Agricoltore ucciso a Chieti: prime confessioni degli assassini

Alessandro Biancardi

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 CHIETI. Doveva essere semplicemente una rapina: rapida, indolore, fruttuosa.

Alla fine, però, il colpo si è tramutato in tragedia.  L'anziano che si trovava in casa, Gino Mincone, 77 anni, è stato ucciso e i due ladri sono stati arrestati, poco lontano dall'abitazione della vittima.

Oggi, nel corso dell'interrogatorio di garanzia, sarebbero arrivate anche le prime ammissioni e il racconto su quello che sarebbe accaduto sul luogo del delitto, nella notte tra il 30 e il 31 agosto scorso. Ilie Lautau e Anghel Barbu Adi, i due rumeni poco più che maggiorenni (hanno rispettivamente 19 e 22 anni) avrebbero ammesso le proprie responsabilità e raccontato al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Chieti, Marina Valente, di aver atteso che Mincone rincasasse per rapinarlo. Poi però qualcosa sarebbe andato storto e i due avrebbero perso la testa: lo hanno aggredito, picchiato ma, hanno assicurato, la loro intenzione non era quella di uccidere.

Ha invece respinto tutte le accuse Luigi Pangianella, l'artigiano pescarese di 45 anni arrestato in un secondo momento e accusato di concorso in rapina. Lui, ha spiegato sempre nel corso dell'interrogatorio, non era d'accordo con i due giovani rumeni.

Gli avrebbe solo dato un passaggio, quel giorno, con la propria auto. I due sarebbero poi scesi nei pressi di Dragonara, ad un paio di chilometri di distanza dall'abitazione della vittima. Poi sarebbe andato via. Secondo i primi risultati autoptici Mincone sarebbe morto per strangolamento e nelle prossime ore dovrebbero essere effettuate nuove analisi.  I carabinieri del Ris (Reparti Investigazioni Scientifiche) stanno infatti svolgendo accertamenti su alcuni reperti di sangue che sono stati rinvenuti subito dopo l'arresto sugli indumenti dei due rumeni. Intanto per tutti e tre gli indagati è stato convalidato l'arresto.

 

03/09/2010 14.58