Due pazienti gravi espulsi dalla Asl: la denuncia del Tribunale del malato

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2176

ALDO CERULLI TDM CHIETI

ALDO CERULLI TDM CHIETI

CHIETI. Due pazienti gravi espulsi dalla Asl: non possono essere più assistiti a Villa Pini.  La comunicazione è arrivata improvvisa ai familiari che si sono rivolti al Tribunale del malato ed ad un legale per impugnare il provvedimento.

 Sembra la solita storia della burocrazia cieca e sorda, almeno stando alla ricostruzione del Tdm.

«Io non entro nel merito delle decisione medica – spiega Aldo Cerulli, presidente del Tdm – so solo che due famiglie si sono rivolte d’urgenza a me perché si sono trovate di fronte ad un’espulsione improvvisa decisa dalla Asl senza tanti complimenti. Io contesto la modalità con cui si è detto: riprendetevi il malato. Nel primo caso si tratta di un tetraplegico non autosufficiente già ricoverato per riabilitazione e sottoposto a controllo per la richiesta di proroga del trattamento. Dopo 20 giorni, con due segni di croce su due caselle di un foglio prestampato, il paziente è stato liquidato su due piedi. Non una nota di chiarimento, non un minimo margine per fare organizzare il trasferimento. Quando sono arrivato nella stanza», dice, «il paziente era in piena crisi d'ansia e pieno di tremori. Tra l'altro era caduto e si era prodotto lesione al torace, per cui è stato portato al Pronto Soccorso. Io contesto la mancanza di preavviso, non si può ignorare la situazione familiare e sociale, ci vuole tempo per ricercare un'altra struttura di media o bassa intensità assistenziale. Perché un fatto è certo: questo malato necessita di un’assistenza continua».

 Ma è vero che mentre seguiva questo caso, se n’è verificato un altro?

«Sì, mi ha telefonato una signora disperata perché anche lei aveva ricevuto comunicazione di “espulsione” da Villa Pini per  il figlio incapace di intendere e di volere. Tra l’altro è anche tracheotomizzato per difficoltà respiratorie ed ha una cannula per respirare più varie flebo e cateteri. Anche per lui la Commissione della Asl ha deciso il suo destino con due segni di croce su un modulo – spiega Aldo Cerulli - anche qui non entro nel merito della decisione, ma non è accettabile che venti giorni dopo la visita si prenda un provvedimento “espulsivo” senza concedere preavviso e soprattutto quando su questo paziente c'era una sospensiva sulla decisione di levare la cannula e consentire la respirazione normale, previa  rieducazione ed istruzione per l'assistenza».

«Come può essere assistito un minorato psichico», conclude Cerulli, «peraltro in precarie condizioni e con cannula che deve essere costantemente tenuta sotto controllo...da chi? da una povera mamma impaurita non in grado di compiere operazioni per le quali si richiede specializzazione e perizia? Ma che mondo viviamo?»

18/11/2010 10.29