Psicoriabilitazione: Villa Pini contesta i tagli "illegittimi" sui malati ex manicomio

Alessandro Biancardi

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PETRUZZI

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CHIETI. Villa Pini, gestione Petruzzi, all’attacco sulla Psicoriabilitazione. E a sorpresa spunta una delibera del 1999, peraltro introvabile negli archivi della Regione.

Recuperata in qualche faldone sembra spiazzare tutte le contestazioni fin qui mosse alla sistemazione dei malati psichiatrici: estremizzando il concetto, anche le Villette – superati i problemi urbanistici – sarebbero a norma. La delibera prevede, infatti, un regime assistenziale diverso per gli ospiti degli ex manicomi ed una sistemazione che non è quella delle leggi regionali vigenti per gli altri malati.

E allora? Le minacce di chiusura, i verbali ispettivi della Asl, le diffide per l’adeguamento delle caratteristiche alberghiere e sanitarie delle case famiglia? Tutta carta straccia: si fa confusione sul tipo di malati ospiti di queste strutture e sulla denominazione di questi gruppi di pazienti ospitati nelle ormai note 12 case famiglia tra Chieti e Ripa Teatina, in zone suburbane ed in quelle urbane (oltre che nelle Villette, come detto). Mentre l’ordinanza di chiusura del sindaco di Ripa per l’unica struttura del suo territorio è stata impugnata, una serie di incontri tra Petruzzi e la Asl (manager Francesco Zavattaro e Raffaele Sebastianelli, direttore del Dipartimento prevenzione) ha chiarito la linea del Policlinico Abano Terme che ora gestisce la casa di cura di Via dei Frentani con le annesse attività di Psicoriabilitazione. Come si ricorderà, nell’incontro con il Prefetto della scorsa settimana, sollecitato proprio da Petruzzi in vista dello spostamento dei malati per consentire la messa a norma delle strutture della Psicoriabilitazione, era stata fatta la richiesta di sistemare temporaneamente 73 pazienti all’interno di alcuni locali vuoti di Villa Pini. Dalla Asl è arrivata la risposta positiva per questo tipo di spostamento, ma intanto da Villa Pini è partita la contestazione di tutte le ispezioni e di tutte le verifiche negative delle strutture in attività. La Asl fa riferimento ad una molteplicità di norme e di requisiti molto diversi tra loro e poi nessuna ispezione applica la normativa in vigore che è quella definita dalla delibera scomparsa o dimenticata, una vera bomba a scoppio ritardato.

LA DELIBERA DIMENTICATA

 Si tratta di un provvedimento di Giunta regionale che ribalterebbe tutta la prospettiva e renderebbe nulla ogni contestazione a Petruzzi: è la delibera n° 244/1999, riconfermata negli anni ed anche recentemente, che parla del processo di deospedalizzazione dei malati di mente provenienti dai manicomi chiusi. In questa delibera si fa espresso riferimento all'attività di de-istituzionalizzazione dei malati psichiatrici, che sarà fatta in deroga al DPR 14 gennaio 1997 solo per le strutture destinate ad accogliere i pazienti provenienti dagli ex ospedali psichiatrici e dalle case di Cura a indirizzo psichiatrico, tra cui tutte le strutture di Villa Pini, ivi comprese Villette, Padiglione, ex Paolucci ed Azienda Agricola. Nel corso degli anni la Regione Abruzzo avrebbe dovuto provvedere a quantificare quanti di questi malati erano restati ospiti e ad individuare le nuove destinazioni di accoglienza, ma non lo ha fatto. Per cui Villa Pini era ed è autorizzata ad accogliere i pazienti psichiatrici usciti dal manicomio. In pratica solo per i nuovi pazienti bisognosi di psicoriabilitazione si applicano gli standard della legge del ‘97 e quelli della legge 32 del 2007. Di qui la richiesta ai Comuni ed alla Asl di ripristinare le autorizzazioni per tutte le strutture, in particolare per  l’Azienda agricola, le Villette, il Padiglione e l’ex Paolucci. Una mossa imprevista quella di Petruzzi: invece di lasciare, raddoppia. E mette in crisi il sub commissario Giovanna Baraldi, che già stava preparando un Piano di tagli selvaggi che avrebbe dato a Villa Pini solo una trentina di pazienti (con un centinaio di dipendenti di nuovo a spasso).

 Sebastiano Calella  23/11/2010 8.18