Chieti, al Comune la maggioranza perde i pezzi

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Aspettando Gianfranco Fini. Si apre così – in attesa dell’arrivo del presidente della Camera dei Deputati, ospite della “d’Annunzio” sabato 4 dicembre - una settimana decisiva per le grandi manovre al Consiglio comunale di Chieti.*MARCO DI PAOLO:«CONFERMA L’USCITA DALL’UDC POI “SMENTISCE”»

 

La maggioranza di centrodestra è in grande fibrillazione per i cambi di casacca annunciati e per la formazione di correnti interne al Pdl, oltre che per la possibile, anzi certa formazione del gruppo di Fli che l’onorevole Daniele Toto presenterà a Fini proprio sabato prossimo. Ma se l’opera di proselitismo del coordinatore dei finiani è nota da tempo, meno conosciuti sono gli altri movimenti interni alla maggioranza. L’uscita di Toto dal Pdl ha creato un vuoto nel ruolo di vice coordinatore Pdl che Tullio Sansonetti, appartenente all’ala pura di Forza Italia, aspirava a ricoprire. Aspirazione delusa, per il no dei duri ex An che si sono appropriati dell’organizzazione del Pdl in città. E quindi non è escluso che Sansonetti mediti di posizionarsi altrove, quanto meno nella minoranza interna. Si parla infatti con insistenza della rinascita nel Pdl – come ai tempi della Dc - di una corrente della Cassa di Risparmio che fa capo al consigliere Domenico Di Fabrizio, molto attivo nei contatti e nel proselitismo. Un errore strategico del sindaco Di Primio e del senatore Di Stefano, quando hanno tenuto ai margini dell’amministrazione il primo degli eletti, cioè proprio Di Fabrizio che con i suoi oltre 800 voti surclassò il senatore ex An. Non averlo nominato assessore gli ha dato tutto il tempo di lavorare alla ricostituzione della corrente e così Di Fabrizio, che solo ultimamente ha avuto la delega per lo Scalo, ha interpretato bene il suo ruolo limitando il suo impegno a via Colonnetta, sede della Cassa di Risparmio e centro del suo potere elettorale. Se però questa corrente non cambierà gli equilibri della maggioranza, molto più pericolosi per la Giunta sono altri due movimenti: l’uscita di Marco Di Paolo dall’Udc e l’adesione di almeno tre consiglieri a Fli. L’Udc passa così da sei a cinque consiglieri e paga con una defezione il suo atteggiamento rigido sull’appalto della Piscina, la goccia che ha fatto traboccare il vaso nei rapporti interni all’Udc. Così Di Paolo aderirà al Gruppo misto e da lì osserverà l’andamento dell’appalto: sarà comunque in buona compagnia perché un altro osservatore interessato è la Guardia di Finanza allertata da una serie di segnalazioni, a volte firmate a volte anonime, ma sempre molto circostanziate. Sul fronte Fli, in Comune si da per certa la formazione di un gruppo di tre consiglieri, tutti di peso: Liberato Aceto, Silvio Tavoletta e Dario Marrocco. Tempi duri per l’amministrazione in carica: 5 Udc più 3 Fli uguale 8. Quanto basta per avere in pugno la Giunta.

 Sebastiano Calella  29/11/2010 9.59

 

MARCO DI PAOLO:«CONFERMA L’USCITA DALL’UDC POI “SMENTISCE”»

 Dopo l’articolo di PrimaDaNoi.it il consigliere Di Paolo invia un comunicato nel quale si legge:«Dopo questi mesi di esperienza in Consiglio all’interno del Gruppo dell’UDC, ove pur non essendo tesserato sono stato candidato ed eletto, ho deciso da oggi di intraprendere un percorso diverso. Infatti, ho riscontrato che la posizione dell’UDC, sia a livello nazionale che locale, spesso si è dimostrata incerta e lontana dai valori del Centro Destra percui, nel rispetto che si deve agli elettori, ritengo più giusto iniziare un nuovo percorso all’interno di questa maggioranza continuando a sostenere senza dubbi ed incertezze il nostro Sindaco Umberto Di Primio. La decisione seppur sofferta l’ho maturato all’indomani della due giorni di Fara San Martino perché non desidero fare la politica delle schermaglie o dei distinguo avendo, invece, quale unico interesse quello di difendere le posizioni del partito anziché quelle degli elettori».

«Forse», aggiunge, «il mio non essere “politico” ma piuttosto appassionato della politica e della Città mi impedisce di accettare che quello che l’Udc sta facendo e, per chi fa politica, è “normale”. Però, per me, non lo è, perché penso che il ruolo di un Consigliere debba essere quello di dare risposte ai cittadini piuttosto che ad un partito».

 Passano pochi secondi e giunge un secondo comunicato dai toni diversi.

«Stucchevole, strumentale ed assolutamente falso è quanto scritto sul mio conto nell’articolo apparso su quotidiano on line PrimaDaNoi a firma di Sebastiano Calella che, evidentemente in virtù di notizie di seconda mano raccolte qua e la, senza neppure aver accertato la bontà delle sue fonti, mi ha accusato di un passaggio dall’UDC al Gruppo Misto per ragioni attinenti a vicende legate alla piscina comunale. Forse l’estensore dell’articolo non è informato che per la Piscina Comunale è stato predisposto un Bando a livello europeo sul quale non è possibile per nessuno fare pressioni di vario genere quindi la sua deduzione è del tutto errata».

Nell’articolo tuttavia si legge:«L’Udc passa così da sei a cinque consiglieri e paga con una defezione il suo atteggiamento rigido sull’appalto della Piscina, la goccia che ha fatto traboccare il vaso nei rapporti interni all’Udc». Il «suo atteggiamento rigido» è riferito al soggetto della frase che è l’Udc, tra le altre cose nell’articolo non si fa cenno alcuno alle «pressioni» di cui parla il consigliere. Nell’uscita dall’Udc non c’entra affatto la piscina? Registriamo la posizione ufficiale di Di Paolo.

 29/11/2010 15.32