Vigili del fuoco mercoledì in sciopero: «non chiediamo privilegi»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Partiranno anche da Chieti i vigili del fuoco che si recheranno a Roma, domani, per la manifestazione nazionale con corteo.*STRAORDINARIO POLIZIOTTI, SENTENZA PASSA IN GIUDICATO: «SI DEVE PAGARE»

La giornata di mobilitazione è stata indetta dal sindacato Autonomo Conapo. Sempre domani a Chieti è previsto uno sciopero dalle 10 alle 14.
«Non andiamo per chiedere privilegi – spiega Giuseppe Giampaglione segretario Conapo – scendiamo in piazza per pretendere lo stesso trattamento e la stessa dignità lavorativa degli altri corpi dello stato, oltre ad incrementare il numero delle assunzioni».
Ai vigili del fuoco infatti vengono corrisposte retribuzioni di circa 300 euro mensili «inferiori ai pari qualifica appartenenti alle forze di polizia e non vengono riconosciuti i servizi operativi ai fini della pensione, situazione non sanata nemmeno con l’ ultimo contratto di lavoro».

Lamentano inoltre al Conapo che le carriere dei pompieri «sono bloccate da anni, oltre al fatto che da troppo tempo non percepiscono nemmeno gli arretrati degli straordinari effettuati sia per soccorso sia nelle varie calamità nazionali».

Un'altra richiesta del sindacato è quella di potenziare i servizi resi dai vigili del fuoco e di istituire anche a Chieti un apposito nucleo di investigazione antincendi e polizia di sicurezza «per fornire maggiore sicurezza alla cittadinanza nei luoghi di lavoro, nei locali di pubblico spettacolo, nelle scuole».
«Resta poi da risolvere – continua Giampaglione – il problema del dilagare del precariato nei vigili del fuoco che ha assunto proporzioni esagerate con spese ingenti che potrebbero invece servire per assunzioni in pianta stabile».

Per quanto riguarda lo sciopero, dal Conapo fanno sapere che i vigili del fuoco garantiranno l’erogazione del servizio di soccorso pubblico, mentre subiranno lo stop i servizi non urgenti, anche di vigilanza, comprese le vigilanze agli aerei durante la fase di rifornimento di carburante.

09/11/2010 9.43

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STRAORDINARIO POLIZIOTTI, SENTENZA PASSA IN GIUDICATO: «SI DEVE PAGARE»

 PESCARA. Le sentenze del Tar di Pescara, favorevoli ai ricorsi di alcuni poliziotti, sono definitivamente passate in giudicato.

«E' finalmente ora di pagare», commenta soddisfatto il sindacato di polizia Sap. Con la sentenza passata in giudicato viene sancito il diritto di ottenere rimborsi. Ora tutti quelli che si trovano nella stessa posizione potranno fare ricorso.
Nei mesi scorsi fu proprio la segreteria provinciale di Pescara del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap) a farsi promotrice, con gli avvocati Fortuna e Lauria di Teramo, dell'azione legale.

Il 12 maggio scorso è arrivata la sentenza con la quale il Tar per l'Abruzzo (Sezione di Pescara) ha rigettato l'opposizione del Ministero dell'Interno, ai decreti ingiuntivi per la retribuzione del lavoro straordinario mai pagato fino ad ora.
«L' azione legale di tutela dei diritti alla giusta retribuzione», ricordano oggi dal sindacato, «è iniziata con questi decreti ingiuntivi nel novembre del 2009, sostenuti con estrema sensibilità dal presidente del Tar di Pescara, Umberto Zuballi. Tali decreti hanno di fatto rappresentato un importantissimo risultato, oltre che come precedente giurisprudenziale, mai fino ad allora posto in essere da nessun Tribunale Amministrativo, anche come precedente per la tutela della legittima retribuzione dei poliziotti, ai quali, vorremmo ricordare che fin dal 2004 non venivano loro retribuiti gli straordinari emergenti».
Ora, dicono con convinzione dal Sap, seguiranno tanti altri ricorsi di tutti quei poliziotti di tutti i Reparti ed Uffici che fino ad ora hanno dovuto lavorare obbligatoriamente in straordinario senza ricevere la giusta retribuzione.
«La tutela alla legittimazione del pagamento di ore di straordinario di poliziotti, obbligati per legge a quelle prestazioni lavorative, da oggi, grazie al Tar e del suo Presidente, è una certezza giuridica che dovrà valere per tutto il territorio nazionale. Ora il Ministero dell’Interno dovrà aspettarsi nei prossimi giorni una pioggia di migliaia di ricorsi».

09/11/2010 10.23