Sfiorata la "rissa" durante e dopo il consiglio provinciale di Chieti

Alessandro Biancardi

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CHIETI. E’ scontro sempre più duro tra la maggioranza di centrodestra e il centrosinistra in Consiglio provinciale.

 

Nell’ultima seduta il Pd ha denunciato attacchi alle persone e superamento del limite della continenza, accuse subito rigettate dal vicepresidente della giunta Antonio Tavani che non è stato tenero verso gli avversari politici. Alla fine però i consiglieri provinciali di minoranza hanno abbandonato l’aula per protestare «contro il comportamento antidemocratico ed offensivo» di Tavani. Secondo la minoranza Tavani avrebbe «irriso il consigliere provinciale Angelo Radica usando espressioni non adeguate per un’assise pubblica». La discussione si era animata sulla presentazione di un ordine dl giorno sul trasporto pubblico locale promosso dall’Unione delle province che chiedeva la riduzione del taglio del trasferimento di risorse nazionali alle regioni.

La maggioranza, su proposta di Tavani, ha votato contro.

Secondo il centrosinistra la maggioranza non sarebbe compatta e certi malumori sarebbero emersi anche all’inizio di seduta allorquando il consigliere Antonio D’Ugo (Udc) ha ritirato un odg sulla sanità presentato tempo addietro e “bloccato” dalla stessa maggioranza.

Secondo il consigliere Radica (Pd) si sarebbe arrivati al paradosso con la bocciatura dell’odg approvato dall’Unione delle province ma presentato dal Pd contro il taglio delle risorse per il trasporto pubblico locale.

«La motivazione di questa bocciatura», ha detto Radica, «risiede nel fatto che era stampato su carta intestata del Pd e firmato dal sottoscritto. I pensionati, i giovani, le donne, gli abitanti delle aree interne, i più deboli devono sapere che dal 1 gennaio 2011 pagheranno di più il biglietto dei pullman e dei treni, avranno meno corse per colpa dell’Assessore Provinciale ai Trasporti Tavani, della Giunta Regionale e del Governo nazionale».

«La misura è colma e cominciamo a non poterne più delle intemperanze verbali e delle continue provocazioni del vice – presidente della giunta provinciale di Chieti Antonio Tavani», dice il capogruppo del Pd in consiglio provinciale Camillo D’Amico, secondo il quale si sarebbe sfiorata la rissa.

Tavani, invece, parla di falsa ricostruzione dell'opposizione e di speculazioni.

«Nel consiglio provinciale di ieri», spiega Tavani, «non ho proposto alcun aumento delle tariffe per i pendolari, né il consiglio provinciale ha votato a favore di un tale aumento: è una falsità. D’altronde l’inganno e la calunnia sono comportamenti tipici di chi, per scrivere un ordine del giorno, ha la necessità di copiare (alla perfezione) un ordine del giorno già approvato da altro ente un mese prima. Questo è esattamente quello che è avvenuto durante l’ultima Assise Provinciale. Il consigliere Radica ha presentato un ordine del giorno identico a quello già approvato dagli assessori ai trasporti dell’UPI (Unione delle Province Italiane) lo scorso 14 settembre, per questo ho invitato – nella qualità di assessore ai Trasporti – tutti i consiglieri a votare contro, proprio perché era una cosa che la Provincia di Chieti – tramite UPI al tavolo al quale sono delegato – aveva già fatto. E non potevo invitarlo a ritirare l’o.d.g. proprio perché Radica stavolta aveva tentato di ingannare l’intero consiglio “copiando”».

Secondo Tavani l’ordine del giorno in questione impegnava il presidente a: - individuare opportune forme di finanziamento atte a lenire la situazione di forte difficoltà determinatasi a seguito dei tagli alle risorse di Province e Regioni; - approfondire gli aspetti direttamente inerenti la garanzia di copertura finanziaria dei contratti già in essere da parte delle Regioni; - Verificare i possibili incrementi di percorrenza, anche rispetto ai contratti di esercizio in essere e ai conseguenti aumenti di costo determinatisi sui servizi di Tpl per effetto delle variazioni al tempo scuola introdotte dalla cd “riforma Gelmini” sull’intero territorio nazionale. Variazioni che hanno determinato sostanziali cambiamenti negli orari del servizio pubblico di trasporto.

L’Upi però secondo il vicepresidente si era già impegnata a farlo. «Nessun aumento delle tariffe quindi», conclude Tavani, «è ora di porre fine a questi giochetti. Noi abbiamo l’onore e l’onere di governare in un momento molto difficile come quello attuale, un momento in cui la politica di rigore e la crisi generalizzata ci impongono una graduale riduzione dei servizi. Non possiamo quindi perdere tempo a rispondere a bieche provocazioni. Chi invece ha governato nel passato, mettendo in ginocchio un intero territorio, può divertirsi a scrivere menzogne».

17/11/2010 8.48