interrogarsi chi riteneva di avere strappato conquiste (Rsa, Centri Alzheimer e ospedali di comunità) portando in consiglio comunale proposte irricevibili e affiggendo manifesti sul presunto futuro dell’ospedale – conclude “Guardiagrele il bene in comune” -. Dovrebbe recitare il mea culpa chi ha avuto il coraggio di dire che la prevista chiusura era stata smentita e di spacciare per riconversione la chiusura dei piccoli ospedali. Povero sindaco di centrodestra che favoleggiava di trattative, di promesse, di incontri per l’ospedale che si era candidato a salvare e che invece stava accompagnando al cimitero».

s.c. 15/12/2010 9.57

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REPUBBLICA ITALIANA

Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)

Il Consigliere delegato ha pronunciato il presente

DECRETO

sul ricorso numero di registro generale 10310 del 2010, proposto da:
Antonio Ianieri, Camilla Irma Della Pelle, Floria Di Pretoro, Liliana Ferrari, Alberto Palanza, Giuliana Vitacolonna, rappresentati e difesi dall'avv. Costanzo Dal Pozzo, con domicilio eletto presso Sabrina Primavera in Roma, via Nomentana, 909;

contro

Commissario Ad Acta Per L'Attuazione del Piano di Rientro Dai Disavanzi del Settore Sanitario della Regione Abruzzo, Sub-Commissario Ad Acta Per L'Attuazione del Piano di Rientro Dai Disavanzi del Settore Sanitario della Regione Abruzzo, Regione Abruzzo, Azienda Sanitaria Locale N. 2 di Lanciano, Vasto, Chieti;

per la riforma

dell' ordinanza sospensiva del T.A.R. ABRUZZO - L'AQUILA: SEZIONE I n. 00415/2010, resa tra le parti, concernente ATTUAZIONE PIANO DI RIENTRO DAI DISAVANZI DEL SETTORE SANITARIO - MCP

 Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Vista l'istanza di misure cautelari monocratiche proposta dal ricorrente, ai sensi degli artt. 56 e 98, co. 1, cod. proc. amm.;

Considerato che l’ordinanza appare sorretta da dichiarazioni dell’Amministrazione in camera di consiglio in merito alla prosecuzione del servizio di pronto soccorso sulle 24 ore, ma che tali affermazioni contrastano con il testo del provvedimento impugnato (delibera commissariale n. 45 del 2010) secondo cui i presidi territoriali di assistenza prevedono la presenza del medico per sole 12 ore al giorno;

che, considerato il rilievo costituzionale del diritto alla salute, ed in vista dei possibili chiarimenti che potranno essere forniti nella sede collegiale, sussistono i presupposti per la sospensione del provvedimento impugnato nella parte in cui dispone la disattivazione dell’ospedale di Guardiagrele entro il 31 dicembre 2010

 P.Q.M.

accoglie la domanda di misura cautelare monocratica, e, per l'effetto sospende l’efficacia del provvedimento impugnato nei limiti di cui in motivazione;

fissa, per la discussione, la camera di consiglio del 14 gennaio 2011.

Il presente decreto sarà eseguito dall'Amministrazione ed è depositato presso la Segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Roma il giorno 13 dicembre 2010.

 

 

Il Consigliere delegato

 

Marzio Branca



DEPOSITATO IN SEGRETERIA

Il 14/12/2010