Fondo sociale Europeo, D'Amico (Pd): «provincia Chieti lasciata fuori»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. A beneficiare delle risorse del Fondo Sociale Europeo saranno le aziende della Valle Peligna, in Val Vibrata e quelle calamitate dei comuni del cratere Aquilano.

«Perchè nessuna dell'area teatina?». Nessuna area del chietino è stata inserita tra le aree di crisi nonostante, in almeno due, l’Ortonese e la Val Sinello di Gissi, secondo il consigliere provinciale del Pd Camillo D'Amico, «sarebbero potute essere inserite in virtù delle crisi acclarate e riconosciute del comparto degli idrocarburi e del tessile - abbigliamento.

 «Non per alimentare delle facili e strumentali polemiche, che produrrebbero solo confusione, ma opportuno sarebbe conoscere il perché dell’assenza della provincia di Chieti sia dal tavolo presso l’assessorato regionale al lavoro», chiede D'Amico, «che dalla possibilità di partecipare al bando delle nostre imprese site nelle aree di crisi. Una dimenticanza grave che evidenzia, da una parte, la Teramicità del traino della filiera del centrodestra al governo e, dall’altra, la scarsa autorevolezza della nostra amministrazione al cospetto delle istituzioni superiori».

«Per cercare di drenare il preoccupante fenomeno della delocalizzazione produttiva in corso», continua D'Amico, «della crisi occupazionale e d’investimenti in atto nella nostra provincia è necessario essere più solerti nell’aggredire sì le cause ma anche produrre iniziative politiche ed istituzionali concrete. La provincia deve dar corso immediato e senza ulteriori perdite di tempo al concreto avvio delle opere pubbliche cantierabili e recuperare autorevolezza ed iniziativa politica verso le istituzioni superiori per il recupero della credibilità perduta. Per essere credibili ed autorevoli non servono soldi ma solo  audacia e dinamismo politico; se Di Giuseppantonio & c. l’hanno ancora lo dimostrassero altrimenti cambiassero marcia o mestiere».

14/12/2010 16.18