Ortona, il Wwf dice no al deposito del pet coke

Alessandro Biancardi

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ORTONA. Ortona potrebbe presto ospitare un deposito di stoccaggio di Pet -Coke, attualmente in Verifica di Assoggettabilità a VIA – Valutazione di Impatto Ambientale.

Potrebbe così concludersi l'iter, così come richiesto dell'azienda proponente Fratelli Nervegna Autotrasporti Srl che  chiede “l’esonero” dalla VIA.
La regione Puglia, ricorda però oggi Ines Palena, presidente Wwf Zona Frentana Costa Teatina, con una  determina regionale (5/9/2005)  sul  deposito di Pet-coke nell'Italcave di Statte Brindisi,  non se l'è sentita di escludere che il Pet-coke potesse essere anche «cancerogeno, mutageno e teratogeno» e pertanto ha ritenuto di  
sottoporre a procedura di VIA il progetto in esame al fine di chiarire la qualificazione del Pet-coke come "sostanza pericolosa".
Il Pet-Coke è l'ultimo prodotto delle attività di trasformazione del petrolio, tanto da guadagnarsi il nome di "feccia del petrolio". 

«Contiene», spiega Palena, «una miscela di sostanze estremamente pericolose, come idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti (vanadio, nichelio), alto contenuto di zolfo (anche oltre il 7%) e cloro. Le sostanze contenute nel pet-coke oltre ad una tossicità intrinseca sono indicate anche come cancerogene (come il benzopirene) e/o mutagene. La prima proprietà provoca tumori di vario genere, la seconda modificazioni genetiche, tra cui malformazioni nei nascituri».
I luoghi di Ortona deputati al transito e allo stoccaggio di questo materiale sono il porto, dove navi lo scaricheranno, e la zona industriale in  Contrada Tamarete, in un’ area allestita pari a 100 metri di lunghezza e 30 metri di larghezza, all'aperto, tra 2 capannoni per i cereali e le farine di soia.
Il sito di stoccaggio in un anno ospiterà 75.000 tonnellate di questo derivato del petrolio pari a 18.000 metri cubi.
«Ci saranno 5.833 autotreni  all’anno per l'ampliamento dell'attività dell'azienda», prova a calcolare Fabrizio Arduini, «che, oltre al Pet-Coke, movimenteranno cereali e farina di soia. Considerando che vanno raddoppiati per tenere conto dell’ingresso e dell’uscita, ogni anno circoleranno 11.666 autotreni, circa 55 al giorno che si andranno a sommare a quelli di altre attività portuali».
La paura maggiore è per la spiaggia dei Saraceni a ridosso di uno degli snodi viari in questione: «non potrà che subire in estate  tutte le problematiche inerenti, dallo smog al rumore, che andranno a sommarsi al flusso dei turisti e bagnanti», sottolinea Palena.
Il Wwf presenterà le osservazioni al progetto,  «per scongiurarne la realizzazione, data la pericolosità del composto stoccato e le zone densamente abitate e frequentate d’estate, dove sono previste le operazioni di sbarco, trasporto e caricamento merci».
Secondo l'associazione ambientalista basterebbe un piccolo incidente agli automezzi o alla nave in fase di attracco e si registrerebbe «l'ennesima tragedia italiana largamente annunciata, per non parlare delle micidiali polveri sottili che in queste fasi vengono disperse nell'aria».

 

02/09/2010 8.50