Idv : «Ecco i primi 52 milioni di euro di debiti della giunta Di Giuseppantonio»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Appena insediata la sua amministrazione in provincia di Chieti, il presidente Enrico Di Giuseppantonio ha fatto una ricognizione dello stato dell’Ente.«RINEGOZIAZIONE E' STATO ATTO DOVUTO»

Poco dopo ha annunciato circa 8 milioni di debiti fuori bilancio. Oggi l'Idv va all'attacco e annuncia: «lui ne ha prodotti 52 milioni».

A fare una prima stima è il consigliere Palmerino Fagnilli: «avevamo detto sin da subito», ricorda, «che probabilmente il sistema adottato per stimare in 8 milioni i debiti fuori bilancio lasciava a desiderare, per quanto stabilito dalla norma del testo unico 267/2000, cioè l’articolo 194».

Infatti ad oggi solo 4,5 milioni degli 8 elencati dalla Giunta Provinciale sono stati riconosciuti quali debiti fuori bilancio. «La gran parte resta accantonata in attesa di maturazione», continua l'esponente dell'Idv, «e… se serve si può anche utilizzare. Tanto che, nella seduta dell’ultimo Consiglio Provinciale, (30 novembre 2010), con una deliberazione si sono potuti prendere 455 mila euro dai debiti proclamati tali e, quindi, questi sono stati immediatamente trasformati da passività in capitale spendibile. Così è iniziato il recupero dei fondi accantonati per i “presunti debiti”».

Quindi degli 8 milioni di debiti “presunti” solo 4,5 milioni sono stati riconosciuti come debiti fuori bilancio; «di questi», continua Fagnilli, «circa 3 milioni di euro ascrivibili all’amministrazione Febbo, amministrazione di centrodestra, che ha guidato la Provincia di Chieti dal 1999 al 2004 e solamente 1,5 milioni di euro, ascrivibili all’Amministrazione di Centrosinistra guidata dal Sen. Coletti, dal 2004 al 2009».

Adesso con la recente rimodulazione dei mutui e dei Bop l'esponente dell'Idv sostiene che il presidente in un solo colpo abbia «letteralmente buttato al vento una cifra consistente, pari a 52 milioni di euro, per poter avere semplicemente una maggiore liquidità. 52 milioni di Euro di debiti per altri 30 anni, dal 2011 al 2031, che peseranno sul futuro politico della Provincia, se ce ne sarà uno, dopo questi fatti e sul futuro delle sue prossime sei amministrazioni».

02/12/2010 17.58

 «RINEGOZIAZIONE E' STATO ATTO DOVUTO»

«La rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti è stato un atto dovuto per far fronte alla situazione debitoria che questa Amministrazione ha ereditato dall’amministrazione precedente», commenta l’assessore al Bilancio della Provincia di Chieti Alessio Monaco che sottolinea. «L’aspetto più importante di questa rinegoziazione è che c’è la volontà dichiarata della Provincia di reinvestire annualmente le somme generate dell’economia che si va a realizzare. In concreto ciò significa che per i primi 11 anni avremo economie sulle spese correnti pari a 2.824.000 euro l’anno, somma che reinvestiremo per realizzare opere pubbliche, mentre per i successivi tre anni tale somma sarà leggermente inferiore ma comunque cospicua. Una rinegoziazione, dunque, più che mai utile per attenuare il problema delle difficoltà di cassa dell’Ente per l’anno 2011, un problema le cui origini, e Fagnilli lo sa bene, risiedono nella gestione a di poco allegra portata avanti dall’amministrazione Coletti, specie in materia di spesa corrente.

A tutto ciò va aggiunto che la rinegoziazione è stata anche un’operazione lungimirante dal momento che le Legge di Stabilità limita fortemente la capacità di indebitamento degli Enti, tanto da impedire che nell’esercizio 2011 si possano assumere nuovi mutui. E’ solo grazie alla rinegoziazione e alle economie che essa produrrà, che la Provincia di Chieti potrà realizzare opere necessarie sul territorio. Cinque anni di centro sinistra ci hanno lasciato casse vuote e un mare di debiti: oggi, come quando ci siamo insediati – conclude Monaco – riteniamo che l’unica strada percorribile per evitare che la Provincia sprofondi nel baratro sia l’assunzione di responsabilità nei confronti dei cittadini. Purtroppo dobbiamo constatare come il consigliere Fagnilli, in un momento delicatissimo per l’economia, non sappia esprimere di meglio che sterile demagogia». 09/12/10 17.22