Discarica amianto Ortona, Marrollo contro «il teatrino della politica»

Alessandro Biancardi

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ORTONA. «Sulla questione della discarica di cemento- amianto «si continua con la farsa della battaglia para-ecologista».«IMPIANTO MAI CHIUSO PER DIFFORMITA'» 

La pensa così il direttore generale della Società Meridionale Inerti Gianfranco Marrollo secondo il quale la vicenda che coinvolge la sua ditta non è paraganobile alla paventata realizzazione del Centro-Oli e si confonderebbe l' inquinamento con rimozione di rifiuti.

«Si continua a ignorare un programma regionale di rimozione amianto avviato dalla stessa regione a partire dal 2001», insiste Marrollo, «che nello stesso sia contenuta l’individuazione dei siti di smaltimento. Che il programma è stato gestito dalle diverse amministrazioni succedutesi e abbia registrato le convergenze di entrambi gli schieramenti politici. Si cerca di confondere la legalità con

l’illegalità. Si continua a ignorare che ogni giorno», continua, «da varie parti della regione, provengono richieste di bonifica di siti da tempo abbandonati a se stessi e le discariche abusive restano immobili dove sono».

Per Marrollo «proprio la classe politica» si rifiuterebbe di «riconoscere la legislazione che ha approvato» e adesso si starebbe adoperando per negare ciò che ha dettato. «Dalle polemiche scaturite su questo argomento traspare evidente che non interessa tanto portare a termine un

programma decennale atto a risolvere i problemi dello smaltimento, ma piuttosto di innescare un teatrino fatto di proclami e provvedimenti atti a sostenere una sola affermazione ''No nel mio giardino''».

E intanto in seguito alla bocciatura da parte del Consiglio Regionale dell’emendamento alla legge regionale n. 36 del luglio 2010 in materia di discariche d’amianto presentato dall’opposizione, il referente dell'area ortonese del dipartimento “Giovani Italia dei Valori - Abruzzo” Alessandro Procida,contesta il centrodestra: «la maggioranza si è limitata a bocciare l'emendamento, non presentando neppure una proposta alternativa, in barba ai continui proclami fatti in più sedi per rassicurare gli abitanti di Ortona, di Crecchio e di tutto il territorio del comprensorio».
«I cittadini chiedono che la questione della Discarica di Amianto venga trattata alla stregua del Centro Oli», prosegue Procida, «in quanto, a differenza di quest'ultima, le amministrazioni comunali si sono espresse unanimemente contrarie al progetto, ma visti i risultati dell'ultima votazione regionale a riguardo, ci si interroga sulla effettiva volontà politica di bloccare l'attività dalla SMI (Società Meridionale Inerti)».

12/11/10 11.45

«IMPIANTO MAI CHIUSO PER DIFFORMITA'» 

Marrollo replica anche ad alcuni interrogatovi del consigliere regionale dell'Idv, Cesare D'Alessandro, e spiega che «l’autorizzazione all’impianto è stata rilasciata, il 17.07.2010, al fine di consentire l’adeguamento dello stesso alle norme del Decreto Legislativo n. 36 del 2003 nonché dopo cinque lunghi anni di procedimento amministrativo iniziato nel 2005 e finito nel luglio del 2010».

La legge Regionale n. 36 dell’agosto 2010 meglio nota come “Febbo-D’Alessandro” è stata emanata successivamente alla data di rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale. «Tuttavia», spiega sempre Marrollo, «per evitare che la legge potesse essere palesemente definita “ad personam”, nonché per evitare censure del Governo e della Magistratura amministrativa circa la sua anticostituzionalità e la sua contrarietà ai principi legislativi Europei e, infine, non potendo essere retroattiva, il legislatore regionale ha dovuto porre in essere un’alchimia lessicale che, tuttavia, non è riuscita ad impedire il blocco dell’impianto. Inoltre, deve

essere precisato che l’impianto in questione non è stato mai bloccato né per provvedimento amministrativo né giudiziario. Al contrario l’attività è stata spontaneamente sospesa dall’azienda per iniziare il procedimento amministrativo (lungo ben 5 anni) per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale utile al proseguimento dell’attività alla luce dell’effettuazione degli adempimenti previsti dalla legge del 2003».

Marrollo precisa inoltre che «l’impianto non è mai stato chiuso per difformità, ma spontaneamente sospesa l’attività per intraprendere la lunga e tortuosa strada dell’adeguamento. Il cambio di destinazione dell’impianto è stato imposto dalla nuova legge che richiede, per il cemento-amianto, una discarica dedicata monouso a differenza di quanto precedentemente previsto». 13/11/10 11.00