Asl Chieti: 100 persone in affitto ma nessun risparmio per la nuova fabbrica di precari

Alessandro Biancardi

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OSPEDALE CHIETI

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CHIETI. Personale in affitto per 9.600.000 euro in tre anni. Tanto spenderà la Asl di Chieti per far fronte alle carenze dell’organico in varie categorie professionali.

 

E’ prevista l’assunzione di circa 100 persone, principalmente ausiliari specializzati, operatori tecnici di call center-Cup e operatori sociosanitari, i famosi Oss. E’ di questi giorni la pubblicazione sul sito ufficiale della Asl 2 del bando di “gara a procedura aperta per l’affidamento ad un’agenzia di lavoro interinale del servizio di somministrazione di personale”. Finalmente si ricomincia ad assumere? Nuovi addetti andranno a riempire i vuoti di personale che affliggono drammaticamente la sanità teatina e non solo? In tempi di crisi, 100 posti di lavoro non sono uno scherzo. Ma quello che non va e che i sindacati dovrebbero approfondire è se questa ennesima fabbrica di precari in affitto va nella direzione giusta. Qualche dubbio su questo sistema lo ha avanzato addirittura Mario Draghi, il governatore della Banca d’Italia, che ha detto chiaramente che i precari vanno assunti per non creare altri danni al sistema economico Italia.

Dunque, la notizia è un’altra. E non riguarda solo la Asl di Chieti: investe tutto il settore pubblico “obbligato” alle assunzioni in affitto. Il che di fatto, in nome della flessibilità, fa scomparire le vecchie assunzioni a tempo indeterminato, il cosiddetto posto fisso. Il tutto a causa di una “ventata” di efficientismo che spaccia l’affitto del lavoro come vantaggioso  per le casse delle varie amministrazioni costrette ad assumere solo questo tipo di personale. Non si dice però che il risparmio, a conti fatti, è illusorio e che, al contrario, è reale la compressione dei diritti dei lavoratori, ai quali non vengono assicurati anzianità di servizio, ferie, malattia, gravidanza e così via. L’unica che ci guadagna è l’agenzia interinale, quella che affitta i lavoratori come se fossero auto a noleggio ed alla quale viene riconosciuto un aggio, cioè una percentuale sulla cifra dell’appalto.

Mentre tacciono non vengono ascoltate le voci che criticano questo metodo di assunzione, dai sindacati ai funzionari amministrativi che hanno fatto quattro conti ed hanno dimostrato che i costi del personale così assunto sono più alti a fronte anche di una minore professionalità e di una minore efficienza dei servizi.

Con un’aggravante di cui non si tiene conto: dopo che il lavoratore affittato impara bene il lavoro che sta svolgendo, viene licenziato e sostituito. Ma la “moda” è ormai questa, imposta a livello nazionale dal capitalismo selvaggio che “affitta” per poi poter poi licenziare senza troppe storie. Questa potrebbe essere la chiave di interpretazione, cioè l’assoluta libertà di licenziamento. Perché per il resto gli stipendi ed i contributi sono gli stessi con in più l’aggio per le Agenzie interinali. A dire il vero il bando della Asl di Chieti innova dal punto di vista del bilancio, perché, a differenza di prima quando questa voce di spesa era classificata come “beni e servizi”, stavolta va nella voce “personale”. Resta però il grande inganno: lavoro in affitto per risparmiare che diventa spesa maggiore con minori diritti. Un progresso del gambero.

Sebastiano Calella  05/11/2010 12.40