San Giovanni Teatino: «6 milioni di debiti senza nessuna opera pubblica»

Alessandro Biancardi

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SAN GIOVANNI TEATINO. Si dicono «sconcertati» dalla gestione dei conti del Comune operata dall’amministrazione Caldarelli i consiglieri Sandro Paludi e Alessandro Feragalli.

«Si rinegoziano i mutui comunali», denunciano i due consiglieri, «prolungandone il rimborso per ulteriori 30 anni, ed accollando ai cittadini ulteriori 6 milioni di debiti».

Secondo il sindaco e l’assessore al bilancio Di Nisio, tutto muove dalla necessità di abbassare le rate di rimborso, ma Paludi e Feragalli chiedono se in una famiglia qualunque possa avvenire la stessa cosa. «Se si hanno delle rate troppo alte vuol dire che si è fatti il passo più lungo della gamba, se invece la necessità è quella di spendere ancora di più vuol dire che si è quantomeno spregiudicati.

Alla faccia della diligenza del buon padre di famiglia che pervade tutto il nostro ordinamento: è assurdo che si ribaltino sui figli i debiti contratti dai padri».

Per i due consiglieri di minoranza c'è il rischio concreto di lasciare alle prossime generazioni l’accollo di debiti «che ingesseranno per anni l’iniziativa delle future amministrazioni comunali e del paese. Basti pensare che negli ultimi anni si è passati da 17 a 34 milioni di debito nei confronti della Cassa Depositi e Prestiti ed oggi se ne aggiungono ulteriori sei».

L’Unione per San Giovanni Teatino lancia un appello a tutte le forze politiche locali ed ai consiglieri di maggioranza affinché, «con responsabilità politica ed istituzionale», si possa pensare ad un’alternativa a questo modo di gestire il paese.

«Non si può più accettare di fare spese faraoniche», continuano i due, «come la piscina, a totale carico delle casse comunali quando nel resto dell’Italia si interviene con appalti in concessione a privati che realizzano le opere a proprie spese e dopo alcuni anni di gestione le riconsegnano a costo zero alle amministrazioni pubbliche. Non si possono più pagare ottomila euro al mese dei parcheggiatori lasciandoli inoperosi per quasi tutta la giornata, creando per di più un disagio alle attività commerciali del centro. Non si può più realizzare nel campo da calcio prima il manto erboso e poi tutto il resto, essendo costretti a doverlo riseminare per poter inaugurare l’impianto sportivo.

San Giovanni Teatino ha bisogno di più buon senso e meno debiti».

05/11/2010 16.49