Sicurezza: Comune Vasto convoca consiglio straordinario

Alessandro Biancardi

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VASTO. Consiglio straordinario sulla sicurezza il prossimo 26 novembre.

La convocazione arriva dopo gli incendi dolosi e le risse verificatesi negli ultimi tempi. Sono stati invitati a partecipare il questore e il prefetto di Chieti. Con loro i referenti locali delle forze dell'ordine. Riflettori accesi sulla questione sicurezza anche per via di pubbliche denunce, in particolare, del vicepresidente del Consiglio comunale Riccardo Alinovi (Udeur) e del promotore del movimento 'Azzurro per la Liberta'' Stefano Moretti.

Proprio Moretti invita Christian Lalla a diffondere i parametri secondo i quali è stato eseguito il sondaggio e le caratteristiche del campione esaminato. Inoltre si chiede alla Questura ed alla Prefettura di diffondere i dati riguardanti tutti gli atti criminosi accaduti a Vasto negli ultimi anni.

«Con questo», spiega, «non si vuole assolutamente attaccare nessuno ma si pretende che la realtà non venga travisata».

L'Italia dei Valori, con un intervento del consigliere regionale Paolo Palomba, aveva evidenziato la necessità di avere a disposizione un numero maggiore di tutori dell'ordine.

Intanto ieri mattina conferenza stampa su Prg de Il Popolo della Libertà presso la sede del partito di Berlusconi in Corso Garibaldi. A parlare, i Coordinatori cittadini del Pdl, Etelwardo Sigismondi e Manuele Marcovecchio, ed il capogruppo in Consiglio comunale, Guido Giangiacomo. «L’amministrazione comunale esulta per l’approvazione delle nuove Norme Tecniche di Attuazione del Prg, ma in realtà viene a galla l’ennesima superficialità con la quale la Giunta Lapenna gestisce ogni singolo atto», hanno denunciato gli esponenti del Pdl.

«L’amministrazione comunale è giunta alla conclusione dell’iter dopo tre anni, tra divisioni interne, rimpasti di Giunta, e avvicendamenti dei vari dirigenti, riuscendo anche a far scadere i termini previsti per la validità delle misure di salvaguardia. Infatti – hanno spiegato - come rimarcato in Aula durante il Consiglio comunale di martedì, la legge 380, all’articolo 12, stabilisce in tre anni il termine delle stesse misure,  e questo vuol dire che il 24  ottobre l’Amministrazione ha fatto resuscitare, sebbene per pochi giorni, le vecchie norme tecniche. Martedì, accortisi dell’errore commesso – hanno proseguito - hanno cercato di correre ai ripari approvando delle norme senza completare l’acquisizione dei necessari pareri tra cui la Valutazione Ambientale Strategica e la Valutazione di Incidenza Ambientale necessarie a Vasto per la presenza delle aree Sic. La scorsa seduta del Consiglio comunale, quindi, ha evidenziato come anche su un tema che è stato il cavallo di battaglia del centrosinistra nella campagna elettorale del 2006, la maggioranza che amministra questa città è andata in affanno».
Poi gli esponenti di centrodestra hanno ribadito e spiegato il voto contrario espresso dal gruppo nei confronti dell’adozione definitiva della variante di piano puntualizzando come «sarebbe stato opportuno procedere contemporaneamente sia alla variante delle norme tecniche che a quella della zonizzazione, dando una risposta organica alla questione urbanistica vastese. Una mera diminuzione dei parametri edilizi, significa aggirare il problema piuttosto che risolverlo con grave potenziale impatto anche sulla economia vastese già sofferente a seguito della congiuntura nazionale».
In conclusione, Sigismondi, Marcovecchio e Giangiacomo hanno sostenuto che «con la modifica delle norme tecniche, l’Amministrazione comunale conferma la confusione e l’assenza di qualsiasi idea di città. La pianificazione costituisce, infatti, un obiettivo strategico e non può essere affrontata a compartimenti stagni, senza avere una visione d’insieme della città e più in generale dell’intero comprensorio. Avere modificato le norme tecniche, peraltro in modo illegittimo, alimenta solo confusione». Presente all’incontro con i giornalisti anche il Consigliere comunale Nicola Soria.
Anche Nicola Del Prete, coordinatore provinciale di Alleanza per l'Italia ha mostrato scetticismo: «queste norme tecniche votate dalla sinistra consiliare vastese non possono passare come il rimedio ad un’aggressione, per certi versi selvaggia, del nostro territorio».

«L’effettiva riduzione di cubatura che scaturirà da queste nuove norme sul Prg, alcune delle quali condivise, non può far gridare nessuno alla vittoria, specie la sinistra che, introducendo il concetto del rilascio di autorizzazioni “indirette”, punta a tenere sotto scacco quegli imprenditori e quei cittadini che vorranno costruire. Certo, alla fine costruiranno, ma dovranno condividere rilievi su rilievi che, inevitabilmente, il sindaco o l’assessore di turno potranno opporre al rilascio della concessione. E’ un metodo che non ci piace, così come non si può essere soddisfatti di aver approvato una nuova normativa, sulla cui legittimità bisogna ancora scrivere la parola fine, dopo 4 anni e mezzo di rinvii, modifiche e lentezze burocratica». Per Nicola Del Prete lo sforzo fatto è «minimo» e non «è stato indirizzato nel verso giusto».

20/11/2010 10.08