Villa Pini, in Prefettura prove di accordo per la Psicoriabilitazione

Alessandro Biancardi

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ZAVATTARO E DI PRIMIO

ZAVATTARO E DI PRIMIO

CHIETI. Volti distesi, qualche sorriso, disponibilità a far sapere che la Psicoriabilitazione di Villa Pini, pur con tutti i suoi problemi, non rischia la chiusura.

 

Al contrario c’è la volontà comune di superare le criticità. Questo, in sintesi, il risultato dell’incontro in Prefettura tra Villa Pini, Asl di Chieti e Regione, dopo che il Prefetto di Chieti Vincenzo Greco è riuscito a fare un mezzo miracolo: le parti, infatti, hanno condiviso un percorso per uscire dalla contrapposizione che si profilava tra leggi, regolamenti e direttive e che metteva a rischio la prosecuzione dell’assistenza nelle case famiglia. Erano da poco passate le 20, ieri sera, quando dagli uffici della Prefettura al primo  piano del Palazzo della Provincia sono scesi alla spicciolata per primi Amedeo Budassi, direttore sanitario della Asl di Chieti e Francesco Zavattaro, il manager Asl (seguìto da un’ampia delegazione di funzionari, compreso Raffaele Sebastianelli, Dipartimento Prevenzione, per il suo ruolo ispettivo). A seguire, via via, sono scesi il sindaco di Chieti Umberto Di Primio, il collega di Ripa Teatina Mauro Petrucci, Maria Crocco, direttore dell’assessorato regionale alla sanità, il sub commissario regionale Giovanna Baraldi PETRUZZI E IVONEfinalmente sorridente ed infine Nicola Petruzzi (accompagnato dai suoi avvocati Marcello Russo e Manuel De Monte) ed il curatore fallimentare Giuseppina Ivone con il commercialista Francesco Cancelli. Il più esplicito a commentare l’esito della riunione è stato Umberto Di Primio: «Se qualcuno ha pensato o pensa che io sindaco di Chieti da sette mesi possa chiudere Villa Pini dopo che per anni lì si è permesso di tutto e di più, se lo possono scordare». «Vero direttore?», ha ribadito, rivolgendosi al manager Zavattaro che ha confermato la volontà della Asl di trovare soluzioni condivise:«stiamo lavorando per assicurare il rispetto della normativa – ha detto il direttore generale - l’assistenza dei pazienti ed i livelli occupazionali». Una specie di quadratura del cerchio che è stata affidata al sub commissario Giovanna Baraldi, la quale si è presa una settimana di tempo per elaborare un piano complessivo. E infatti proprio tra una settimana è previsto un altro incontro in Prefettura per le soluzioni operative. Soddisfazione è stata espressa infine da Nicola Petruzzi, che ha proposto una serie di ipotesi per arrivare alla messa a norma dell’attività di psicoriabilitazione evitando disagi per i pazienti e difficoltà per il personale in servizio. Tutto è bene quel che finisce bene? E’ presto per dirlo. Esperienze di altre trattative partite bene e che poi si sono perse per strada fanno sospendere il giudizio: ma l’impressione netta è che di questi tempi è interesse comune salvare un’attività che vuole mettersi in regola giocando a carte scoperte.

Sebastiano Calella  10/11/2010 8.40