Wwf:«Fallito ripascimento a Casalbordino: si buttano solo soldi inutilmente»

Alessandro Biancardi

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Wwf:«Fallito ripascimento a Casalbordino: si buttano solo soldi inutilmente»
CASALBORDINO. I ripascimenti non sono la soluzione giusta per risolvere i problemi della costa abruzzese.

Ne è convinta Ines Palena, presidente Wwf Zona Frentana e Costa Teatina che ha monitorato la situazione di Casalbordino e alla fine è arrivato il responso: continuare a buttare sabbia in mare è solo uno spreco di denaro pubblico.

La situazione è simile lungo molti tratti della costa abruzzese e un pò ovunque i 'trattamenti' devono essere ripetuti più volte.

Una situazione peraltro simile in moltissime zone della costa abruzzese pure interessata da recenti opere di rinascimento. La marea però è più forte e la sabbia messa  afatica viene portata via nel giro di pochissimi mesi, anche settimane se il mare è spesso agitato.

 Un problema che avevamo sollevato molti mesi fa e al quale aveva risposto anche l’assessore regionale Di Paolo che invece sostiene l’utilità di interventi operosissimi (l’ultima parte è costata 21 milioni di euro). Non molto d’accordo alcuni studiosi che invece ne sostengono la piena inutilità proponendo invece nuove tipologie di intervento

«Per questo», ricorda il Wwf della zona Frentana, «abbiamo deciso di mettere alla prova il lavoro fatto, monitorando la spiaggia di Casalbordino. Così, muniti di fettuccia e macchina fotografica, appena terminati i lavori di ripascimento (20 maggio 2010) abbiamo misurato i metri di spiaggia aggiunti. A fine ottobre il nuovo sopralluogo ci ha dato ragione: in meno di 6 mesi, in molti tratti la battigia è arretrata di diversi metri fino ad un massimo di dieci».

Un intervento che, a detta dei suoi proponenti, avrebbe dovuto arrecare benefici alla spiaggia per almeno cinque anni, in realtà non ha resistito nemmeno alle prime mareggiate autunnali. Ma intanto i soldi sono usciti dalle casse pubbliche.

In un tratto della spiaggia, spiega ancora Palena, verso sud in direzione del fiume Sinello, si è incredibilmente accumulata nuova sabbia, portando ad un leggero aumento della profondità dell'arenile. «E' la dimostrazione di come l'azione delle correnti lungo costa distribuiscano la sabbia seguendo precisi bilanci tra ciò che viene tolto e ciò che viene depositato, ma questi meccanismi naturali non sempre sono per l’uomo comprensibili né desiderabili. E' possibile soltanto assecondarli, adattandovisi».

Il Wwf sposa quindi le teorie del professor Francesco Stoppa, direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università D’Annunzio che ha spiegato che con le opere di sola lettura ingegneristica si rischia di aumentare il degrado della costa.

«Quanto costa alla collettività una mareggiata che porta via un metro di sabbia?», chiede il Wwf.

«E invece quanto costerebbe fare una seria politica di conservazione delle dune esistenti e di rinaturalizzazione degli arenili (come è stato fatto a San Salvo o a Vasto)? Sicuramente molto meno del costo di ingegneristiche opere di contenimento o inutili ripascimenti. Oggi, in un territorio che sta per diventare a tutti gli effetti Parco Nazionale, non possiamo più permetterci inutili perdite di tempo e denaro».

10/12/2010 15.59

* LA STORIA INFINITA DEL RIPASCIMENTO