Operazione 'Shot 2009': 7 arresti e 12 perquisizioni. Droga dalla Calabria, riciclaggio in Abruzzo

Alessandro Biancardi

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GIUSEPPE CAVALLARI

GIUSEPPE CAVALLARI

CHIETI. Maxi operazione dei carabinieri di Chieti scattato questa mattina all'alba nelle province di Chieti, Pescara, Reggio Calabria, Como, Gorizia e Brindisi. 7 arresti e 12 perquisizioni.

Dalle prime ore di questa mattina, a conclusione dell’indagine denominata “shot 2009”, i carabinieri del comando provinciale di Chieti, supportati da unità cinofile e dai colleghi di Pescara, Reggio Calabria, Como, Gorizia e Brindisi, stanno dando esecuzione a 7 provvedimenti restrittivi, al sequestro preventivo di beni immobili e quote societarie, nonchè a 12 perquisizioni domiciliari a carico di ulteriori coindagati.

Nel contesto delle indagini, che avevano già consentito di trarre in arresto 3 persone e sequestrare oltre 8 chili di cocaina, è stato accertato che i responsabili dell’associazione avevano provveduto a reimpiegare i capitali illecitamente guadagnati in attività commerciali lecite ed immobili.

I particolari dell’operazione saranno comunicati nel corso della conferenza stampa che si terrà in tarda mattinata.  

19/11/2010 8.31

LA DROGA DALLA CALABRIA, IL RICICLAGGIO IN ABRUZZO

 Era dedita a reperire, acquistare e cedere ingenti quantità di cocaina il sodalizio criminale, facente capo a pregiudicati di origine calabrese trapiantati in provincia di Chieti da alcuni anni, sgominato dai carabinieri del Comando provinciale di Chieti e che ha portato all'arresto di cinque persone mentre altre due risultano irreperibili. L'indagine, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia de L'Aquila ha portato all'emissione di sette ordinanze di custudia cautelare, cinque delle quali eseguite: in carcere sono finiti Simone Cuppari, 29 anni, calabrese residente in provincia di Chieti, Antonio Mesiano, 44 anni, anch'egli di origini calabresi ma residente nel chietino, Guido Spinelli, 41 anni della provincia di Pescara. Arresti domiliari invece per Marcello Solazzo, 27 anni, pugliese residente in provincia di Gorizia e per Giuseppe Lopresti, 26 anni della provincia di Reggio Calabria. Le persone irreperibili sono entrambe calabresi. L'accusa per tutti è associazione per delinquere finalizzata al traffico di ingenti quantità di sostanze stupefacenti e reimpiego di capitali di provenienza illecita in attività lecite.

Nel corso delle indagini i carabinieri di Chieti avevano sequestrato, fra aprile e settembre dell'anno scorso, 8,3 chilogrammi di stupefacenti arrestando tre persone in flagranza. La droga partiva dalla Locride con auto ogni volta diverse e giungeva nelle province di Chieti e Pescara ma il sodalizio operava oltre che in Abruzzo, anche in Calabria, Puglia e Lombardia. Una delle auto, una Peugeot, era stata modificata in modo da poter nascondere droga e denaro dietro un vano portaoggetti le cui apertura veniva comandata dal simultaneo utilizzo del freno, della luce dell'abitacolo e mettendo in moto l'auto stessa L'operazione di oggi, denominata Shot 2009, ha riguardato anche le province di Como, Gorizia e Brindisi oltre a quelle di Reggio Calabria, Pescara e Chieti.

In queste ultime i carabinieri hanno sottoposto a sequestro preventivo due appartamenti, ubicati a Francavilla al Mare e quote societarie di una lavanderia industriale in provincia di Pescara, che nel frattempo è stata chiusa, e di una concessionaria di auto a Chieti: il tutto per un valore complessivo di 800 mila euro.

Sono state eseguite inoltre 12 perquisizioni domiciliari nei confronti di altrettanti coindagati. Secondo quanto accertato dai carabinieri di Chieti, che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa, in sei mesi di osservazioni il traffico di stupefacenti avrebbe toccato quota venti chilogrammi. Il comandante provinciale, colonnello Giuseppe Cavallari, ha detto a proposito degli arrestati che non si può parlare espressamente di ndrangheta: «Sono dei soggetti che erano in contatto con la regione d'origine e da questa provenivano le ingenti quantità di cocaina che veniva destinata ai mercati dell'Abruzzo, della Lombardia e della Puglia. Soggetti che erano stati attenzionati sulla base dell'attività informativa dell'Arma, soggetti non di grande spessore criminale e che quindi potevano non apparire. Soggetti - ha aggiunto Cavalari - che erano riusciti ad inserirsi normalmente avviando anche attività lecite. Soggetti che però, proprio per alcuni contatti che noi siamo riusciti ad evidenziare, sono diventati elementi di interesse investigativo e hanno portato agli sviluppi di oggi».

Uno degli indagati, Gianluca Saponaro, 28 anni, ritenuto referente dell'organizzazione per la distribuzione e lo spaccio della cocaina in provincia di Brindisi, è stato ucciso con un colpo d'arma da fuoco il 19 giugno scorso a San Pietro Vernotico da pregiudicati del posto arrestati dai carabinieri di Brindisi.

 19/11/2010 14.30