Fiom contro Marchionne: «utili anche in Abruzzo»

Alessandro Biancardi

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SERGIO MARCHIONNE

SERGIO MARCHIONNE

LANCIANO. L’ufficio economico della Fiom Cgil di Chieti ha analizzato i bilanci economici 2008-2009 della Sevel Spa dopo le celebri dichiarazioni di Sergio Marchionne.

«Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l'Italia PA, ha sviluppato analiticamente i bilanci economici», aveva detto l'amministratore delegato del gruppo nel corso di una intervista, dieci giorni fa, alla trasmissione televisiva Che tempo che fa di Fabio Fazio.

Una frase che non è piaciuta ai dipendenti del gruppo di tutta Italia e che si stanno mobilitando da giorni (domenica scorsa hanno partecipato anche al programma Mezz'Ora di Rai 3) per smentire quanto affermato dai vertici dell'azienda. Così la Fiom ha preso i bilanci degli ultimi due anni e ha analizzato le cifre. «Lo studio e l’analisi dei bilanci smentisce quanto affermato da Marchionne», dicono dal sindacato. «Lui ha recentemente dichiarato che ''nemmeno un euro dei due miliardi dell'utile operativo previsto per il 2010 arriva dall'Italia" ma non è così». Dati alla mano, Fiom sostiene che la Fiat realizza nel 2008 «un utile operativo netto di 56.516.308 di Euro e, nel 2009, nonostante un calo di fatturato di oltre 1.700.000.000 di Euro, realizza un utile operativo netto di 2.737.601 di Euro. Nel 2010 è certo che la Fiat in Sevel avrà un aumento di produzione di circa il 40% e quindi si deduce che anche quest’anno avrà un importante utile operativo netto».

«Non è vero che gli utili si fanno solo all'estero», contesta il sindacato più rappresentativo, «ma si fanno anche in Italia quando c'è un prodotto che tira. Oggi il Ducato a fronte di un 40% di produzione in meno fa comunque utili. Oggi Marchionne non riesce a dare un prodotto vincente italiano, è questo il problema».

Per Sevel le intenzioni sono chiare: «nel 2005 c'è stato un accordo con l'azienda: noi vogliamo continuare a fare accordi ma sullo sviluppo di una grande fabbrica. Se Marchionne vuole portare qui l'esperienza di Melfi e Pomigliano, azzerando i diritti, allora ha sbagliato strada».

03/11/2010 18.21

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