Lavoratori in affitto alla Asl, differenza tra delibera e appalto. Il no dei sindacati

Alessandro Biancardi

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CHIETI. C’è un piccolo giallo nella vicenda della gara d’appalto per l’affitto di personale alla Asl provinciale di Chieti.

La delibera che il 10 giugno scorso approvò l’appalto ed il bando di gara sono diversi in un punto: riportano sì la stessa cifra di 3.200.000euro l’anno (in realtà a pagina 3 la delibera parla di «importo massimo complessivo presunto per il periodo di un anno»), ma parlano di un numero di addetti differente per gli operatori socio sanitari: sono 57 in delibera e 76 nel bando. 

Se n’è accorta Patrizia Bianchi, responsabile regionale di Nursing Up, che segnala questa stranezza in una lettera al manager firmata anche da Emanuele Lattanzio, responsabile provinciale. Nursing up lamenta che solo il 29 ottobre è stata girata ai sindacati la delibera di giugno e sottolinea la “regalia” di 260 mila euro l’anno (in tre anni fanno 780 mila euro) all’Agenzia interinale che vincerà la gara. La lettera segnala anche che nelle due Asl ora unificate ci sono Oss (operatori socio sanitari) già «formati con soldi regionali. A Lanciano-Vasto sono circa un centinaio e per utilizzarli regolarmente non servirebbe spendere nemmeno un centesimo. Il paradosso è che questi continueranno a svolgere lavori non propri, perché non inquadrati come Oss, mentre la Asl affitta Oss dalle Agenzie interinali, dove loro non possono accedere perché in ruolo come ausiliari. Pagando anche il servizio…». Perplessità per la scelta dell’affitto sono state espresse anche dai sindacalisti Edgardo Giangrande (Uil) che chiederà spiegazioni al manager nel prossimo incontro previsto, mentre Bruno Di Vincenzo non condivide che in tempo di crisi «a pagare il prezzo più alto sono sempre i più deboli» e propone provocatoriamente che «l’affitto» sia esteso anche ai politici per costringerli a vivere con salari molto più modesti. Davide Farina (Cisl) oltre al mancato risparmio, sottolinea che «tale stato di precariato non induce la fidelizzazione del lavoratore presso l'azienda. Comunque c’è un progetto regionale di stabilizzazione del personale presso le varie Asl che prevede lo scorrimento delle graduatorie dei vincitori dei vari concorsi non ancora chiamati o chiamati tramite avvisi pubblici, l'espletamento delle mobilità regionali ed extraregionali ed  in ultima analisi le assunzioni a tempo determinato».

 La Asl da parte sua spiega il piccolo giallo dei numeri differenti, sostenendo che quello che conta è l’importo dell’appalto, che è identico. All’interno di questa cifra i conteggi del costo del personale, in dipendenza anche del tempo parziale o del tempo pieno possono dare risultati diversi. Dunque tutto chiaro: la Asl non può assumere personale a “posto fisso” perché la legge glielo vieta ma le scelte di oggi hanno poca logica e viene facile pensare alle pressioni di qualche lobby.

In pratica si crea l’emergenza lavoro e la si risolve con un business che arricchisce le agenzie di lavoro e massacra i lavoratori. Con i sindacati che non possono fare altro che assistere impotenti ed al massimo criticare.

 Sebastiano Calella  06/11/2010 9.49