San Giovanni Servizi, «nomine discutibili e incomprensibili»

Alessandro Biancardi

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SAN GIOVANNI TEATINO. Nuova nomina per la presidenza della società mista pubblico-privata San Giovanni Servizi.

 

L'azienda si occupa dell'intera gestione dei servizi di igiene urbana: è partecipata al 51% dal Comune e per la parte restante, da due società private.

Nelle scorse settimane il presidente si è dimesso e il sindaco con un avviso pubblico del 18 ottobre ha informato la cittadinanza che chiunque fosse stato interessato a ricoprire tale carica avrebbe potuto inviare il proprio curriculum nei successivi 20 giorni.

«Il giorno successivo, il 19 ottobre», raccontano Sandro Paludi e Alessandro Feragalli del gruppo consiliare Unione per San Giovanni Teatino, «il primo cittadino ci ha ripensato revocando l’avviso pubblico e nominando l’unico candidato che nel frattempo aveva manifestato la propria disponibilità ad assumere l’incarico».

Si legge, infatti, nel documento di Caldarelli, che «per corrispondere ad una esigenza di tempestività nella ricomposizione dell'organismo di amministrazione della partecipata pubblica» e per «esigenze di celerità ed economicità» si revoca l'avviso pubblico.

Ma chi è stato l'unico che in appena 24 ore è riuscito a presentare la propria candidatura? Mauro La Torre, fino ad allora vice sindaco di San Giovanni Teatino, dimessosi lo stesso giorno da assessore e consigliere comunale.

La Torre è andato così ad integrare un Consiglio di amministrazione nominato appena 5 mesi prima, con delle scelte che i consiglieri di opposizione definiscono «discutibili».

«Lo scorso 10 maggio», spiegano, «di fronte a cinque curricula pervenuti sono stati indicati a ricoprire la carica di amministratori della San Giovanni Servizi un architetto ed un assicuratore che non avevano mai gestito prima delle aziende, mentre i due esclusi sono dei laureati in economia e management con il massimo dei voti ed esperienza pluriennale nella revisione dei conti e gestione di aziende pubbliche e private».

Il regolamento comunale relativo ai criteri di nomina stabilisce che nella scelta delle persone si dovrà fare riferimento ai requisiti di competenza e professionalità richiesti per lo specifico incarico e che i candidati debbano avere una documentata esperienza tecnico-amministrativa, correlata ai compiti propri dell’Ente cui la persona viene destinata.

«Dato atto che i professionisti che avevano i maggiori requisiti richiesti dal regolamento sono stati esclusi», continuano Paludi e Feragalli, «chiediamo al sindaco Caldarelli di spiegare ai cittadini come abbia operato nella valutazione comparativa dei rispettivi curricula e quali siano i requisiti specifici in possesso delle persone scelte rispetto ai candidati esclusi. Chiediamo al sindaco Caldarelli di spiegare ai cittadini perché un avviso pubblico che deve durare venti giorni dopo un solo giorno e con l’unico curriculum pervenuto venga revocato. Non vogliamo pensare che possano avere minimamente influito altri “requisiti”, come ad esempio l’appartenenza politica e il rapporto di parentela o di collaborazione professionale esistente tra i selezionati ed alcuni esponenti politici locali, ma nel rispetto del principio di trasparenza ai cittadini questi aspetti vanno chiariti».   

19/11/2010 9.38