Da Facebook al prefetto: la protesta di Francavilla dal virtuale al reale

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA AL MARE. Una lettera al prefetto per denunciare la situazione dei «conti disastrati» al Comune di Francavilla e non solo.

 

A scriverla è Raffaele Landolfo, a nome degli utenti del gruppo Facebook “Francavilla al mare cosa va e cosa non va” (che conta oggi 890 iscritti). Nella pagina del social network i cittadini si confrontano e discutono ma soprattutto decidono che è arrivato il momento di farsi sentire dai 'piani alti' e uscire fuori dalla virtualità.

«Ogni giorno», scrive Landolfo, «elaboro una “mezza pagina” sul citato sito per proporre agli iscritti ed alle loro famiglie le problematiche più importanti della vita della nostra città. Dopo 403 interventi ci sembra corretto che Lei, quale rappresentante del Governo, sia informato anche da noi cittadini dello stato di degrado politico ed amministrativo nel quale si trova il nostro Paese».

Landolfo annuncia che «a breve» inoltrerà alla Magistratura contabile e al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato un’ analisi dettagliata sullo stato dei conti.

Perchè, «Francavilla è in pieno dissesto finanziario», si legge nella lettera, «e quel che è preoccupante è che il tutto avviene senza alcuna valutazione delle conseguenze che ricadranno a breve sui bilanci delle nostre famiglie».

Landolfo si sofferma poi sul degrado del quartiere Villanesi che evidenzierebbe «l’indifferenza totale dell’Amministrazione Comunale di fronte a problemi sociali ed urbanistici mai affrontati».

«Potrei citarle», si legge ancora, «migliaia di interventi che attestano il grado di esasperazione di una intera comunità che non ne può più di questo modo di amministrare la cosa pubblica. Francavilla ha uno degli indici più alti di disoccupazione,specialmente giovanile, di tutta la Provincia di Chieti; il turismo ha subito gravissime perdite di presenze e tutto l’indotto ne ha risentito pesantemente; tantissime attività artigianali e commerciali hanno chiuso e molte si trovano sul lastrico; la povertà è in costante aumento; il palazzo Sirena è diventato uno “spettro” che si erge all’orizzonte; il porto è un mostro marino senza possibilità di essere ultimato; il torrente Alento è una cloaca a cielo aperto; le ex discariche non sono state bonificate; nessuna politica a favore dei giovani e delle loro necessità è stata posta in essere; gli sfratti per morosità sono aumentati a dismisura; la sanità viene appena garantita tanto lunghe sono le liste di attesa; il problema casa non è stato neppure affrontato; l’edilizia scolastica si trova in una  situazione indicibile; la macchina comunale è lentissima ed incapace di soddisfare le primarie necessità dei cittadini; le società partecipate accumulano costanti perdite; la prostituzione ha attecchito dovunque; il ripetersi in tutto il territorio comunale di fatti di microcriminalità desta sconcerto e paura tra i cittadini».

«Potrei andare avanti», continua Landolfo, «elencandoLe intere pagine di inefficienza che hanno caratterizzato questi trenta mesi di Amministrazione Di Quinzio. Noi cittadini riteniamo che sia giunto il momento che lo Stato, di fronte ad una sì grave situazione,non possa ancora tacere. Lo stesso, a mio sommesso avviso, ha l’obbligo-dovere di intervenire a tutela di un paese che si trova al limite di una crisi mai prima conosciuta. Francavilla al mare è stata completamente distrutta da una guerra mai combattuta : riteniamo che spetti al Governo Centrale prendere in mano una situazione che può precipitare da un momento all’altro».

04/11/2010 9.43