Inquinamento, topi, turismo ed economia affossata: le proteste montano a Francavilla

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Partono dalla politica ma poi sfociano in fatti che paiono incontestabili e meritano di essere risolti perché vitali.

Non ha avuto un grande risalto una ordinanza del sindaco Nicolino Di Quinzio (n° 34506 del 28/10/2010) che vieta di attingere acqua «a qualunque titolo ed utilizzo» nella fascia di 150 metri a nord e sud del fiume Alento.

Non esattamente una ordinanza comune ma che si basa ormai sui dati consolidati dell’inquinamento diffuso e penetrante dell’Alento. Già sito attenzionato dal ministero per il suo perdurante inquinamento che nasce a monte, non riesce a trovare una via di uscita nonostante leggi e finanziamenti. L’inquinamento è sempre lì. Verrebbe anche da pensare che sia in aumento visto che non si ricorda una ordinanza simile in passato. La situazione è “importante”, seria, forse critica.

«Drammatica» spiegano per il comitato difesa del litorale francavillese, Mario Vacca, Cristian Cicala, Antonio Sangiuliano.

«L’intollerabile sottovalutazione e pressappochismo, con cui attuali e vecchi amministratori hanno continuato a trattare un così grave problema, tra conferenze stampa e comparsate sui media», sostengono, «ha avuto come risultato solo lasciare la cittadinanza all’oscuro della realtà».

Il comitato per la difesa del litorale francavillese, dichiara che «è finalmente giunto il momento di fare chiarezza e di informare i cittadini tutti sullo stato delle cose. Non basta parlare in modo generico di sostanze inquinanti come riportato dall’ordinanza sindacale o far finta che tutto va bene. Vogliamo sapere con esattezza di cosa si tratta, vogliamo conoscere “Nome e Cognome” di queste sostanze nonché il grado di pericolosità per la salute pubblica. Gli scontri mediatici tra vecchi e nuovi Amministratori vedono perdenti solo i cittadini di Francavilla». Si chiede dunque maggiore serietà agli amministratori locali e maggiore trasparenza su carte, analisi e dati. In fondo è della salute pubblica che si parla e la fiducia è ai minimi storici visti i precedenti drammatici in Abruzzo (l’acqua avvelenata nel Pescarese).

Sorvolando sulle segnalazioni quasi quotidiane di marciapiedi malandati, buche, degrado in genere, il pretesto per attaccare l’amministrazione Di Quinzio arriva da Franco Moroni (Pdl) che si lascia immortalare con tanto di topo tenuto per la coda, morto da tempo, penzoloni.

«Abbiamo la totale assenza dell’amministrazione comunale», spiega ,«con la disarmante realtà di non essere in grado di intervenire neanche nella ordinaria manutenzione delle caditoie e pozzetti stradali per la raccolta delle acque piovane, le quali si trovano in uno stato di abbandono assoluto, non soggetti a pulizia e all’ordinaria manutenzione da anni e il risultato è quello di otturazioni per depositi detriti e alloggi per topi e scarafaggi. Le segnalazioni e le lamentele dei commercianti e dei cittadini quali odori nauseabondi e la presenza di ratti, vengono puntualmente disattese da questa Amministrazione».

Amministrazione paralizzata e giunta monca da un mese che sono stati anche alcuni dei punti dell’esposto del Pdl al prefetto di alcuni giorni fa.

Non arrivano complimenti all’amministrazione nemmeno dal presidente dell’Associazione “Francavilla c'è”, Stefano Di Renzo, che in merito al futuro di Francavilla su commercio e turismo ancora una volta ripete che «le problematiche di Francavilla al mare risolvibili solo attraverso il costante confronto con gli attori del territorio e con le argomentazioni di esperti del settore, attività in grado di rendere concrete e realizzabili le ipotesi di rilancio della Città. Attraverso le competenze, l’eticità e le professionalità siamo convinti di poter riuscire a cambiare le sorti della nostra amata Francavilla, ormai sempre più afflitta da una cattiva amministrazione e da scelte inopportune di viandanti della politica».

Insomma la to-do-list è lunga….

09/11/2010 9.37