Villa Pini, baci e abbracci di fronte al Prefetto, guerra dietro le spalle

Alessandro Biancardi

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ANGELA BARALDI

ANGELA BARALDI

PESCARA. Dura lo spazio di una notte il clima disteso della trattativa al tavolo prefettizio sulla Psicoriabilitazione di Villa Pini.

 

Alle otto di sera di martedì baci e abbracci tra la sanità regionale ed il nuovo gestore delle case famiglia (Petruzzi e curatore fallimentare), alle otto di mattina di mercoledì la notifica da parte della Regione della revoca dell’accreditamento dell’Azienda agricola, una delle strutture psicoriabilitative situata in territorio di Ripa Teatina. Che il provvedimento possa essere giustificato o meno si deciderà al Tar, visto che il curatore ha già dato incarico ai suoi legali di opporsi. Quello che non quadra in questa vicenda sono i tempi ed i modi dell’operazione: il provvedimento a firma Chiodi-Baraldi è del 28 ottobre (delibera 64/2010), la lettera di comunicazione è del 4 novembre, il timbro della spedizione è del 5, la riunione dal Prefetto è di martedì 9. Ma nessuno, né il sindaco di Ripa, Mauro Petrucci, né Maria Crocco, direttore della sanità regionale, né tanto meno il sub commissario Giovanna Baraldi ne hanno fatto cenno al Prefetto o agli interessati. Ai quali, invece, è stato detto, come abbiamo chiaramente riportato, che in una settimana si sarebbe trovata la soluzione alle criticità esistenti per consentire l’erogazione di questo tipo di assistenza ed il mantenimento dei livelli occupazionali. In verità qualche sospetto sul clima troppo “disteso” lo avevamo segnalato, ma come sempre la realtà supera l’immaginazione. «Si è trattato solo di un aspetto sanitario», spiega Mauro Petrucci, sindaco di Ripa, che è anche medico e assessore provinciale, «la Asl ce lo aveva segnalato e noi l’abbiamo girato alla Regione. Dal punto di vista urbanistico invece la situazione è stata sanata con il condono». E’ un’interpretazione riduttiva della vicenda, visto che il problema si inserisce nel quadro più ampio della trattativa sul problema della psicoriabilitazione da far funzionare secondo standard condivisi e simili a quelli di altre strutture funzionanti in Abruzzo. E nel quadro dei rapporti tra le istituzioni (Prefetto, Regione, Tribunale fallimentare) che non possono essere improntati alle furbizie. Che conseguenze avrà questo sotterfugio di marca emiliana che cancella in un attimo la cordialità dei rapporti al tavolo del Prefetto di Chieti? Difficile dirlo. L’impressione ricorrente, quando si parla di Villa Pini, è che il fantasma di Angelini agiti ancora le vicende della sua clinica. Insomma colpisce ancora il piano per la cancellazione totale di questo imprenditore. Chissà. Petruzzi ed il curatore sono avvisati: c’è un surplus di ostilità nei loro confronti. Petruzzi perché è sceso dal Veneto e la Ivone perché è venuta da Roma, entrambi a rompere equilibri di potere. Altro che Abruzzo forte e gentile….

Sebastiano Calella  11/11/2010 10.58