Comunità montana Sangro Vastese. Il commissario:«irregolarità diffuse e clientelismo»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

3463

LANCIANO. Ai sindaci che in una conferenza stampa di alcuni giorni fa avevano denunciato la gestione del neo commissario nominato lo scorso 8 settembre, è lo stesso Antonio Infantino a replicare.

Alcuni esponenti delle amministrazioni locali che rientrano nella comunità montana dell’alto Sangro avevano contestato metodi e scelte del commissario regionale.

Infantino a PrimaDaNoi.it chiarisce subito che: «nessun servizio sarà spazzato via e nessun accordo verrà cancellato come è stato riportato dalle dichiarazioni apparse nell’articolo».

Lo scorso 4 novembre è stato raggiunto un accordo tra la Valsangro il sindaco di Villa Santa Maria con il quale il Comune ha deciso di continuare a gestire la sede della Comunità Montana, accollandosi i relativi costi di gestione, con l’impegno di mantenere gli sportelli attualmente attivi (Catasto, Sasi, Agenzia delle Entrate).

«Certamente continuare a mantenere la sede di un ente in fase di chiusura», spiega Infantino, «in un momento di forti ristrettezze finanziarie e di rimodulazione della spesa pubblica per le comunità montane, appare quanto meno inopportuna. La strada, come indicato dalla recente legislazione nazionale, va in una direzione diversa ossia nella costituzione di forme associative quali le convenzioni e le unioni dei comuni ed è in questo senso che si sta operando, anche a livello regionale, per garantire i servizi e ridurre le spese che, ormai, non sono più giustificabili sotto nessun profilo. Con la Regione, che coordina le attività dei Commissari, si sta, da diverso tempo, lavorando ad una soluzione che tenga conto dei servizi da gestire attuando un complesso processo di riordino degli enti montani facendo sì che dal prossimo anno si possa partire con il piede giusto eliminando gli sprechi e le posizioni “di comodo” che ancora gravano sulla finanza pubblica locale e regionale».

«L’obiettivo», aggiunge Infantino, «è di far sì che si proceda nel senso di costituire un nuovo ente con una struttura organizzativa e finanziaria sostenibile in modo da evitare il perpetuarsi di “rendite di posizione” ed organismi costosi oltre che il pagamento di utenze per sedi con pochi dipendenti e nessun utente. Analoga attività è stata operata anche per le Comunità Montane del Medio e dell’Alto Vastese, dove non vi è stata alcuna polemica di sorta. Anzi diversi amministratori comunali hanno avanzato proposte per continuare a garantire i servizi, a proprie spese, ed a mantenere le sedi ubicate in territori decentrati».

Diversa, invece, sarebbe la «situazione grave» nella quale è stata rinvenuta la gestione della cosa pubblica delle Comunità Montane del Medio Sangro (sino al 2009) e della Valsangro che ha dato luogo a diverse segnalazioni sia alla Procura della Repubblica che alla Corte dei Conti, tutte firmate da Infantino.

Si parla di «assunzioni irregolari, mancato recupero di entrate nei confronti dei Comuni che pro-tempore erano rappresentati nella Giunta Comunitaria, affidamenti di incarichi legali per recuperare somme che poi venivano ristornate agli stessi enti, svuotando di fatto le casse della Comunità Montana, oltre che una confusa gestione dell’ambito sociale che ha ingenerato un contenzioso, da parte di diversi Comuni, innanzi il Tribunale Amministrativo di Pescara teso a verificare la legittimità di atti assunti, neanche a farlo apposta, il medesimo giorno di insediamento del sottoscritto quale Commissario dell’ente».

Per quanto riguarda le assunzioni Infantino ha avviato il procedimento teso ad acclarare la nullità dei provvedimenti adottati a causa delle gravi violazioni di legge compiute in sede di stabilizzazione del personale precario.

«Non si comprende, invece», conclude Infantino, «chi rappresentino il vice sindaco del comune di Montelapiano e il consigliere comunale di quadri che non sembra possano parlare per l’intero territorio delle quattro comunità montane commissariate. Appare, questo, un attacco strumentale che non tiene conto di quanto fatto in pochi mesi e teso a generare uno stato di “agitazione” che, fortunatamente, solo i due delegati sembrano manifestare e legato, forse, a una logica di poltrone piuttosto che “del fare” per il territorio».

Infine per quanto riguarda, invece, l’attività svolta durante il commissariamento è già stata inviata al competente assessorato regionale una dettagliata relazione che evidenzia come sono stati gestiti gli immobili, il personale, i contratti, le convenzioni e la riscossione dei crediti da parte di chi ha amministrato le Comunità Montane sino alla data del mio insediamento.

08/11/2010 7.59