Guardiagrele: il Pdl diserta l’incontro sulla chiusura dell’ospedale

Alessandro Biancardi

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Guardiagrele: il Pdl diserta l’incontro sulla chiusura dell’ospedale
GUARDIAGRELE. L’assessore regionale Mauro Febbo, Pdl, ieri non era presente all’incontro pubblico di Guardiagrele sulla chiusura del locale ospedale.*FEBBO:«CARAMANICO DOVREBBE SPIEGARE…»

La manifestazione al cinema Garden era stata organizzata dal Pd che però aveva invitato anche il centrodestra nella persona dell’assessore Febbo. Si trattava di fare il punto della situazione a pochi giorni dalla sospensione dei ricoveri prevista per mercoledì 15, che è poi l’anticamera della chiusura definitiva del SS. Immacolata al 31 dicembre. Febbo ieri aveva però un “legittimo impedimento”: era sicuramente impegnato per i gazebo organizzati a sostegno del presidente Berlusconi, senza dire che l’invito rivoltogli dal consigliere Franco Caramanico, Pd, non era stato concordato per la data.

Però Febbo ha fatto sapere che dopo il 21 dicembre sarà disponibile.

«Io gli ho chiesto di mandare un sostituto – spiega Caramanico – ma mi ha risposto che la materia era troppo importante per lasciare ad altri la discussione. Spiace che alla fine c’è stato solo un mio monologo a difesa dell’ospedale, visto che nessuno del centrodestra si è presentato, pur essendo la platea stracolma. La scelta di questa domenica era motivata solo dal fatto che era l’ultima data utile prima della sospensione dei ricoveri prevista per mercoledì prossimo. Ne vogliamo riparlare dopo il 21? Io ci sto anche la vigilia di Natale. Aspettare la nascita del bambinello al SS. Maria Immacolata può essere un segno di speranza, perché oggi solo il Padreterno ci può aiutare…».

 Posizione difficile quella di Febbo che avrebbe dovuto difendere scelte, come la chiusura dell’ospedale, su cui non hanno potuto dire nulla né lui né l’assessore alla sanità Lanfranco Venturoni né il senatore Fabrizio Di Stefano che pure più volte sono andati a Guardiagrele, come a Casoli, Tagliacozzo e altrove a dire «che no, mai questi ospedali sarebbero stati chiusi».

 Al massimo sarebbero stati riconvertiti, salvo poi apprendere in ritardo e a cose fatte che il Piano operativo aveva chiuso 5 piccoli ospedali. Dunque, dopo aver sudato sabato sera al Supercinema affollatissimo per scaldare la platea del Pdl, a Mauro Febbo non piaceva sicuramente passare dalla politica del fare a quella del chiudere. Piccole strategie di comunicazione? Non sembra. L’imbarazzo del Pdl a Guardiagrele e dove sono stati chiusi i piccoli ospedali è palpabile e genera malessere tra i sostenitori del centrodestra. Dopo aver difeso il loro ospedale dalla politica del centrosinistra, ritenuta punitiva, ora il Pdl si ritrova spiazzato su tutta la linea. E non solo perché l’ospedale non c’è più e a chiuderlo è stato il duo Chiodi-Baraldi, ma anche perché il ministro della salute Ferruccio Fazio, fidatissimo di Berlusconi, ha dichiarato pubblicamente che prima di chiudere un piccolo ospedale vanno riorganizzati i servizi sanitari sul territorio, compresa l’emergenza-urgenza. Cosa che a Guardiagrele e altrove non è stata fatta.

Sebastiano Calella  13/12/2010 10.05

FEBBO:«CARAMANICO DOVREBBE SPIEGARE…»

 «Comprendo perfettamente il rancore mai sopito di Franco Caramanico», spiega, Febbo, «che dopo aver perso politicamente Regione, Provincia e Comune ha provato ad arrampicarsi sugli specchi  salvo poi essere smentito anche dalle sentenze del Tar sul piano sanitario e sulle elezioni comunali. Da diverso tempo sollecito Caramanico a rispondere ad alcune domande che restano ancora lettera morta. Vorrei chiedere, infatti, all’ex assessore della Giunta Del Turco, come mai la Delibera regionale 354 del 24/04/2008, “Conseguenze scaturenti dal mancato raggiungimento degli obiettivi di abbattimento dei ricoveri ospedalieri in applicazione dell'art. 1 della L.R. 20/2006 (obiettivo n. 1 cap 2.1.1. piano di risanamento): Presa d'Atto”, è stata assunta solo dopo la competizione elettorale dell’aprile 2008? Cosa più grave – si interroga l’assessore Febbo – come mai quella delibera non è stata pubblicata sul Bura a tempo debito ma formalizzata dopo un anno dalla Giunta Chiodi a seguito della sollecitazione del direttore generale? Ricordo inoltre all’ex assessore Caramanico, che aveva accompagnato l’allora ministro Turco durante la sua visita elettorale dell’aprile 2008 negli ospedali della provincia di Chieti, e nel corso della quale veniva esclusa la necessità di un aumento delle tasse e dei ticket, che allora venne severamente smentito dai fatti. L’ultimo atto del Governo Prodi fu proprio il commissariamento della sanità abruzzese».

«Io, a differenza di Franco Caramanico – aggiunge Mauro Febbo – già nel 2008 ho avuto il coraggio di affermare ai miei elettori, durante un comizio che lui ricorderà bene visto che si è tenuto a Guardiagrele, che la sanità abruzzese è stata saccheggiata negli ultimi 10 anni di cui 3 proprio sotto la gestione del centrosinistra con una giunta di cui lui era membro. La mia posizione riguardo a questo delicato argomento è più che mai ferma e coerente contrariamente a quella di chi come Caramanico, Cesarone, Quarta & company, nonostante la difficile situazione della nostra regione, hanno sempre continuato a nascondere la realtà. Oggi non parliamo di chiusura ma di riconversione degli ospedali minori. E’ nostro dovere spiegare che si tratta di un atto necessario per gli utenti ma soprattutto per i giovani abruzzesi visto che si tratta del loro futuro che al momento appare offuscato da una delicata situazione economico - finanziaria. L’onestà intellettuale dell’ex assessore dovrebbe indurlo ad assumere una posizione più onesta per far comprendere all’opinione pubblica la vocazione e il ruolo dei nuovi presidi. Lo stesso non può essere giudicato prima che entri in azione, perché la riconversione dei nosocomi non può essere immediata e necessità di tempi più lunghi e adeguati».

 «UNA SANITA’ CHE TENDE ALL’EFFICIENZA»

  L’assessore Febbo rilancia: «La mia visione della sanità, così come quella del senatore Fabrizio Di Stefano, è quella di raggiungere concretamente un’efficienza socio-sanitaria che corrisponda anche ad una crescita socio-economica. Questo è il mio modo di fare politica e continuerò a battermi per migliorare il sistema sanitario e liberarlo dalle vecchie logiche. Non vivo di politica ma come tutti sanno ho una mia attività lavorativa come testimoniato anche dalla mia denuncia dei redditi, quindi mi ritengo libero da certe faziosità politiche. Non ho nessun imbarazzo a confrontarmi con Caramanico o chiunque altro me lo chiederà, ovviamente davanti a platee non composte esclusivamente da iscritti e possibilmente con un numero maggiore a 80 unità come accaduto proprio a lui. Intanto continuo con la mia politica scevra da rancori e personalismi e resto in attesa di risposte da parte di Caramanico ai miei due quesiti».

“«uello che ci aspettiamo tutti, non sono proclami, continui attacchi e critiche prevenute ma confronto quotidiano che può essere sì polemico ma pur sempre costruttivo e che generi con proposte serie. La strada intrapresa per la riforma della sanità abruzzese – conclude il suo intervento Febbo – è inevitabile e bisogna capire che non si può tornare indietro ma puntare con decisione ad un futuro con nuovi scenari e dove si possa rispondere con maggiore concretezza alle esigenze dei cittadini ». 

 

13/12/2010 15.10