Provincia Chieti, debiti per 5 milioni: «a rischio nuove assunzioni»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Pdl spara a zero contro l’eredità del centrosinistra: «debiti per 5 milioni di euro». Coletti: «impossibile».*LA SCHEDA: I NUMERI SECONDO IL PRESIDENTE DI GIUSEPPANTONIO

Ad oltre un anno dal ''cambio di gestione'' alla Provincia di Chieti l'eredità Coletti si farebbe ancora sentire. Ne è certa la maggioranza e nelle ultime ore, in occasione della discussione in Consiglio provinciale del rendiconto di gestione 2009, il capogruppo del Pdl Paolo Sisti, ha messo sul tavolo tutte le criticità della situazione economica.

«Con l’approvazione del conto consuntivo 2009 – ha spiegato Sisti in aula – è emerso il bilancio in disavanzo per 5 milioni di euro e dichiarazione da parte del Ministero dell’Interno di Ente strutturalmente deficitario. Dal 1° gennaio 2011», ha ricordato ancora il capogruppo, «dovremo rispettare le limitazioni imposte dal Testo Unico agli enti in situazione di deficitarietà strutturale ed in particolare dovremo sottoporci al controllo centrale sulle dotazioni organiche e sulle assunzioni di personale da parte della Commissione per la finanza e gli organici degli enti locali».

Ma per Coletti qualcosa non quadra: «emergono debiti che sotto la mia gestione non sono mai saltati fuori e, per i quali, i creditori non hanno mai fatto azioni. La realtà», continua l'ex presidente, «è che il centrodestra in Consiglio Provinciale ha votato contro la proposta del centrosinistra per la nomina di una commissione di inchiesta sulla gestione del bilancio dell’Ente nell’ultimo decennio. Noi vogliamo andare fino in fondo, il centrodestra sembra avere timore e preoccupazione di una commissione del genere. Questi sono i fatti».

L'esponente del Pd ammette che l’Ente ha avuto difficoltà di gestione nel 2009, «ma la ragione è che il Governo Berlusconi e quello Regionale di Chiodi hanno trasferito alla Provincia di Chieti nove milioni in meno rispetto alla somma trasferita nell’anno precedente. Questo non lo dicono gli esponenti del centrodestra perché temono di essere bacchettati. Lo dicono però gli atti che sono stati approvati».

 LE RIPERCUSSIONI

 Adesso per la maggioranza, con le casse in questo stato, potrebbero trovare una limitazione le assunzioni a tempo determinato effettuate a carico del bilancio provinciale: «la Commissione, di norma», ha spiegato Sisti, «in via prudenziale, applica la regola che vige per gli enti dissestati, in virtù della quale la spesa per tale finalità deve essere ridotta a non oltre il 50 per cento della spesa media sostenuta a tale titolo per l’ultimo triennio antecedente l’anno nel quale si è sottoposti al controllo».

Altre limitazioni alle quali l’ente dovrà sottostare, secondo quanto illustrato dal capogruppo del Pdl, sono quella di non poter costituire uffici di staff alle dirette dipendenze del Presidente della Provincia e della giunta con collaboratori assunti con contratto a tempo determinato, e l’altra di non poter stipulare contratti a tempo determinato per la copertura di posti di responsabili dei servizi o di qualifiche dirigenziali o contratti a tempo determinato per i dirigenti e le alte specializzazioni al di fuori della dotazione organica, ai sensi dell’art. 110 del Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali.

 IL PD BOCCIA IL BILANCIO REDATTO DAL PD

 E due giorni fa il gruppo del Pd, insieme agli altri gruppi della minoranza di centrosinistra, ha votato contro al bilancio consuntivo 2009.

Un voto inusuale in considerazione del fatto che per sei mesi l’ente è stato amministrato proprio dal centrosinistra, con Tommaso Coletti presidente, ed il bilancio di previsione è stato redatto, proposto ed approvato sotto la medesima egida politica.

«Abbiamo espresso un convinto ma sofferto voto contrario al bilancio consuntivo 2009», ha spiegato il consigliere Camillo D'Amico, «non per irresponsabilità politica ma perché, ancora una volta, dalla maggioranza non sono giunte convincenti risposte al reitero di una serie di specifici quesiti posti negli articolati interventi di merito  fatti dai colleghi Coletti, Radica e Tamburrino; tra l’altro, proprio per non essere equivoci, abbiamo fatto fare un intervento scritto dall’ex presidente Coletti verso la quale, l’attuale Enrico Di Giuseppantonio, ha definito lo stesso mistificatorio e reiterato il solito disco incantato di addebitare tutte le responsabilità deficitarie ed organizzative in capo all’ente sul centro – sinistra sottacendo quando invece è ormai chiaro ed acclarato a tutti che, molti dei debiti frettolosamente riconosciuti dal centro – destra, sono riferiti ad amministrazioni precedenti con responsabilità dirigenziali che ricadono su soggetti verso la quale i nuovi amministratori hanno convintamente continuato ad investire».

«Nessuna risposta concreta», per il Pd, in merito alle attività «lasciate in itinere ed ancora bloccate», sul calo di oltre il 40% rispetto al 2008 dei trasferimenti di risorse finanziarie da stato e regione o sul perché i debiti fuori bilancio, «certificati dagli stessi dirigenti, siano lievitati da poche centinaia di migliaia di euro del 2008  a diversi milioni nel 2009, timidezza nel dare risposte convincenti e credibili sull’inerzia prodotta per le politiche a sostegno dell’occupazione e degli investimenti per le infrastrutture; solo la solita litania che accampano ad ogni circostanza che non ci sono soldi e la provincia è bloccata per colpa nostra»

«Siamo stanchi, stufi e depressi», chiude D'Amico. «Vogliamo fare chiarezza ed avere contezza su tutto e, per questa ragione, rilanciamo la necessità di una commissione di studio ed approfondimento che operi senza limiti e bavagli perché i cittadini amministrati conoscano sino in fondo la verità, cada ogni alibi a giustificazione del nulla sin qui realizzato e comincino a vedere la capacità amministrativa e realizzativa di un governo di centro – destra che avevano votato con ben altri convincimenti».

 02/09/2010 11.19

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LA SCHEDA: I NUMERI SECONDO IL PRESIDENTE DI GIUSEPPANTONIO

 «Il conto consuntivo 2009 chiude con un disavanzo di 5,2 milioni di euro, ma i debiti sono già arrivati a 8 milioni di euro fino alla ricognizione di ieri»: il presidente Di Giuseppantonio ha illustrato la situazione economica della Provincia e il piano di rientro.

Il rendiconto di gestione dell'anno 2009, approvato dal Consiglio provinciale il 31 agosto scorso, ha chiuso in disavanzo per 5.240.651,65 euro, «a cui vanno aggiunti», ha spiegato il presidente, «altri debiti che gli uffici stanno ancora riconoscendo e che porta il totale a oltre 8 milioni. In più c'è una sofferenza di cassa pari a 10 milioni di euro».

Per Di Giuseppantonio «oltre al dato del disavanzo del conto consuntivo occorre considerare che bisogna riconoscere debiti fuori bilancio già esaminati nel corso dell'anno 2009 e posti all'approfondimento della commissione consiliare competente e dei revisori dei conti per un totale di 1.435.843,40 euro; inoltre, nel corso del 2010 sono emersi e sono in corso di istruttoria ulteriori debiti per 1.418.093,31 euro. Il totale dunque ammonta a 8.094.588,36 euro».

Di Giuseppantonio parla anche di una sofferenza di cassa di circa 10 milioni di euro, «dovuta al fatto che il Ministero dell'Interno dall'anno 2007 non ancora provvede a corrispondere i trasferimenti dovuti per l'ammontare di oltre 5 milioni, oltre al fatto che già risultano iscritti in bilancio, tra i residui attivi, entrate derivanti da sentenze per fitti arretrati dell'Istituto d'Arte di Chieti che il Comune deve ancora pagare, per un totale di circa 6 milioni, di cui 2,5 già spesi dall'amministrazione precedente».

«È la prima volta», ha protestato il presidente, «che si determina un risultato negativo nella storia della Provincia di Chieti. Attualmente, fatti salvi i necessari approfondimenti richiesti anche dai revisori dei conti, è ipotizzabile che la Provincia si trovi in condizione di “Ente strutturalmente deficitario”, con conseguenze ulteriormente penalizzanti per l’organizzazione interna della Provincia e per le possibilità per l’amministrazione di svolgere una azione efficace per i cittadini, per le associazioni, per le imprese».

 

02/09/2010 17.14